Intervista con Omar Pedrini: “Sospeso è un disco scritto per l’umanità, in particolare per le nuove generazioni”

“Sono canzoni che in qualche modo parlano di tutti, non solo di me, in quanto se sono sospeso io lo è anche il mondo tra passato e futuro, tra inquinamento e paure e una guerra che non finisce mai”. Il rocker contadino è finalmente tornato! “Sospeso” è il nuovo disco di Omar Pedrini per Virgin Music LAS (Universal Music Italia), che arriva a sei anni di distanza dal precedente, prodotto col suo storico braccio destro Carlo Poddighe, anche coautore di alcuni brani, e suonato coralmente dalla Omar Pedrini Band, che conferisce al lavoro il sound di una solida rock‘n’roll band, con influenze sonore dal post punk-new wave al prog rock anni ‘70.

Un album, scritto e registrato tra la tenuta Buen Retiro in Toscana e il cuore storico della città d’origine dell’artista, Brescia, che contiene dieci canzoni che affrontano tematiche legate all’attualità e alla chiamata per l’impegno sociale come La giusta guerraDiluvio universaleLittle boyCol fiato sospeso, dedicata ai giovani di Ultima Generazione, spiritualità e addirittura preghiera come Dolce Maria e Ombre etrusche, l’amore per la figlia adolescente in Una ed unica, la malinconia per l’ultimo periodo felice, gli anni ‘80 in Plastic Killer, con il bellissimo testo di Giacomo Papi, la speranza di Finché è finita.

In occasione della presentazione del disco alla Pasticceria Iginio Massari di Milano abbiamo realizzato un’intervista con Omar Pedrini che con grande disponibilità, entusiasmo e profondità ci ha parlato di “Sospeso”.

sospeso

Omar, com’è nato “Sospeso”, il tuo nuovo disco?

“Sono stati anni difficili e dolorosi ma tra un’operazione e l’altra, ne ho affrontate cinque, il sentimento che avevo nel cuore era rivedere la mia famiglia e i miei amici e tutto questo è finito nel disco. Con la band siamo andati in Toscana dove ho la mia tenuta agricola e faccio il contadino e abbiamo registrato i brani”.

“Sospeso” è stato anticipato da “Diluvio universale” che affronta il tema dei cambiamenti climatici…

“E’ un disco fortemente ecologista. L’ambiente è un tema a me caro. Nel 1994 uscì “2020”, album dei Timoria che era ambientato in quell’anno che poi abbiamo vissuto ed è stato terribile e allora qualcuno mi dava del complottista, del catastrofista. Oggi le cose sono cambiate, sul carrozzone delle battaglie ideologiche salgono tutti e quindi c’è anche una dedica ai ragazzi che protestano, anche se talvolta i metodi sono discutibili ma è necessario che i giovani abbiano una coscienza di quello che potrebbe essere il futuro, così come dialogare con loro”.

E’ un disco in cui non ci sono ospiti, eccetto la collaborazione di Giacomo Papi che ha scritto il testo di Plastic Killer. Come mai questa scelta?

“Essendo un disco molto personale ho scelto di non avere ospiti, ma di realizzarlo da solo. L’unica eccezione è la collaborazione con Giacomo Papi scrittore, giornalista, autore televisivo e mio grande amico. Quando avevo 15 anni da Brescia venivo a Milano, al Plastik, insieme ad alcuni ragazzi più grandi che guidavano l’auto. Era il locale simbolo degli anni ‘80 ed era frequentato da Madonna e Boy George che veniva a fare il dj. Una sera parlando con Giacomo ho detto che avrei voluto fare una canzone che raccontasse quel periodo e dopo un paio di giorni mi ha mandato questo bellissimo testo. E’ anche un piccolo omaggio a Psycho Killer dei Talking Heads. Questo disco è dedicato a tre grandi personaggi milanesi e cari amici recentemente scomparsi, Andrea Pinketts, Giovanni Gastel, Matteo Guarnaccia, e a Tommaso Labranca, che hanno lasciato un grande vuoto. Sta a noi non dimenticarli e lavorare in quella direzione perchè se Milano è quello che è lo dobbiamo anche a loro”.

