“SOCIALOSA OVERLIMITS” – Intervista con Linton Johnson: “Lo sport mi ha aiutato a capire che anche i sogni impossibili possono realizzarsi”

“Lo sport permette di esprimerti ed è importante, in un processo di inclusione, capire chi sei e cosa puoi fare”. Linton Johnson è un campione di basket, vincitore di un anello NBA con i San Antonio Spurs, ha giocato in varie franchigie americane quali Chicago Bulls, New Jersey Jest, New Orleans Hornets, Phoenix Suns, Toronto Raptors, Charlotte Bobcats, oltre che in Spagna nel Saski Baskonia conquistando una Supercoppa Spagnola. Nel 2010 è arrivato in Italia dove ha vestito le maglie di Scandone Avellino, Dinamo Sassari, Pallacanestro Varese, Pistoia Basket, Juvecaserta e Scafati Basket. Oggi milita nella Step Back Caiazzo, è una star sui social e il suo motto è “Get in the game”.

Abbiamo fatto una chiacchierata con lui in occasione della presentazione del progetto “SocialOsa Overlimits” di SocialOsa Basket Milano, sostenuto da Fondazione Laureus Italia, di cui è testimonial, e Arca Fondi SGR, e rivolto a giovani affetti da disabilità cognitiva, con l’obiettivo di porre la pallacanestro al centro dei processi di abbattimento delle barriere sociali e culturali.

Linton, quanto lo sport può essere importante per includere le persone e abbattere i pregiudizi? 

“Lo sport permette di esprimerti ed è importante, in un processo di inclusione, capire chi sei e cosa puoi fare. Quando va in un ambiente che non conosce la gente ha paura di andare oltre il limite, o di rimanere delusa, perchè non sa cosa può trovare ma nello sport devi affrontare quello che è pericoloso e nuovo per capire cosa puoi diventare e far parte di un gruppo vincente”.

Quali sfide ha superato attraverso lo sport?

“Da ragazzo sono cresciuto in un ambiente che mi ha fatto pensare che potessi fare solo cose credibili, mentre la scuola mi ha insegnato a pensare di poter raggiungere l’impossibile. Il mio idolo era Michael Jordan e il suo compagno di squadra era Scottie Pippen, da ragazzo sognavo di giocare con lui. Quando sono andato in Nba ai Chicago Bulls quell’anno Scottie è tornato nel team e ha giocato con me. Lo sport mi ha aiutato ad avere i pensieri impossibili”.

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Com’è nata la sua collaborazione con La Fondazione Laureus Italia in qualità di testimonial?

“E’ arrivata naturalmente, perchè in Italia avevo iniziato un progetto sui social per aiutare i ragazzi a non avere paura, per invitarli a provare a giocare. Il messaggio della Fondazione è che lo sport può cambiare il mondo ed è la stessa cosa che voglio fare io”.

Il suo motto è infatti Get in the game…

“Get in the game significa proprio provare, non avere paura perchè quando sbagli impari qualcosa e riesci a capire chi sei”.

Attualmente gioca nella Step Back Caiazzo, quali sono i prossimi progetti?

“Adesso gioco in Serie C e vorrei creare un’università online per insegnare ai ragazzi a vivere”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Antonio Conte

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