Un outsider per chiudere la stagione di prosa del Teatro Comunale di Vicenza: sarà Stefano Massini, scrittore e drammaturgo fiorentino noto al grande pubblico per le sue “incursioni” video-televisive, con le sue acute narrazioni e affabulazioni sul presente, ad accompagnare gli spettatori in un viaggio ironico e affascinante nel labirinto del nostro sentire, “Alfabeto delle emozioni”, in programma mercoledì 5 aprile alle 20.45 in Sala Maggiore.
Lo spettacolo, realizzato da Savà Produzioni Creative, vede Massini autore e interprete di una narrazione di rara profondità, un immaginario alfabeto in cui ogni lettera è un’emozione (P come Paura, F come Felicità, M come Malinconia…), in cui Massini trascina il pubblico in un susseguirsi di storie ed esempi irresistibili, con l’obiettivo unico di “chiamare per nome” ciò che ci muove da dentro. E così corrono visi, ritratti, nomi, situazioni.
In scena (atto unico, 80 minuti), Massini estrarrà a caso da un piccolo baule di legno sette lettere dell’alfabeto, ad ognuna delle quali sarà abbinata un’emozione, stratagemma narrativo per raccontare storie di personaggi e vicende emblematiche. Tante storie di personaggi che sono prima di tutto il racconto delle nostre emozioni, perché alla fine siamo “tutti equilibristi sul filo della nostra emotività”.
Lo spettacolo, come ha spiegato recentemente lo stesso Massini, nasce fondamentalmente da due esigenze: la prima, come lascia intendere il titolo, raccontare le emozioni in particolare quelle che hanno accompagnato la fase critica della pandemia e i momenti immediatamente successivi al lockdown di tre anni fa. La seconda, che Massini ha ricavato dagli insegnamenti del suo maestro Luca Ronconi, quella di realizzare uno spettacolo nel quale solo una piccola parte della drammaturgia potesse andare in scena ad ogni replica. Una parte quantificabile in un terzo del totale, visto che Massini ogni sera estrae sette delle ventuno lettere dell’alfabeto italiano, lasciandosi guidare dalla sorte.
Uno stratagemma che ha consentito a Massini di creare uno spettacolo fortemente originale su un tema delicato e intimo come il mondo emotivo e, allo stesso tempo, di rendere ogni replica qualcosa di unico e irripetibile. Al punto che durante le precedenti tournée si è registrato il ritorno di numerosi spettatori, rientrati in sala la sera successiva per verificare che la sequenza delle lettere estratte fosse effettivamente opera del caso. Lo spettacolo, inoltre, è stato concepito dal suo autore anche come omaggio al teatro “tempio delle emozioni” e, fin dalle origini, spazio del rito nel quale l’uomo si racconta, socializzando la propria dimensione più profonda.
L’ultimo, ma non per importanza, tema a cui Massini fa riferimento nel suo lavoro teatrale, è l’uso consapevole della parola. Consapevole perché, secondo lo scrittore e drammaturgo fiorentino, visto che l’uomo per esprimersi tenta di scegliere l’espressione più adatta a una determinata situazione, è impossibile pensare che la parola sia generata del tutto spontaneamente. Da qui, l’importanza e la necessità di essere consapevoli di ciò che si dice e perché lo si dice, visto che, come affermava Sigmund Freud “le parole sono complesse e terribili”.
Ad andare in scena, in questo spettacolo, è la forza e la fragilità dell’essere umano, dipinta con l’estro e il divertimento di un appassionato narratore, definito “il più popolare raccontastorie del momento”.
Per “Alfabeto delle emozioni” del 5 aprile al Tcvi restano ancora dei biglietti.
credit foto Marco Borrelli