Cosa vorresti arrivasse di “Sospeso” alle persone che lo ascolteranno? 

“Questo disco parla di sospensione, di momenti in cui c’è il mondo sospeso ma ci sono stato anche io personalmente, con questi ultimi due anni di ospedale. Prendo in prestito un vecchio slogan di uno spettacolo teatrale a me caro di Kurt Vonnegut, che ho portato a teatro al Menotti “quando siete felici fateci caso”, questa è la prima cosa che vorrei che la gente estrapolasse dall’album, perchè sono canzoni che in qualche modo parlano di tutti, non solo di me, in quanto se sono sospeso io lo è anche il mondo tra passato e futuro, tra inquinamento e paure e una guerra che non finisce mai. E’ un disco scritto per l’umanità, in particolare per le nuove generazioni che difendo anche quando protestano fortemente, quindi il sentimento che vorrei che arrivasse è la bellezza di quello che ci circonda, dell’essere in salute e godersi le cose belle della vita che mancano quando sei in ospedale. E non mi riferisco ai successi, al Festival di Sanremo, ai dischi d’oro, ma agli amici, al tempo passato insieme a chiacchierare, a bere un bel bicchiere di spumante, a mangiare”.

2. Jarno Iotti

credit foto Jarno Iotti

“Sospeso” si chiude in modo ottimistica con “Mangia Ridi Ama (little boy K 12b)”…

“Volevo concludere il progetto in maniera positiva con lo slogan di Lawrence Ferlinghetti, il mio maestro, che scrisse “il segreto della vita è mangia bene, ama molto, ridi spesso”, infatti la canzone si chiama “Mangia Ridi Ama” e spero che la gente capisca, senza avere i miei problemi, che la vita è bellissima e va goduta fino in fondo”.

Hai iniziato a fare dei live, stai pensando anche a un tour autunnale?

“Sto facendo dei live ma non ho annunciato la tournée perchè non so ancora se il mio cuore sarà in grado di affrontarla. Mi stanno monitorando durante i concerti e se i cardiologici mi daranno l’ok partirò con il tour. Ora sono un po’ sospeso (sorride)”.

Sei stato scelto come testimonial di Bergamo Brescia 2023 – Capitale Italiana della cultura, 

“Mi è stato chiesto di fare il testimonial dai bresciani e dai bergamaschi. Ha rappresentato una grande occasione. Ho visto tante belle feste, che vanno bene per divertirsi dopo i due anni di covid dove abbiamo visto le streghe, ma forse avrei puntato su qualcosa di più lungimirante. Al contempo è un grande orgoglio, e visto che Brescia nelle classifiche nazionali relative alla cultura non si è mai distinta negli ultimi dieci anni spero si capisca che bisogna investire di più perché la cultura è lavoro e indotto economico. Io sono sempre disponibile per dare il mio contributo, anche se ultimamente mi hanno messo un po’ da parte. Ma si sa, nemo propheta in patria”.

Tornare al Festival di Sanremo è tra i tuoi progetti?

“Lo scorso anno c’era la volontà di andare al Festival di Sanremo con “La giusta guerra”, poi sono stato operato e quindi non è stato possibile. Mi piacerebbe però tornarci in futuro”.

Omar Pedrini presenterà il disco in un tour instore che toccherà le seguenti città:

17 giugno: Brescia, Pinto Dischi – Via Montello, 59
20 giugno: Milano, La Feltrinelli – Piazza Piemonte, 2/4
21 giugno: Roma, Discoteca Laziale – Via Giovanni Giolitti, 263
22 giugno: Firenze, La Feltrinelli – Piazza della Repubblica, 26/29R
4 luglio:  Verona, La Feltrinelli – Via Quattro Spade, 2

di Francesca Monti

Grazie a Lucia Santarelli

credit foto Jarno Iotti

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