Addio a Giuliano Montaldo, decano dei registi italiani

Si è spento nella sua casa di Roma a 93 anni Giuliano Montaldo, decano dei registi italiani.

Nato a Genova il 22 febbraio 1930, dopo un esordio come attore in ‘Achtung! Banditi!’ di Carlo Lizzani, e aiuto regista, si è imposto nel panorama cinematografico come una delle figure registiche più interessanti degli anni Sessanta e Settanta, arrivando anche a conquistare Hollywood. L’esordio dietro la macchina da presa è arrivato nel 1961 con ‘Tiro al piccione’, raggiungendo il successo nel 1967 con ‘Ad ogni costo’ e ‘Gli intoccabili’ nel 1969, che venne presentato al 22esimo festival di Cannes. Uomo di solida cultura e di natura poliedrica, ha saputo spaziare dal cinema politicamente e socialmente impegnato (Sacco e Vanzetti con cui vinse la Palma d’Oro a Cannes, Gott mit Uns, Giordano Bruno) al cinema di evasione passando per la trasposizione cinematografica di romanzi italiani del dopoguerra (Gli occhiali d’oro; Tempo di uccidere) ma anche analizzando particolari momenti del nostro Paese in L’Agnese va a morire e Il giocattolo.

Dopo una lunga pausa era tornato alla regia con ‘I demoni di San Pietroburgo’ nel 2007 mentre nel 2011 aveva diretto Pierfrancesco Favino ne ‘L’industriale’. Nel 2018 il ritorno alla recitazione in ‘Tutto quello che vuoi’ di Francesco Bruni, che gli è valso un David di Donatello come migliore attore non protagonista.

Nel 2020 alla Festa del Cinema di Roma era stato presentato il documentario “Vera & Giuliano”, scritto e diretto da Fabrizio Corallo, che racconta il grande amore e il sodalizio artistico che legava da oltre 60 anni Giuliano Montaldo e Vera Pescarolo, sua moglie.

credit foto Lago Santo

Rispondi