Intervista con Anna Galiena, al cinema con “Giorni Felici”: “Questo film invita a vedere quello che c’è veramente intorno e a non passare la vita sentendosi infelici”

“Ho sempre scelto la libertà, senza non sarei me stessa. Oggi c’è una grande voglia da parte di chi ha le redini politiche ed economiche di omologare tutti e chi si lascia conformare non sarà mai libero, né di vivere né di esprimersi”. Anna Galiena è la straordinaria protagonista nel ruolo di Margherita di “Giorni Felici”, secondo lungometraggio per il cinema di Simone Petralia, nei cinema dall’11 dicembre distribuito da Europictures.

Il film racconta la storia di un amore al tempo della SLA, un dramma commovente che riflette sulla fragilità umana e la capacità di amare e resistere nelle situazioni più difficili.

Margherita è un’attrice di fama internazionale, con una carriera ricca di successi e riconoscimenti alle spalle. Vive a Roma in un appartamento ricco di ricordi, spesso in compagnia della sua agente Michela (Antonella Ponziani), di alcuni amici (tra questi, Serena e Ramiro, interpretati da Maria de Medeiros e Marcello Mazzarella) e di suo figlio Enea (Marco Rossetti), musicista infelice. A breve, Margherita sarà impegnata a Los Angeles nelle riprese di un film diretto da un giovane regista americano. Improvvisamente viene colpita da problemi fisici e gli esami rivelano una grave forma di sclerosi, la SLA. Ad assisterla arriva Antonio (impersonato da uno intenso Franco Nero), il suo ex compagno, regista insoddisfatto e padre di Enea. A causa della malattia, deve rinunciare al film e si ritrova in poco tempo impossibilitata a muoversi. Antonio e Margherita, che sono stati separati per tanti anni, affrontano la realtà presente, cercando di mantenere viva la dignità e l’amore che li ha uniti e insieme decidono di scrivere il grande finale della loro vita.

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Signora Anna, nel film “Giorni Felici” interpreta Margherita, un’attrice di fama internazionale che all’improvviso si ritrova ad affrontare la SLA. Come si è approcciata a questo ruolo?

“Mi sono avvicinata a Margherita leggendo il copione e facendo le prove con il regista. Abbiamo preparato insieme la parte della malattia, i gesti, la voce, poi una volta imparate queste tecniche le devi scordare, perché l’importante è riuscire a mettersi nei panni, nella testa, nelle vene, nel sangue dell’altro, capire quello che pensa, che sente e comportarti di conseguenza, cercando di far passare delle emozioni che crei dentro di te e che rispecchiano quelle del personaggio”.

La SLA ingabbia il corpo ma non la mente di Margherita che riesce a ritrovare se stessa e l’amore per l’ex marito Antonio…

“Margherita è sempre stata una donna attiva, che non si è mai fermata, è una persona che non si arrende facilmente, quindi quando è costretta all’inazione all’inizio vuole negare quello che accade, ma poi deve accettare la situazione ed entrandoci dentro ritrova se stessa e gli affetti. Questo film fa riflettere sulla fragilità umana e sulla capacità di amare”.

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“Giorni felici” ci ricorda anche quanto sia importante apprezzare i piccoli momenti di felicità che spesso non vediamo...

“Questo film invita a vedere quello che c’è veramente intorno e non soltanto le proprie proiezioni, dato che siamo sempre di corsa, e soprattutto a non passare la vita sentendosi infelici. E questo vale sia per Margherita che per Antonio che ha sempre inseguito cose che non ha osato realizzare e quando lei non può più fare nulla ritrova la forza per andare avanti. Antonio è legato alla gioventù e a quello che non è riuscito a concretizzare, Margherita è proiettata verso il futuro e questa diversità di vedute è il loro problema principale”.

Quali sono stati i giorni più felici della sua carriera?

“Tutti. Ci sono stati dei successi, delle cose che mi sono piaciute di più e altre di meno ma per me la grande fortuna è fare il lavoro che amo e non passare la vita a pensare a quello che non si è riusciti a raggiungere”.

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Qual è la sua opinione riguardo una tematica delicata e importante quale la libertà di scegliere relativamente alla propria vita?

“Ho sempre scelto la libertà, senza non sarei me stessa. Oggi c’è una grande voglia da parte di chi ha le redini politiche ed economiche di omologare tutti e chi si lascia conformare non sarà mai libero, né di vivere né di esprimersi, quindi sta agli esseri individuali decidere se vogliono essere liberi oppure no. Cosa vale di più? Comprarsi un oggetto nuovo o essere liberi di scegliere? Secondo me la seconda opzione, anche perchè gli oggetti che spesso compriamo sono repliche di quello che abbiamo già. La prigione della nostra epoca è costituita dal conformismo e dal consumismo, io non voglio stare in questa gabbia”.

Com’è stato tornare a lavorare con Franco Nero con cui aveva precedentemente condiviso il set in “Guardiani delle nuvole” e “Amore e libertà – Masaniello”?

“Franco Nero ed io siamo come una vecchia coppia, ci ritroviamo con simpatia, rispetto, entusiasmo ed è facile lavorare insieme”.

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“Giorni Felici” e il personaggio di Margherita che viaggio artistico e umano hanno rappresentato per lei?

“Ho provato tante emozioni di volta in volta, ma non le ho catalogate, non faccio un breviario di cosa ho imparato perché per me non è un lavoro accademico. Quello che io do ai personaggi e ciò che ricevo è un segreto tra me e loro. Ciò che apprendi nella vita è grazie agli sforzi che hai fatto di essere consapevole di chi sei veramente, e questo può succedere recitando ma anche facendo un altro mestiere”.

Ha preso recentemente parte anche a “Felicità”, opera prima di Micaela Ramazzotti nel ruolo di Floriana… 

“E’ stata una bellissima esperienza sia prendere parte a questo film, sia lavorare con Micaela Ramazzotti e il resto del cast, sia interpretare Floriana. Sono davvero molto contenta”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Uscirà al cinema il 1° gennaio il film di Alessandro Siani “Succede anche nelle migliori famiglie” a cui ho preso parte, e poi ho un progetto teatrale in Francia di cui ancora non posso parlare”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Mimmo Morabito

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