“Una delle prime cose che ho imparato da bambino è stato fare i taralli, in casa c’erano sempre in giro sugna, farina e mandorle e si respirava il profumo dei taralli preparati da nonno Leopoldo, di cui porto il nome, e da papà Gianni”. Leopoldo Infante è il fondatore di Taralleria Napoletana, situata a Napoli in Via San Biagio dei Librai, dove il Natale ha tutto il sapore del passato perché i taralli sono intrinsecamente legati alla storia della città sin dal lontano 1800.
Intrecciati a mano uno ad uno, friabili e saporiti, prodotti con le migliori materie prime locali nel pieno rispetto della tradizione partendo dalla ricetta tramandata da Leopoldo Infante, nonno del fondatore, i taralli di Taralleria Napoletana sono un regalo goloso. In occasione del Natale vengono confezionati in eleganti box perfetti da mettere solo l’albero e possono essere recapitati in ogni parte del mondo per la cena in famiglia, con gli amici o per un dono speciale. Ai taralli si aggiungono il Panettone Artigianale al Tarallo e i tradizionali Roccocò.

Partiamo dalle origini, quando è nata la Taralleria Napoletana?
«Taralleria Napoletana è nata nel 2017 con l’intento di far conoscere al di là degli stretti confini locali questo prezioso elemento gastronomico della tradizione napoletana e, allo stesso tempo, proporlo in una nuova versione. Quest’intuizione si rivela vincente e oggi Taralleria Napoletana è presente con due store a Spaccanapoli, Napoli, negli store Eataly in Italia, a Monaco di Baviera e a Londra. Tutti però possono acquistarli nello shop on line sul sito tarallerianapoletana.com».
Quando è iniziata la vostra passione per i taralli?
«Essendo figlio d’arte la passione è nata con me, credo sia una questione di genetica! Una delle prime cose che ho imparato da bambino è stato fare i taralli, in casa c’erano sempre in giro sugna, farina e mandorle e si respirava il profumo dei taralli preparati da nonno Leopoldo, di cui porto il nome, che era un ex garzone di fornaio diventato tarallaro con bottega in via Foria 212, e da papà Gianni che è il presidente onorario del gruppo Leopoldo di cui fa parte Taralleria Napoletana».

Qual è il segreto per fare un buon tarallo?
«La passione innanzitutto, ma serve anche una grande manualità e un’ottima ricetta che il nonno mi ha passato facendomi promettere che sarebbe rimasta segreta».
Come riuscite a unire tradizione e innovazione?
«Il nostro è un arricchimento della ricetta classica con ingredienti che li rendono più golosi. L’innovazione, semmai, è la ricerca di materie prime di qualità che si sposa per coerenza alla semplicità del tarallo, in particolare ci concentriamo sulle farine e sui pepi che sono elementi fondamentali della ricetta del tarallo. L’altra innovazione riguarda il packaging che, per noi, non è la busta di polipropilene per alimenti: ogni tarallo viene imbustato singolarmente in un sacchettino di carta e poi inserito in una box».


Per Natale proponete due prodotti speciali, il Panettone Artigianale al Tarallo e il Roccocò, cosa potete raccontarci a riguardo?
«Il panettone al tarallo nasce con lo stesso criterio di tutti gli altri prodotti di Taralleria, materie prime eccellenti, tra le quali un mix di farine di grani antichi fra cui lo spelta. A rendere speciale il nostro Panettone è il connubio tra il crumble di tarallo, il cioccolato fondente e la selezione di pepe nero, verde e bianco.
Anche il Roccocò è una tradizione familiare per il quale utilizziamo la ricetta del nonno: il nostro è durissimo da inzuppare nel vino rosso fermo o nel Vinsanto».
di Francesca Monti
Si ringrazia Mariella Caruso
