Intervista con Leo Gassmann, guest star del musical “Bullo Pan”, in scena sabato 27 maggio all’Auditorium della Conciliazione di Roma: “Il teatro insegna ad accettare e ad amare se stessi”

“Sono onorato di poter contribuire ancora una volta a questa iniziativa che mi sta molto a cuore, che mi ha formato e mi ha reso una persona migliore e più consapevole anche di questa piaga sociale che è il bullismo”. Leo Gassmann è la guest star di “Bullo Pan”, che andrà in scena sabato 27 Maggio all’Auditorium della Conciliazione di Roma, in occasione della Nona Giornata Giovani Contro il Bullismo, con 250 giovani artisti sul palcoscenico. Lo show sarà presentato da Enrico Papi, con l’apertura della serata affidata alla Fanfara dei Carabinieri di Roma.

Creato e realizzato, sotto ogni aspetto, da 300 ragazzi del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop, “Bullo Pan” è un musical per adulti e bambini di ogni età, dove divertimento e risate sono assicurate e che condurrà il pubblico in un magico mondo fra passato e futuro, dalle favole alle serie televisive, per raccontare, con allegria e ironia, come il bullismo sia spesso presente, in una o più delle sue mille forme, anche quando nessuno lo nota.

Lo spettacolo andrà a finanziare i progetti del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop presieduto dalla professoressa Giovanna Pini, che si impegna a prevenire e combattere bullismo e cyberbullismo con molteplici attività di sensibilizzazione in tutta Italia, anche attraverso le arti dello spettacolo. Il Centro fornisce inoltre gratuitamente la prima assistenza legale, pedagogica, neuropsichiatrica e psicologica a tutti i ragazzi vittime di bullismo e alle loro famiglie.

In questa piacevole chiacchierata, con la consueta gentilezza, disponibilità e profondità, Leo Gassmann ci ha parlato di “Bullo Pan”, ma anche del suo nuovo disco “La strada per Agartha” (Virgin Records/Universal Music Italia), della collaborazione con Ron e del sogno di scrivere una colonna sonora per un film o una serie tv.

locandina Bullo Pan definitiva

Leo, sei la guest star dello spettacolo “Bullo Pan”, cosa puoi anticiparci riguardo quello che canterai?

“Quest’anno aprirò e chiuderò lo spettacolo, cantando alcuni miei brani e la canzone finale per commemorare le vittime del bullismo. Le star sono i ragazzi che stanno costruendo “Bullo Pan” e sono onorato di poter contribuire ancora una volta a questa iniziativa che mi sta molto a cuore, che mi ha formato e mi ha reso una persona migliore e più consapevole anche di questa piaga sociale che è il bullismo”.

Lo scorso anno sei stato protagonista di “Bullo Man” e hai preso parte a “Bulli Stop – Christmas Show”, cosa ti ha convinto a partecipare a questi importanti progetti? 

“Faccio parte del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop da quando andavo al liceo e mi ha convinto l’onestà e il messaggio genuino che cerca di portare con sé attraverso l’Italia. Ho avuto la possibilità di toccare con mano quello che riesce a fare con le proprie forze ed è importante che esista per tutelare le vittime di bullismo e ricordare loro che non sono sole, che possono affidarsi a professionisti pronti a difendere chiunque subisca violenza. E’ bellissimo vedere tutti questi ragazzi che si uniscono per questa causa, per far sapere a tutti che il Centro offre cure legali e  protezione”.

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Leo Gassmann con i ragazzi di “Bullo Man” e la Professoressa Giovanna Pini

Che messaggio ti sentiresti di dare a quei ragazzi e a quelle ragazze che sono vittime di bullismo e magari non riescono a trovare la forza per raccontare quello che stanno vivendo?

“Vorrei dire loro che è normale avere paura, ma esiste un luogo con persone che hanno vissuto sulla loro pelle lo stesso dramma e sono pronte ad aiutare, sanno cosa consigliare, come tutelare le vittime di bullismo. Non devono sentirsi soli perchè non lo sono. Lo spettacolo viene preparato nel corso di un anno intero e tutti possono partecipare ed entrare a far parte di questa famiglia”.

In un’epoca in cui spesso diventa complicato anche soltanto esprimere un proprio pensiero senza essere attaccati sui social dai leoni da tastiera, quanto le arti possono essere un mezzo per far riflettere le persone e contrastare questa superficialità?

“L’arte in generale è qualcosa che unisce le persone fin dai primi tempi dell’umanità. Sicuramente il teatro può far bene anche a livello individuale, attraverso la recitazione. Inoltre insegna ad accettare e ad amare te stesso. Con questi spettacoli si sensibilizza il pubblico con una chiave più leggera sul fenomeno del bullismo per far capire ad adulti e ragazzi gli effetti che può creare su un individuo. In questo modo ci si augura che una volta che lo spettatore si trova di fronte ad una situazione del genere nella vita reale possa avere la forza per reagire e difendere o difendersi. E’ molto difficile rappresentare il bullismo a teatro e i ragazzi, che sono attori professionisti e ballerini, lo fanno in maniera eccelsa. Le storie raccontate ogni anno sono toccanti ed emozionanti”.

Passando alla musica è uscito il tuo nuovo singolo “Volo rovescio”, incentrato sull’amore che è visto come la chiave per sconfiggere i pregiudizi…

“E’ un brano che ho scritto con Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari e parla di come l’amore possa farci vedere il mondo da un’altra prospettiva e imparare ad apprezzare le cose che ci rendono diversi dagli altri e che sono il nostro punto di forza. Penso che ci sia bisogno anche di originalità, siamo tutti diversi e il mondo è bello perché è vario, con tanti colori e sfumature, altrimenti sarebbe triste, grigio. “Volo rovescio” è pensato per saltare insieme, quando lo canto ai concerti la gente si diverte ma al contempo riflette sulla tematica dei pregiudizi che mi sta a cuore e di cui parlo spesso nelle mie canzoni, forse anche grazie al Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop che ha ampliato i miei orizzonti”.

