La serie “Unwanted – Ostaggi del mare”, dal 3 novembre su Sky e NOW con un cast internazionale capitanato da Marco Bocci e Jessica Schwarz: “E’ la metafora che le cose brutte accadono quando si alzano i muri”

“UNWANTED – OSTAGGI DEL MARE” è la nuova serie in otto episodi prodotta da Sky Studios insieme a Pantaleon Films e Indiana Production, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 3 novembre, liberamente tratta da “Bilal” (edito da La nave di Teseo), il libro inchiesta del giornalista sotto copertura Fabrizio Gatti sul viaggio da lui intrapreso lungo le rotte del Sahara, popolate non solo dai migranti che si spostano dall’Africa per raggiungere l’Europa ma anche da quanti fanno affari lucrando sulla loro disperazione.

Prossimamente disponibile in tutti i Paesi in cui Sky opera in Europa, andrà in onda tutti i venerdì su Sky Atlantic con due episodi a settimana e sarà anche on demand in 4K HDR.

Alla regia c’è Oliver Hirschbiegel, premiato regista tedesco divenuto celebre in tutto il mondo grazie a titoli come La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler, Diana e il film vincitore del Sundance Film Festival nel 2009 L’ombra della vendetta- Five Minutes of Heaven.

UNWANTED-OSTAGGI DEL MARE racconta come due mondi, da sempre tenuti a distanza, si trovino a scontrarsi nel momento in cui un gruppo di naufraghi africani viene tratto in salvo da una lussuosa nave da crociera in viaggio nel Mediterraneo. La situazione presto arriverà a un’escalation, in una serie che unisce tensione e attualità e si interroga su come cambino atteggiamenti e valori nel momento in cui a essere a rischio è la propria stessa vita.

Girata in inglese, italiano, tedesco, francese e diversi dialetti africani, la serie è interpretata da un numerosissimo cast multiculturale capitanato da Marco Bocci e Jessica Schwarz, e che comprende Dada Bozela, Hassan Najib, Jonathan Berlin, Jason Derek Prempeh, Cecilia Dazzi, Francesco Acquaroli, Barbara Auer, Sylvester Groth, Marco Palvetti, Denise Capezza, Nuala Peberdy, Samuel Kalambay, Amadou Mbow, Edward Apeagyei, Reshny Massaka, Onyinye Odokoro, Massimo De Lorenzo, Scot Williams.

Creata da Stefano Bises, è da lui scritta con la collaborazione di Alessandro Valenti, Bernardo Pellegrini e Michela Straniero.

La serie è prodotta per Pantaleon da Dan Maag, Marco Beckmann, Patrick Zorer, Stephanie Schettler-Koehler e dal produttore Sascha Rosemann che per primo ha avuto l’idea di adattare il libro di Fabrizio Gatti; per Indiana da Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Daniel Campos Pavoncelli e Marco Cohen. Produttori esecutivi per Sky Studios sono Nils Hartmann, Sonia Rovai ed Erica Negri.
NBCUniversal Global Distribution è il distributore internazionale della serie per conto di Sky Studios.

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La Orizzonte è una gigantesca nave crociera. Cinquemila persone a bordo, tra passeggeri ed equipaggio. La prima sera, dal mare vengono salvati ventotto migranti africani. Per quelle persone in fuga da miseria, fame e guerre l’Orizzonte è la salvezza. Per i passeggeri, l’incontro con i naufraghi, è un bagno di realtà di cui avrebbero probabilmente fatto a meno. Perché la scoperta da parte dei migranti che la nave è diretta in Nord Africa, da dove fuggono, li spinge a dirottare la nave, trasformando la crociera in un teatro di scontro dove si scaricheranno tutti i conflitti scatenati dalle migrazioni.

“Sono emozionato e particolarmente orgoglioso di questa serie che ha un posto particolare nel mio cuore. L’idea è nata più di dieci anni fa”, ha esordito Nils Hartmann in conferenza stampa.

“Innanzitutto ho letto il libro nel 2011 quando è uscita l’edizione tedesca, è una storia così devastante, toccante, pungente che non puoi smettere di leggerla o dimenticarla una volta letta. Queste persone sembrano essere sconosciute e leggere queste storie e identificarsi con loro mi ha sconvolto. Il viaggio è stato lungo”, ha spiegato il produttore Sascha Rosemann.

