Dal 5 maggio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW prende il via “A Casa Tutti Bene – La Serie”, con gli attesissimi otto nuovi episodi, due ogni venerdì su Sky Serie, disponibili anche on demand.
La seconda stagione, prodotta da Sky Studios e da Andrea e Raffaella Leone per Lotus Production – società di Leone Film Group, è stata scritta da Gabriele Muccino, Barbara Petronio (head writer e produttrice creativa), Camilla Buizza, Gabriele Galli e Andrea Nobile.
Un grande cast corale interpreta i membri della numerosa famiglia, nei suoi due rami, al centro della storia. Laura Morante guida il cast nel ruolo di Alba Ristuccia, madre di Carlo, Sara e Paolo Ristuccia cui danno il volto rispettivamente da Francesco Scianna, Silvia D’Amico e Simone Liberati.
Euridice Axen è Elettra, ex moglie di Carlo, mentre Sveva Mariani interpreta Luna, la figlia della coppia. Nei panni di Ginevra, attuale compagna di Carlo, Laura Adriani. Antonio Folletto è invece il marito di Sara, Diego.
Quindi i Mariani, che per volontà del capofamiglia Pietro Ristuccia hanno ereditato una quota importante del ristorante di famiglia: Paola Sotgiu è Maria Mariani, sorella di Pietro e madre di Sandro e Riccardo Mariani, interpretati rispettivamente da Valerio Aprea e Alessio Moneta. Emma Marrone interpreta la compagna di Riccardo, Luana, mentre Milena Mancini è Beatrice, la moglie di Sandro.
Nel cast tornano anche Maria Chiara Centorami e Mariana Falace. E con Eugenia Costantini di nuovo nel ruolo ricorrente di Olivia, ex compagna di Paolo e madre di suo figlio Giovanni, interpretato dal giovanissimo Federico Ielapi, e Marco Rossetti, ancora nei panni di Maurizio Mandolesi, amico e socio in affari di Carlo.
Diversi i debutti assoluti nel cast della seconda stagione: il cantautore e attore francese Tom Leeb interpreterà un carismatico chef di successo corteggiato da molti ristoranti, in Italia e all’estero, con un ambizioso progetto per il San Pietro; Camilla Semino Favro sarà Rebecca Baldini, avvocata di successo e vecchia amica di Sara; Yan Tual interpreta il nuovo compagno di Olivia, Pierrick; Filippo Valle si calerà nei panni di Giuseppe, un nuovo personaggio legato a Beatrice.
Durante le varie fasi della produzione sono state adottate misure volte a limitare l’impatto sull’ambiente, atte a ridurre le emissioni di gas serra e in grado di far ottenere alla seconda stagione di A Casa Tutti Bene l’ambita certificazione di sostenibilità “Albert”. Una scelta in linea con l’impegno del Gruppo Sky, che con la campagna Sky Zero punta a diventare Net Zero Carbon entro il 2030.

credit foto Sky – Photocall
SINOSSI
Mentre Carlo concilia la vita familiare con i progetti imprenditoriali, Paolo continua la battaglia legale contro Olivia, Sara riscopre l’amore e Alba, ora senza segreti, si ricostruisce una vita. Eppure, ancora una volta, a scompigliare le carte arriva il passato.
Al centro della storia c’è sempre la famiglia: Carlo, Paolo, Sara, Riccardo, Diego e Ginevra affrontano prove inaspettate, ognuno guidato dal proprio desiderio. Nuovi amori e tormenti infiammano le loro vite e, per quanto possa sembrare ingiusto, le colpe dei genitori ricadono sempre sui figli. Così i protagonisti vanno incontro a un destino ineluttabile: la felicità è un’illusione impossibile da afferrare, soprattutto per loro.
