Intervista con Giulio Pranno, tra i protagonisti di “Noi siamo leggenda”: “Come Marco, il mio personaggio, penso di essere un buon amico”

“Il tema dell’accettazione da parte degli amici ha riguardato anche me durante l’adolescenza, così come il bisogno di essere amato, compreso”. Giulio Pranno è tra i protagonisti di “Noi siamo leggenda”, la nuova serie diretta da Carmine Elia, da un’idea di Valerio D’Annunzio e Michelangelo La Neve, coprodotto da Rai Fiction e Fabula Pictures, prodotta da Nicola e Marco De Angelis, in collaborazione con Prime Video, in prima serata su Rai 2 e RaiPlay da mercoledì 22 novembre.

Nel nuovo teen drama a tinte fantasy, che racconta le storie di un gruppo di adolescenti che scoprono improvvisamente di essere dotati di superpoteri, il giovane e talentuoso attore veste i panni di Marco, un amico fidato, che con Andrea e Massimo forma un trittico indissolubile. Simpatico, capace di sdrammatizzare ogni cosa, sarà l’unico del gruppo a non sviluppare poteri e, quindi, il contraltare di normalità in questa situazione straordinaria. Dopo un iniziale spaesamento, resterà accanto agli amici e manterrà il segreto su di loro. Dietro l’apparenza di ragazzo allegro e sempre pronto allo scherzo, Marco nasconde delle ferite. Lui e la sua gemella Viola, infatti, sono cresciuti da soli con la madre, l’Ispettore di polizia Beatrice Nenchi. Marco è legatissimo a Massimo e, quando l’amico si allontanerà da lui, soffrirà moltissimo.

Giulio, in Noi siamo leggenda interpreti Marco, cosa puoi raccontarci del tuo personaggio?

“E’ un ragazzo molto lucido, razionale, forse il più maturo del suo gruppo, ed è il miglior amico di Massimo (interpretato da Emanuele Maria Di Stefano), il protagonista della serie. Marco non sviluppa i superpoteri e si sente un po’ escluso, pensa che gli altri stanno andando avanti e lui sta restando indietro, che rischia di perdere la loro amicizia, quindi cerca di recuperare in tutti i modi in quanto ha un grande bisogno di accettazione e di amore. Utilizzando le armi della fedeltà, perchè è un amico leale e giusto, forse riuscirà a riconquistare i suoi amici che non ha perso per colpa sua ma poichè si sono allontanati per problemi personali”.

La serie regala un affresco della società odierna e dell’adolescenza. Ti sei in qualche modo rivisto pensando a quello che hai vissuto da adolescente interpretando questo personaggio?

“Il tema dell’accettazione da parte degli amici ha riguardato anche me durante l’adolescenza, così come il bisogno di essere amato, compreso. Un secondo punto di contatto con Marco è il fatto di essere un buon amico perchè lo sono anch’io nella vita reale. E’ stato un po’ come giocare a tornare nel passato, a quando avevo 17 anni e potevi permetterti la battuta fuori luogo, qualche stupidaggine e tanta leggerezza”.

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Giulio Pranno con Milo Roussel e Margherita Aresti – credit foto ufficio stampa

Marco, dicevi poco fa, è l’unico del gruppo a non avere un superpotere. Tu quale vorresti avere?

“Attenendomi ai superpoteri presenti nella serie vorrei quello di Greta, perchè può tornare indietro nel tempo. Essendo io una persona impulsiva, sincera, che dice sempre una parola di troppo, potrebbe essermi utile tornare indietro di pochi minuti e correggere il tiro”.

“Noi siamo leggenda” racconta le paure e i desideri di questi ragazzi. Qual è la tua paura più grande?

“Ho paura del giudizio degli altri rispetto alle mie capacità nel fare l’attore, perchè ho sempre la sindrome dell’impostore, di quello che sta lì ma non sa quanto lo meriti. Per me è importante essere bravo in quello che faccio. Tanti spettatori probabilmente vedranno questa serie e hanno tutti la possibilità di giudicarti e quindi temo il loro giudizio”.

Qual è invece il tuo desiderio più grande?

“A livello lavorativo è passare dietro la macchina da presa e diventare un regista, poter fare un film, magari scrivere una sceneggiatura”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Boom Pr

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