Il regista Oliver Hirschbiegel ha spiegato come ha lavorato alla serie: “Il compito era essere autentici e non esprimere giudizi per ciascun personaggio. Ovviamente è più facile quando hai a che fare con il tuo background, ma quando parliamo di Africa, di tutti i vari Paesi africani, le loro culture e i popoli diventa difficile perchè non vengo da lì e sono un anziano bianco. Questo rappresenta quindi un’ulteriore sfida. La cosa bella del fare cinema è che gli attori, i registi, gli sceneggiatori, la troupe, siamo membri di una tribù universale e globale e soffriamo nella stessa maniera, cerchiamo di migliorare le cose e farle nel modo giusto e in questo caso è funzionato benissimo perchè siamo diventati come una famiglia”.

Stefano Bises ha raccontato come è nata l’idea della serie: “Ho letto che spesso i migranti vengono salvati dalle navi da crociera e quindi sono partito da lì. Questa serie cerca di spiegare le legittimissime ragioni di tutti ma ha un significato politico gigantesco, è la metafora che le cose brutte accadono quando alzi i muri. La strada che abbiamo preso fa male a tutti, al di là della disumanità”.

Fabrizio Gatti, autore del libro da cui è tratta “Unwanted – Ostaggi del mare” ha aggiunto: “Vorrei ringraziare chi ha dato volto ai personaggi che ho scritto. Quando ho avuto la fortuna di andare sul set, era dicembre 2021, in uno studio alle porte di Roma dove erano stati ricostruiti gli interni di questa nave, ho assistito alla scena tra Franco e Sofia che parlavano in corridoio, faceva molto freddo e quando ho sentito la voce di Sofia che diceva le stesse parole che avevo sentito durante il viaggio nel Sahara mi sono commosso. Quello dei migranti è un tema sul quale sono state chiuse tante porte ma mantenere la rotta è importante ed è ciò che ha permesso anche a me di arrivare vivo in fondo al viaggio”.

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E’ stata poi la volta del cast, a cominciare da Marco Bocci che interpreta il Capitano Arrigo Benedetti Valentini: “Quando mi è stato comunicato che ero stato scelto per fare questa serie, scritta in maniera eccezionale, mi sono sentito fortunato, perchè tratta un tema di cui parliamo spesso ma in maniera rivoluzionaria e alternativa, facendolo vivere più che raccontandolo. Poi mi sono reso conto di quanto fosse complicato. Oliver aveva idee chiarissime su come mettere in scena il mio personaggio e piano piano è riuscito a portarmi nel suo modo di vederlo. In maniera naturale e spontanea ti fa porre le stesse domande che ci facciamo ma vivendole attraverso le responsabilità e chiedendoci ad esempio se ci sia una legge da rispettare. Sono dinamiche così intime, delle emozioni così complicate che è impossibile interpretarle senza viverle. Abbiamo girato su una vera nave da crociera, avendo modo di approfondire tutto quello che raccontavi in maniera attenta e dettagliata. E’ uno di quei casi in cui il personaggio si contamina molto con l’attore. Il capitano inizialmente deve dare ai turisti l’immagine di libertà, spensieratezza e voglia di divertirsi. Prima di farsi un’idea bisogna conoscere in maniera approfondita un argomento, poi farla maturare e portarla dentro se stesso. Arrigo cerca di reagire a qualcosa che all’inizio conosce soltanto da lontano e quando se ne fa un’idea viene coinvolto in maniera diversa”.

Dada Bozela è Tareq: “Desidero ringraziare il Signore onnipotente perchè è grazie a lui che sono qui, gli italiani, Sky, la produzione, e Sascha, che mi ha visto e ha pensato che fossi adatto al personaggio. Poi ho incontrato Oliver su zoom, abbiamo parlato per due ore e ho scoperto che è una persona che si comporta come un decenne, sembrava che ci conoscessimo da tempo, ridevamo, parlavamo delle nostre vite. Questa serie è il mio secondo lavoro come attore e avere questa opportunità e al contempo responsabilità mi ha onorato e spaventato. Mi sono chiesto se fossi in grado di farlo”.

Cecilia Dazi è Silvia, una dei passeggeri: “E’ una storia in cui non c’è il bene e il male, tutti hanno le loro ragioni. Siamo stati messi nelle condizioni di vivere davvero una nave e le settimane passate lì sono state straordinarie, nonostante il periodo della pandemia, ed è un onore fare parte di un gruppo di attori con anime illuminate”.

