ANDREA SAVINI E LA SENSIBILITA’ DEGLI ALBERI A PALAZZO SCAMMACCA

Palazzo Scammacca, edificio storico  catanese dell’800, ristrutturato anche con funzione recettiva , di proprietà della famiglia Scammacca del Murgo, ha ospitato, il giorno 9 giugno, il vernissage della mostra fotografica di Andrea Savini, a cura di Pietro Scammacca, dal titolo “La bellezza mostruosa degli alberi”, allietata anche dalla degustazione dei vini della famosa cantina etnea Murgo.

L’artista di origine milanese ha vissuto sin da piccolo in un contesto familiare, dai nonni ai genitori, estremamente appassionato di fotografia e cinematografia. Formatosi culturalmente a Madrid, Savini è giunto ad avere una sua agenzia di fotografica, con i suoi lavori, protagonisti di tante copertine di giornali e riviste internazionali ed esposti in mostre e fiere internazionali.

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Chi è Andrea Savini? Come hai cominciato? Cosa vuole comunicare la tua arte?

Sono un fotografo italiano che abita in Spagna.  Da 15 anni, ossia da quando ho preso per la prima volta la macchina fotografico, opero in questo ambito.

Vivo di fotografia. Ho un lavoro più commerciale che rappresenta la mia professione. E poi faccio cose più artistiche, come questa organizzata in collaborazione con Murgo. “La bellezza mostruosa degli alberi” (dal 9 giugno al 9 luglio a Palazzo Scammacca) è una collezione di foto di alberi ripresi dall’alto, verticalmente isolati dal terreno e da qualsiasi altro elemento naturale che accompagna normalmente queste piante. Attuo questa tecnica  in modo da riuscire ad estrarre la struttura “pulita” degli alberi, ossia il tronco, i fiori, i bocci da ciò che abitualmente li circondano, ovverosia i fiori e le piante. Questi ultimi sono elementi che “distraggono” da una visione più approfondita e complessa degli alberi stessi.

E’ così che si ha la visione di un albero nella sua essenza, su foglio bianco, che ci da una prospettiva, a mio modo di pensare, inedita frutto proprio della tecnica che adotto.

Gli alberi, nell’opinione comune, spesso sono considerati come romantici e delicati, con i loro fiorellini ed i loro colori. Ma sono anche mostruosi. Per sottolineare questo aspetto ho intitolato la mostra “La bellezza mostruosa degli alberi”.

Ma ho comunque inserito anche il primo modo, più “dolce” di considerare questi esponenti unici della natura, sempre utilizzando la mia tecnica, fondata anche sul rilevare dettagli importanti, che si evidenziano man mano che ci avviciniamo alle fotografie. Faccio foto di altissima qualità che permettono di viaggiare nella realtà ma anche con la fantasia, attraversando proprio i particolari emergenti dalle tavole. Soprattutto negli esemplari più mostruosi c’è chi coglie cellule o piccoli mostri dei boschi, mentre ad ancorarci invece al reale sono anche elementi naturali che non si avvertono se non attraverso una visione più attenta. Ad esempio, attraverso un ingrandimento di una foto, ho trovato un piccolissimo insetto, particolare di cui non mi ero accorto nell’immediato, ma che aggiunge un tocco di ulteriore rapporto tra gli alberi e la natura.

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Come si svolge il tuo lavoro con le testate giornalistiche? Quali sono i tuoi progetti artistici? Cosa è stato determinante nel fare questa tua scelta?

Il mio lavoro commerciale è destinato ai mensili, settimanali e riviste italiane ed internazionali, soprattutto spagnole, americane, giapponesi, ritraendo personaggi di rilievo, soprattutto stilisti italiani e spagnoli. Come sfogo e veicolo d’espressione artistica ho progetti, come questa mostra, variegati. Si tratta di lavori che sto ultimando, come, ad esempio, quello relativo ad edifici non finiti, strutture giganti presenti in tutte le città del mondo. Edifici che sono stati iniziati e sono rimasti incompiuti e, soprattutto, abbandonati. Fotografati in un modo particolare sprigionano una grande attrattiva.  Ho sempre l’idea di trovare un punto di vista diverso, come nel caso della mostra attuale, in cui gli alberi sono rappresentati  da uno sguardo proveniente dall’alto. Altri progetti in corso, che spero di proporre a breve, riguardano la meccanica degli aerei et similia.

Qual è l’aspetto più importante di te che credi di avere trasmesso nelle tue opere?

Io conferisco una mia visione attraverso la tecnica e l’idea fotografiche che applico. Ma credo che al centro vi sia la sensibilità degli alberi, non la mia. Gli alberi sono esseri viventi importantissimi che ci permettono di vivere. Gli alberi hanno una sensibilità incredibile: patiscono o sono felici se sono ben trattati dagli altri esseri viventi o se si trovano in condizioni climatiche favorevoli e non avverse. E si esprimono attraverso le foglie, i fiori o anche l’ombra che ci danno l’estate. Quindi c’è una sorta di “ragionamento poetico” che ci offre l’albero stesso. Io ho solo cercato di vedere queste piante in un modo nuovo ed originale, cercando di fare emergere la loro espressività e sensibilità.

di Gianmaria Tesei

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