Gigi Buffon a Coverciano nella nuova veste di Capo Delegazione della Nazionale Italiana: “Immaginare la mia figura qui è un qualcosa che mi inorgoglisce e mi rende un uomo felice”

Nell’Aula Magna di Coverciano Gigi Buffon ha incontrato la stampa nella nuova veste di Capo Delegazione della Nazionale Italiana, insieme al Presidente Federale Gabriele Gravina.

“Uno dei più grandi monumenti della nostra squadra azzurra, della nostra storia, torna finalmente a casa. Sabato con Spalletti abbiamo parlato di un nuovo capitolo della storia azzurra e quella di oggi è un’altra bellissima giornata. Questo ruolo rientra nelle prerogative del Presidente Federale e sono particolarmente orgoglioso di poter passare il testimone a Buffon per tantissime ragioni. E’ un professionista con 214 convocazioni e 176 presenze in Nazionale, un record. La sua presenza in questo ruolo è emblema di grandissima coerenza. La maglia azzurra Gigi ce l’ha come seconda pelle, è una componente fondamentale della sua vita. Quando stava pensando di smettere con il calcio l’avevo contattato, ma lui ha scelto di continuare a fare il calciatore. Poi ha deciso di smettere e siamo tornati alla carica. Lo ringrazio per aver accettato questo nuovo ruolo e gli faccio un grande augurio affinché possa rientrare nell’Olimpo azzurro: lo è già come calciatore, ma con le sue qualità penso potrà diventarlo anche come dirigente”, ha detto il Presidente Gravina.

“Ringrazio il presidente, la famiglia azzurra e il Ct per la fiducia che hanno riposto in me. Immaginare la mia figura qui è un qualcosa che mi inorgoglisce e mi stimola, mi rende un uomo felice. Torno in un ambiente che penso di conoscere abbastanza bene. Il sunto del mio ruolo è dare un piccolo contributo in quelle che saranno le dinamiche che andremo a vivere in futuro. Il successo all’Europeo è stato una magia, un obiettivo che abbiamo raggiunto anche perché supportati da tre o quattro situazioni fortunate. Nelle qualificazioni Mondiali ci sono stati i rigori sbagliati con la Svizzera e un’altra infinità di situazioni andate male, è stato forse il dazio da pagare per l’Europeo vinto. In questi giorni ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente e al mister con il suo staff e devo dire che ho risentito parlare di concetti, emozioni e valori che secondo me sono imprescindibili se si vuole raggiungere un obiettivo. Ho la sensazione che l’Italia abbia trovato l’uomo giusto al momento giusto e purtroppo non sto parlando di me stesso…”, ha sorriso Gigi Buffon che ha poi ricordato Vialli che lo ha preceduto nel ruolo di Capo Delegazione: “Ho un bellissimo ricordo di lui, avevamo un rapporto straordinario anche fuori dal campo. Dopo che aveva smesso continuavamo a scambiarci le maglie di gioco. Non ho la presunzione di poter raggiungere i suoi livelli, sarebbe sbagliato perché ognuno di noi ha un proprio percorso attraverso il quale matura e riesce a darsi delle risposte che quando sei più giovane non hai. Venire qui cercando di riprodurre un Gianluca Vialli sarebbe sbagliato, non sarei all’altezza. Cercherò di essere quello che sono sempre stato”.

credit foto FIGC

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