Nuala Peberdy è Mary, una ragazza inglese di dodici anni che ha già conosciuto il dolore: “E’ stata un’esperienza incredibile, non avevo mai partecipato ad una produzione simile e quindi avere la possibilità di lavorare con una troupe, un regista e degli attori così straordinari è stato speciale. Vorrei ringraziare tutti, soprattutto Oliver per aver scommesso su di me”.

Reshny Massaka è Marem, una donna senegalese che si è salvata dal naufragio con la sua bambina Miracle: “Le riprese sono state fantastiche, è stata un’esperienza importante per la mia carriera, sono onorata di essere qui e di aver potuto raccontare questa storia insieme a questo cast straordinario. Grazie per aver visto in me la donna che ho interpretato. E’ una storia importante, ci sono persone che lottano anche in questo momento per la loro vita, sono contenta di aver raccontato la loro storia e di aver portato anche la mia luce in questo progetto”.

Francesco Acquaroli è Franco, il marito di Silvia: “E’ stata un’occasione così bella avere modo di lavorare con un cast di attori e attrici che provengono da tante parti del mondo e poi trovarsi ad usare tutti insieme lo stesso linguaggio che è la recitazione raccontando una storia così attuale  e importante. Grazie a Sky per il coraggio di prendere una tematica di questo tipo e farne una serie televisiva”.

Marco Palvetti interpreta Nicola, un carabiniere casertano: “Credo che il nostro mestiere sia da privilegiati e con progetti così ti rendi conto di quale possa essere la potenza dell’attore all’interno della società e che responsabilità abbia nel raccontare una storia così attuale. Ringrazio Sky e i produttori per avermi dato questa possibilità. Spero che questa storia arrivi a tutti”.

Edward Apeagyei è Ousmane, uno dei naufraghi: “Voglio ringraziare Stefano perchè quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta non riuscivo a credere che qualcuno potesse investire per raccontare la storia degli immigrati. Tra le comparse abbiamo avuto dei veri migranti e ascoltare le loro storie è stata per me e per altri fonte di ispirazione. Quando dovevamo girare una scena difficile vedevi le persone intorno a te che hanno fatto realmente quel viaggio e ci ha messo nella giusta prospettiva”.

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Samuel Kalambay interpreta Elvis, un ragazzo albino di quattordici anni proveniente dal Camerun: “Voglio ringraziare la produzione, Stefano e Oliver che è stato comprensivo e professionale con noi. E’ la prima volta che recito quindi mi ha detto come fare, è stata un’esperienza interessante e arricchente e ho appreso tante cose. Ringrazio Fabrizio per aver scritto il meraviglioso libro che ho letto. Penso che i ragazzi della mia generazione debbano vedere questa serie per riflettere su una situazione che viviamo ogni giorno, per sapere cosa succede e qual è la realtà delle cose. Nonostante la pandemia abbia complicato le cose, con gli altri attori e le altre attrici ci siamo sostenuti a vicenda, e voglio ringraziare tutti”.

Massimo De Lorenzo è Coppola: “E’ una serie necessaria in questo periodo ed è importante che sia stata fatta. Il mio personaggio mi ha dato la possibilità di riflettere su una cosa: ognuno di noi quando si ritrova in casa a contatto diretto con i migranti che opinione ha, cosa facciamo veramente? Lui ha paura di dover affrontare in prima persona questa cosa”.

Jonathan Berlin è Jurgen, uno dei membri dell’equipaggio: “Volevo ringraziare tutti, abbiamo lavorato insieme e abbiamo la consapevolezza che questa storia vada raccontata oggi. Penso a come si sia evoluta la politica attualmente, quanto sia a destra la politica dei profughi in Europa, questo progetto credo che mantenga viva la fede nell’umanità e la speranza che fare qualcosa sia possibile”.

Onyinye Odokoro veste i panni di Sophia: E’ un vero privilegio far parte di questa serie. Ricordo la scena del salvataggio dei migranti, ho sentito dentro di me un’incredibile tristezza e ho iniziato a piangere. Oliver è venuto da me e mi ha aiutato. Ho pensato che mentre filmavamo c’erano persone vere in quelle acque oscure che cercavano di salvare la loro vita. E’ stata l’opportunità di dare voce a chi non ce l’ha e sono grata per questo”.

di Francesca Monti

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