In “Volo rovescio” canti “le cose importanti di me sono quelle che ignoro, che ancora non so”. Cosa hai scoperto di te attraverso la musica?

“Sicuramente il coraggio, nel senso che sono sempre stato molto timido anche se predisposto al palco. Inizialmente ero rigido, chiuso, non sapevo come comportarmi, come muovermi e approcciarmi con il pubblico, quindi sicuramente la musica mi ha dato la possibilità di essere libero, di potermi esprimere nella maniera più consona per rappresentare ogni volta il mio stato d’animo. Più vado avanti e più mi dà la possibilità di accogliere il mio corpo, la mia persona, la mia artisticità. La musica ti fa stare bene perchè ti dà la possibilità di dialogare con altra gente, con altri musicisti, di condividere idee, è una grande forza”.

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A febbraio hai pubblicato “La strada per Agartha”, cosa rappresenta per te questo disco ricco di collaborazioni, di tematiche, di emozioni?

“La strada per Agartha è un viaggio meraviglioso alla ricerca della bellezza della musica, un concept album al quale ho lavorato per tre anni con i miei migliori amici che sono anche i miei produttori. Ci sono poi collaborazioni con tantissimi nomi dello spettacolo e della musica, come Giovanni Caccamo, L’Ennesimo, Riccardo Zanotti, Rahul Kamble, l’artista indiano che canta con me Figli dei fiori, c’è la voce di Massimo Dapporto, il contributo di Giancarlo Scarchilli con cui ho lavorato al prologo e all’outro, un artista sudafricano che ha lavorato a tutte le copertine dei miei singoli e ai visual dei concerti, i Will & The People, una band inglese incredibile che stimo alla follia e con cui ho vissuto dieci giorni in una casa in Inghilterra facendo musica. C’è Edoardo Bennato, un maestro per me. Sono cresciuto con la sua musica, ho avuto la fortuna di conoscerlo, di cantare insieme nella serata cover al Festival di Sanremo 2023 e di instaurare un’amicizia che penso mi porterò dietro per tutta la vita. La cosa bella è che ogni brano ha una sua storia. E’ un viaggio bellissimo, che mi sono concesso di fare e di cui sono grato, dove ho incontrato anime nobili e antiche, persone disponibili e aperte al confronto, alla sperimentazione. La vita di un artista è una lunga strada, la mia è quella per Agartha, un regno speciale abitato da creature magiche che vivono di musica e agricoltura. Io sogno un mondo senza guerre e disparità, proprio come quello che viene narrato in alcuni scritti quando si parla della città di Agartha”.

Com’è nata invece la collaborazione con Ron per il suo singolo “Questo vento”?

“Durante la lavorazione di “La strada per Agartha” Ron ci ha ospitato a casa sua, nel suo studio, per registrare le voci del mio disco, e poi è arrivata la possibilità di cantare “Questo vento” del quale mi ha chiesto di scrivere insieme la seconda strofa e lo special. E’ nata così una bellissima stima e amicizia. Essere riconosciuti da cantautori come Ron o Edoardo Bennato che hanno fatto la storia della musica e sentirsi dire che si rivedono in me e in quello che faccio mi rende fiero. Il percorso di un aspirante cantautore è molto solitario, spesso devi navigare a vista, e avere dei riconoscimenti così grandi ti dà il carburante necessario per continuare ad affrontare il viaggio”.

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credit foto Simone Biavati

Un disco che hai già ha presentato live e che continuerai a portare in tour anche in estate…

“Sì, abbiamo tantissime date, mi devo preparare fisicamente ad affrontare questa lunga estate che sarà meravigliosa, con live, musica e spero anche delle novità. A breve penso di pubblicare un nuovo brano”.

Ti piacerebbe scrivere una colonna sonora per un film o una serie tv?

“E’ uno dei miei sogni più grandi. Vorrei scrivere una canzone o una colonna sonora per un film o una serie tv. Speriamo arrivi presto questa possibilità”.

Che genere di film e di serie tv preferisci?

“Se ci fosse qualche film che parlasse di viaggi, di avventure sarei più predisposto a scrivere perchè viaggio tanto e ci sono alcuni miei brani che, ascoltandoli in macchina, penso sarebbero perfetti per quel tipo di contesto. Vorrei sperimentare cose nuove, mettermi alla prova, sono aperto a tutto e pronto a lavorare notte e giorno per creare qualcosa di indimenticabile, almeno per me”.

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A proposito di viaggi, qual è quello che porti nel cuore e qual è il posto che sogni di visitare?

“E’ difficile scegliere perché ogni luogo ha qualcosa di speciale. L’anno scorso ad esempio sono stato in Sardegna, viaggiando per due settimane su un furgone. Sono andato alle dune di Piscinas, ad Oristano a fare surf, poi nella Valle della Luna, abitata da questa comunità hippie dagli anni Sessanta alla quale Lucio Battisti si ispirò per scrivere “Il nostro caro Angelo”. E’ stata un’esperienza bellissima, soprattutto perché vissuta da solo, in prima persona, un viaggio che mi ha dato la possibilità di ricaricare le pile, di scrivere e di conoscere persone incredibili lungo il cammino. Mi piace fare il vagabondo (sorride). In futuro vorrei visitare il Sudamerica, compiere il Cammino di Santiago quando arriverà il momento giusto, e andare in India, magari anche solo con uno zainetto sulle spalle”.

di Francesca Monti

credit foto Simone Biavati

Grazie a Patrizia Simonetti

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