UN POSTO AL SOLE – Intervista con Marina Giulia Cavalli: “A Ornella ho dato un po’ di morbidezza e lei mi ha regalato una famiglia”

“Dopo tanti anni che interpreto questo personaggio è come se in qualche modo avessi una doppia vita, ormai fa parte di me”. Marina Giulia Cavalli è uno dei volti più amati di “Un Posto al sole”, in onda su Rai 3 dal lunedì al venerdì alle 20,45. E’ entrata nella soap nel 2001 e veste i panni della dottoressa Ornella Bruni, una donna forte, determinata, ma anche dolce e generosa, che a Napoli ha trovato il grande amore con il portiere di Palazzo Palladini Raffaele Giordano (Patrizio Rispo), ha due figli, è diventata primario ad Interim del reparto di Chirurgia interna dell’ospedale San Filippo, lasciando poi l’incarico a Luca De Santis (Luigi Di Fiore).

In questa piacevole chiacchierata Marina Giulia Cavalli ci ha parlato del suo personaggio, ma anche della tematica che le piacerebbe trattare nella soap, e delle serie tv che ha visto recentemente.

Marina Giulia Cavalli, Patrizio Rispo

Marina Giulia Cavalli e Patrizio Rispo – credit foto Giuseppe D’Anna / Fremantle

Marina Giulia, dal 2001 interpreta la dottoressa Ornella Bruni in “Un Posto al sole”, cosa rappresenta per lei questo personaggio?

“Ornella e Marina Giulia negli anni tendono a somigliarsi un po’, chiaramente non ho il suo know-how riguardo l’essere medico e lei non sa fare la pizza (sorride). Ormai fa parte di me, è come se in qualche modo avessi una doppia vita, perchè è normale, dopo tanto tempo che la interpreto, che mi appartenga così come la sua famiglia, il suo lavoro, le persone che incontra, il palazzo dove vive anche se nella realtà non esiste”.

Cosa pensa di aver dato a Ornella e di aver ricevuto da lei?

“Originariamente era una donna più rigida e qualche strascico è rimasto, infatti gli autori proseguono a farla chiamare dal marito generalessa. C’era anche un po’ lo stereotipo del medico professionista milanese. Ornella però doveva abbinarsi al portinaio del palazzo, una persona semplice, con cui poteva nascere questo amore e magari finire, ma per farlo continuare c’è stato bisogno di smussare certi lati, di ammorbidirla, e nello stesso tempo Raffaele doveva un poco elevarsi, anche a livello di linguaggio. Quindi io e Patrizio Rispo abbiamo cercato di trovare un bilanciamento per poter rendere credibile questa unione tra due personaggi così distanti che magari nella realtà avrebbero potuto trascorrere una notte di passione e nulla più, invece nella soap dovevano costruire una storia duratura. Abbiamo dato così una mano agli autori trovando nella quotidianità dei piccoli giochi, degli scherzi, dei dettagli. Penso di aver regalato ad Ornella un po’ di morbidezza, per quanto io non sia una persona così morbida nella vita, almeno di primo acchito, mentre a me ha dato la famiglia che non ho. Lei infatti ha un marito che ama e con cui è in perfetto accordo, nonostante qualche scaramuccia, due figli, Diego, una vita regolare, una dimensione famigliare legata alle tradizioni”.

C’è un tema in particolare che le piacerebbe trattare attraverso Ornella?

“Mi piacerebbe raccontare un’avventura di ricerca medica. Non so se siano leggende o fantapolitica, ma si dice che per tante malattie le cure ci sarebbero e si tende in qualche modo a posticiparle perchè bisogna finire i farmaci che già ci sono. Vorrei quindi vedere Ornella in prima linea per riuscire a far accettare un farmaco sperimentale che in altri paesi magari è già utilizzato. E’ una tematica che riguarda tutti”.

Tra le storie invece già vissute dal suo personaggio qual è quella che più le è piaciuto interpretare?

“Ornella è un po’ relegata a storie accennate, non può mai sbagliare né nella linea famigliare né in quella lavorativa perchè è una sorta di icona, quindi si tende a mantenerla in quello status senza infamia né lode, l’importante è che ci sia. Invece mi piacerebbe fare qualcosa di più rischioso”.

Che ricordo ha del primo giorno sul set di “Un Posto al sole”?

