Intervista con Filippo Laganà, protagonista del film “Amici per la pelle”: “Nella vita è fondamentale avere positività e ironia, qualsiasi cosa possa accadere”

“E’ stato meno difficile perché sapevo che era finzione e quindi mi sentivo più rilassato che nella vita reale, però riaffrontare un percorso del genere, girando nella sala operatoria dello stesso ospedale le scene dell’intervento, lo stesso giorno di tre anni dopo, con i veri medici intorno, ha fatto riaffiorare in me molti ricordi”. Filippo Laganà è il protagonista del film “Amici per la pelle”, tratto dalla sua vera storia, in onda nella serata di Pasqua, domenica 9 aprile alle ore 21,25 in prima visione tv su Rai 1, per la regia di Pierluigi Di Lallo, prodotto da Digilife Movie con Rai Cinema in associazione con Mompracem. Nel cast troviamo anche Massimo Ghini, Nancy Brilli, Carolina Gonnelli, Milena Miconi, Giampiero Ingrassia, Gianfranco Jannuzzo.

Filippo è un ventenne pieno di vita e di progetti per il futuro. Tutto cambia all’improvviso quando, nel corso di una vacanza negli Stati Uniti con la mamma e la fidanzata, viene colto da forti dolori addominali che lo obbligano a rientrare subito in Italia. Viene ricoverato d’urgenza e il responso dei medici non lascia dubbi: è necessario un trapianto di fegato.

Questo è l’inizio di un’odissea che porterà Filippo a prendere decisioni importanti e a mettere da parte le sue passioni. Ma, grazie alla sua voglia di vivere e al profondo legame con i genitori, riesce ad affrontare con il sorriso questa difficile situazione. Superata la tempesta, Filippo riprende in mano la sua vita nuova, regalata da qualcuno che non conoscerà mai ma che, nonostante ciò, sarà per sempre il suo migliore amico.

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Filippo, il 9 aprile in prima serata su Rai1 va in onda “Amici per la pelle”, di cui sei protagonista e che racconta la tua vera storia. Com’è nata l’idea di questo film?

“E’ nata dopo un’intervista in un programma Rai in cui ho raccontato la mia storia. Il produttore l’ha sentita e mi ha chiesto di scrivere due paginette. Così ho fatto e quello che era un gioco è diventato un progetto più grande. Con il regista Pierluigi Di Lallo non abbiamo romanzato nulla, ma raccontato la storia in modo reale e semplice”.

Che sensazioni hai provato rivivendo quei momenti sul set?

“E’ stato meno difficile perché sapevo che era finzione e quindi mi sentivo più rilassato che nella vita reale, però riaffrontare un percorso del genere, girando nella sala operatoria dello stesso ospedale le scene dell’intervento, lo stesso giorno di tre anni dopo, con i veri medici intorno, ha fatto riaffiorare in me alcuni ricordi. E’ stato emozionante e anche gratificante”.

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Insieme a te nel film recita un cast di grande livello, da Massimo Ghini a Nancy Brilli, da Giampiero Ingrassia a Gianfranco Jannuzzo e Milena Miconi. Com’è stato lavorare con loro?

“Per me è stato fondamentale avere un cast amico e pieno di amore che mi ha permesso di avere la tranquillità per affrontare questa storia e questo set in modo leggero. Devo ringraziare in particolare Giampiero Ingrassia per essere sempre stato molto vicino a me e alla mia famiglia in mille circostanze e anche Massimo Ghini per i consigli che mi ha dato”.

Dal film traspare il rapporto speciale che hai con tuo papà Rodolfo e in generale con la tua famiglia. Quanto è stato importante il loro supporto per affrontare quella difficile situazione?

“La famiglia è stata ed è fondamentale nella mia vita. I punti di vista differenti e le litigate con i miei genitori mi hanno permesso di essere la persona che sono oggi. Avere dei famigliari che ti stanno accanto sia nei momenti positivi che negativi è una cosa meravigliosa e lo auguro a tutti. Noi poi siamo una famiglia allargata, abbiamo molti amici come quelli del film”.

“Amici per la pelle” manda un messaggio importante, guardare con fiducia al futuro nonostante le difficoltà che possiamo incontrare nella nostra vita…

“Assolutamente sì, sono sempre stato un ragazzo molto positivo nella vita ed è fondamentale avere positività e ironia, qualsiasi cosa possa accadere”.

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Nel film, in una scena il papà (Massimo Ghini) dice a Filippo: “Le disgrazie non bisogna tenerle segrete perché ti aiutano a capire in che mondo vivi, se le persone che ti stanno accanto lo fanno perché ti vogliono bene o solo per convenienza”. Cosa ti ha fatto capire questa esperienza che hai vissuto?

“Mi ha insegnato ad affrontare le cose in maniera differente ma anche il rispetto nei confronti della persona che, donandomi il fegato, mi ha permesso di vivere. Oggi è tutto più lento e ragionato, anche se io sono uno che prende le decisioni in due secondi netti e in questo non sono cambiato ma apprezzo di più la vita, le persone, e ho una rapidità differente nel capire chi ho di fronte”.

Cosa ti sentiresti di dire ad un ragazzo o ad una ragazza che si dovesse trovare a vivere una situazione simile alla tua?

“Di mantenere il sorriso perché è inutile buttarsi giù, tutto si supera con grande forza personale e con l’amore delle persone che hai intorno”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnato? 

“Ho appena terminato di girare “Gloria”, una serie diretta da Fausto Brizzi, sempre per Rai 1, con Sabrina Ferilli e poi ci sono altri due progetti in attesa di conferma”.

Un’altra delle tue passioni è la cucina. Quali sono i punti di contatto con il mestiere di attore?

“Cucina e recitazione sono legatissime. Se vai a teatro o al cinema poi mangi fuori, le grandi produzioni e i film sono nati seduti a tavola di fronte a un buon piatto e a un calice di vino, quindi credo sia la parte fondamentale della realizzazione di questo mondo. A un certo punto devi fare due conti e capire se conviene andare a mangiare al ristorante o aprirne uno. Noi abbiamo scelto la seconda opzione. Mi piace inventare, sperimentare, preparare piatti nuovi, soprattutto con il pesce”.

Ti va di regalarci un ricordo del maestro Gigi Proietti?

“Ci manca molto, sono ancora convinto che sia in tournée e prima o poi tornerà. Gigi era una persona corretta, umana, semplice, mi ha sempre insegnato il rispetto e l’umiltà per questo lavoro. Si fermava a parlare ad esempio con il netturbino che lo riconosceva per strada e gli raccontava una barzelletta, era un mito ma aveva una grande umanità. Gigi rimarrà per sempre una parte fondamentale della mia vita e della mia infanzia”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

Grazie a Nicoletta Strazzeri e Pamela Menichelli

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