JAZZ IN VIGNA DA MURGO: SPLENDIDA PRIMA DELLA QUARTA EDIZIONE CON LUCA BARBAROSA, DINO RUBINO, FURIO DI CASTRI E PAOLO FRESU

E’ ripartito, Jazz in Vigna, l’evento estivo catanese per eccellenza  che unisce il jazz al buon vino, attraverso la collaborazione tra il Monk, locale che costituisce un’autentica istituzione del suo genere a Catania, e le Cantine Murgo, la rinomata azienda etnea a cui si debbono tante importanti referenze di spumanti e vino del vulcano note nel mondo enoico.

Giorno 16 giugno, nella Tenuta San Michele, perno produttivo di Murgo è iniziata la quarta edizione della manifestazione (che si concluderà il 28 luglio) con un ensemble musicale composto da  Dino Rubino, ideatore dell’evento, al pianoforte, Furio Di Castri al contrabbasso, Paolo Fresu alla tromba. Il primo, autentico figlio di Catania, dopo un passato come trombettista, si dedica alla tromba, collabora con Francesco Cafiso  per 5 anni, diviene del direttore del Monk -sin dalla sua nascita ( 2017)-, registra otto dischi e partecipa a moltissimi festival internazionali: Londra, Portogallo, Colombia, New York, Libano, Berlino, etc. Il secondo, sul finire degli anni ’70, diventa uno dei contrabbassisti italiani più celebri al mondo collaborando con Chet Baker, Art Farmer, Walter Davis, Al Grey, solo per citare qualche nome e facendo, con alcuni di loro importanti tournée internazionali. Il terzo è considerato uno dei  migliori trombettisti in circolazione come attestato non solo dagli innumerevoli premi e riconoscimenti ottenuti, ma anche dalle importante collaborazioni fatte nel corso della sua importante carriera. I tre, che hanno già collaborato proficuamente assieme, si sono prodotti in momenti di autentica arte musicale jazzistica, coniugandosi con un tramonto che si innestava dolcemente e pieno di colori sulle cime del vulcano etneo.

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Ad aggiungersi a loro, un grande Luca Barbarossa che ha ricordato di essersi innamorato profondamente della musica dei tre suonatori e compositori e di avere voluto realizzare un testo sulle note di “The silence of your heart”, di Rubino, cantando questo brano per la prima volta appositamente per l’evento.

Il cantante romano, che ha dimostrato una grande simpatia ed autoironia, sostenuto dai tre musici, ha intonato, oltre al suddetto pezzo, alcuni brani suoi e di altri cantanti, ossia,” La verità sull’amore”, “Via Margutta”, “Ritornerai” di Bruno Lauzi ( con un’interpretazione di grandissimo livello), “Il tempo di morire”, di Battisti, “Fine di un amore” ed ha chiuso con il suo classico “Portami a ballare”.

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La serata è stata introdotta dai padroni di casa Michele e Pietro Scammacca. Il primo ha sottolineato l’importanza del connubio tra musica e vino come esperienza sensoriale ed il secondo ha dichiarato come Palazzo Scammacca, struttura recettiva e polo culturale in costante divenire- che costituisce un altro asset della famiglia proprietaria di Murgo-, leghi ulteriormente la cultura al vino, attraverso mostre, prevalentemente di arti figurative ( dal 9 giugno al 9 luglio è in corso la mostra fotografica di Andrea Savini, dal titolo La bellezza mostruosa degli alberi). E proprio questa struttura si arricchirà, in via permanente, proprio della musica del Monk, in quanto quest’ultima realtà musicale si trasferirà in alcuni locali dell’edifico storico del diciannovesimo secolo, posto nella zona storica di Catania, come affermato da Giuseppe Privitera, socio del Monk e tra i sostenitori  di Jazz in Vigna. Lo stesso Privitera ha spiegato come il nuovo formato del Monk prevederà, oltre al locale strettamente legato al jazz, un’area in cui consumare del cibo e ritrovarsi attorno ad un giradischi per conversare e riunirsi con gli amici.

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Sulla linea di questa offerta musicale e culturale, Nello Toscano, altro membro del Monk, ha illustrato come l’associazione Algos- Monk Jazz Club, con la Compagnia Raffaello, abbia messo nel cartellone musicale del Palazzo della Cultura di Catania, ”Nuovi Confini” rassegna di musica classica, teatro e jazz, con sei interessanti appuntamenti, dal 23 giugno al 23 luglio. Tutti eventi  di un’estate culturale catanese unica ed imperdibile.

di Gianmaria Tesei

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