“Quando sono arrivata sul set di “Un Posto al sole” avevo appena compiuto quaranta anni e avevo un passato attoriale che mi ha permesso di conoscere e diventare amica di Patrizio Rispo, Marina Tagliaferri, Marzio Honorato, Luigi Di Fiore. Capitava di andare a Napoli a fare uno spettacolo di teatro e di incontrarsi, di vedersi. Quindi era un’esperienza di lavoro con persone con cui avevo già avuto a che fare. All’inizio avevo la sensazione di entrare in una macchina pazzesca, dove tutti sanno dove mettersi, cosa fare, come muoversi. Mentre su un set tradizionale giri quattro scene al giorno, noi ne realizziamo diciotto. Chiunque si approccia per la prima volta a Un Posto al sole si sente inadeguato ma poi prendi il ritmo e tutto diventa più facile”.

UN POSTO AL SOLE - NUOVI EPISODI

Nella sua carriera ha lavorato, tra gli altri, con Ettore Scola e Francesco Nuti, ha preso parte a serie di successo, c’è un progetto in particolare che è stato più formativo?

“La mia storia artistica è soprattutto televisiva, poi ho fatto anche teatro e pochissimo cinema. Un’esperienza bella e molto formativa è stata sicuramente “Edera”, la prima serie tv realizzata in elettronica, dove ho lavorato quotidianamente per un anno e mezzo. Era una specie di Un Posto al sole anche se andava in onda una volta alla settimana, di sera. Era prodotta da Alfredo Lombardo per la Titanus. Poi ho recitato in “Passioni” e “Incantesimo”, serie in cui ti davano un materiale pazzesco da imparare e dovevi lavorare con un altro punto di vista, un’altra tecnica, un altro modo di muoverti. Era una novità ad esempio girare con due camere contemporaneamente”.

In passato è stata campionessa italiana junior di atletica leggera e ha fatto parte anche della Nazionale. Che rapporto ha oggi con lo sport?

“Negli ultimi anni sono diventata super sedentaria, mi capita di seguire ogni tanto il tennis che mi appassiona, e anche l’atletica leggera, ma più che lo sport guardo serie tv e film sulle piattaforme”.

Quali serie tv ha guardato recentemente?

“Devo rivedere su RaiPlay “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” e “Blanca”, sono due buoni prodotti e apprezzo molto le protagoniste, Maria Chiara Giannetta e Vanessa Scalera, due bravissime attrici. Per quanto riguarda le serie internazionali mi piacciono quelle ben realizzate come “Manifest”, “The Crown”, “La Regina degli Scacchi”. Ora sto guardando “The Handmaid’s Tale” che è infinita (sorride)”.

“Un Posto al sole” è girata a Napoli. Come si trova in questa splendida città?

“Io abito a Roma ma anche a Napoli mi sento a casa, ho i miei punti di riferimento, i miei amici. Sono piemontese di origine ma mi sono lasciata conquistare da questa meravigliosa città. Quando vado a lavorare a Posillipo uso lo scooter e mi fermo ogni volta nello stesso punto e faccio la stessa foto perchè è irresistibile il panorama. Napoli è una donna bellissima, una signora che ti sorprende sempre”.

Le piacerebbe tornare a teatro con uno spettacolo?

“Mi piacerebbe tornare a teatro e anche fare un bel film ma bisogna mettere in atto delle energie per la ricerca del testo, dei contatti per partecipare ad una nuova produzione e in questa seconda parte della mia vita, soprattutto dopo aver perso mia figlia otto anni fa, non mi interessa tanto. Ora mi godo la casa al mare, sto con mia mamma, con gli amici, sono più proiettata verso l’infinito, verso l’impalpabile. Se dovesse arrivare una proposta interessante ci penserei”.

Quali sono i prossimi progetti dell’associazione in ricordo di sua figlia “Il sorriso di Arianna – Arianna Alpi“? 

“Gli scorsi anni abbiamo organizzato dei concorsi di racconti a tema libero nel Liceo Virgilio di Roma, che aveva frequentato Arianna, poi c’è stato un rallentamento a causa della pandemia. Al momento non abbiamo progetti nel cassetto, ma partecipo come relatrice a convegni relativi alla vita oltre la vita, e ad attività in collaborazione con altre associazioni”.

di Francesca Monti

credit foto Giuseppe D’Anna / Fremantle

Si ringrazia Stefania Lupi

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