“Ho avuto una libertà artistica assoluta, ho il privilegio di aver lavorato con chi mi ha dato fiducia e carta bianca e aver espresso in modo libero quello che volevo, ma la serialità e quindi il maggior tempo a disposizione mi ha fatto apprendere che si possono raccontare meglio i personaggi, le personalità umane e le virate della psiche, la fallibilità delle persone. In questa seconda stagione della serie accadono cose assurde, il personaggio di Paolo ad esempio fa un salto acrobatico. Il tempo è il vero lusso per parlare delle relazioni umane in cui si insinua il crime”, ha esordito Gabriele Muccino in un incontro con la stampa. “Se non mi emoziono mentre giro e mi annoio, significa che non sto lavorando bene, se invece gli attori e le attrici mi fanno vibrare con le loro interpretazioni vuol dire che quello che sto facendo ha un senso. Io ho chiaro quello che voglio ma a volte quello che accade supera la mia intenzione primaria. Nella mia carriera registica ho sempre scritto quello che sentivo dentro di me, non ho mai pensato di pormi al di sopra degli altri e raccontare il luogo in cui si abitava, ma sono molto permeabile, per cui tracciando una linea e guardando i miei film da fuori si vede ad esempio che “L’ultimo bacio”, girato prima dell’11 settembre, vede protagonisti dei ragazzi divoratori di vita, che credevano che la fuga fosse necessaria, mentre in “Ricordati di me” realizzato dopo quel tragico evento, si sente che l’orizzonte si è chiuso, che si cerca di apparire più che di essere. Da quando sono cadute le Torri Gemelle la paura dell’altro si è diffusa sempre di più, poi ci sono state la pandemia, la guerra, siamo stati disarcionati dalla nostra capacità di verbalizzare le emozioni attraverso l’uso maldestro dei social. Siamo sempre stati violenti ma lo scontro era fisico, lo stress ci portava a fuggire o combattere, ora invece combattiamo contro persone che non hanno un volto, che si nascondono dietro una tastiera. E’ un momento tragico per la storia dell’uomo. L’uso dei social ha creato negli adolescenti un’ansia da prestazione che li porta in un baratro che è purtroppo verificabile con le statistiche dei suicidi. Non ci sono sogni rivoluzionari, ideali nel trasformare in meglio la società, si va invece a cancellare tutto quello che è accaduto negli ultimi 50 anni, come i diritti delle donne, delle persone. Non c’è la capacità dell’uomo di ragionare e consapevolmente evolversi. Volevo entrare nell’abisso e la televisione mi ha dato il coraggio di farlo, di andare a fondo e raccontare anche gli aspetti negativi dei personaggi. Ho chiesto agli attori che i loro personaggi fossero consapevole della propria condizione, delle proprie miserie”.
Silvia D’Amico dà il volto a Sara Restuccia che ritroviamo in crisi con il marito Diego (Antonio Folletto): “Non abbiamo più segreti con Gabriele (sorride). Lui ti porta a fare delle cose che neanche tu crederesti come persona di poter fare, invece attraverso il racconto e l’arco dei personaggi ci riesci. Sara era in una situazione devastante alla fine della passata stagione e nella seconda vive delle situazioni di riscatto, esperienziali. Gabriele ci ha messo in una condizione specifica, è come se fosse stato un burattinaio che ci ha spogliato di qualsiasi tipo di pregiudizio o giudizio e ci ha buttati in mezzo a questo vortice per arrivare a questa messa in scena”.
Francesco Scianna interpreta Carlo Restuccia, che deve fare i conti con l’incidente occorsa a sua moglie Ginevra (Laura Adriani): “Gabriele è la mia storia d’amore più lunga a livello di regia, è stato ed è un viaggio incredibile quello fatto con lui. Quando ho ricevuto la stesura della seconda stagione della serie ho avuto due settimane di turbamento importante perchè non sapevo come affrontare umanamente il personaggio e di dover far una scalata in cui inventare un modo per rendere vivibile quello che accade. C’è stato un gioco molto bello, con Gabriele l’esperienza professionale diventa un dono che ti fa meravigliare, è un regista di anime che ti chiede di liberarti completamente. Così traspare la purezza della lotta, si prova empatia perchè il personaggio fallisce ma in realtà sta cercando il bene, è come se ci si immedesimasse nelle sue difficoltà e si lottasse con lui. Magari fanno delle scelte sbagliate, ma stanno lottando contro qualcosa di profondo che li fa fallire in quel modo e forse lo spettatore riesce ad empatizzare meglio perchè è distante ma la lotta dell’anima diventa universale e ci riconosciamo in queste battaglie”.
Simone Liberati veste i panni di Paolo Restuccia: “Il mio personaggio esce dalla prima stagione molto traumatizzato, vive un evento scioccante e proverà a riconquistare l’unica cosa che gli ha dato gioia e lo mantiene in vita, il figlio. Pretende di riappropriarsi di qualcosa che è l’unica possibilità di vivere una vita felice, decide di toglierlo alla madre Olivia (Eugenia Costantini) e questo lo porterà a vivere una lotta legale atroce dal punto di vista psicologico ma la cosa bella è che ha bisogno di amare per vivere, di sentirsi libero, cerca la felicità a tutti i costi e capirà come ottenere ciò che vuole ma il fato cercherà di impedirglielo, ma c’è qualcosa di puro in lui. Non c’è soltanto l’umanità arrabbiata che cerca di ottenere dei risultati materiali ma c’è un riscatto umano in questa drammaturgia, perchè tutti cercano di ottenere la felicità. Su di noi ha avuto un effetto lisergico, l’indole di Gabriele ha bisogno di vibrare per essere sazia e chiede tanto a noi ma ci dà tanta libertà, ci fa provare a vibrare ed è un invito generoso che un regista fa agli attori ma credo che anche gli spettatori che guarderanno la serie ne usciranno trasformati, si faranno delle domande e queste porteranno dei cambiamenti. Quello che mi ha colpito da spettatore è he non sono personaggi disinnescati, che è una caratteristica comune ai tempi soporiferi che viviamo, sono personaggi accesi, ardenti, vibranti questa vitalità che esprimono mi ha coinvolto ed emozionato tanto. E gli spettatori potranno prendersi la libertà di esplorare se stessi”.
di Francesca Monti
