“E’ un film che può unire anziani e bambini perchè richiama la famiglia in generale, la riscoperta dei valori, delle relazioni umane, è una storia in cui tutti possono identificarsi”. Attrice trasversale e di grande spessore interpretativo, ma anche e soprattutto una giovane donna dall’animo profondo e dalla spiccata sensibilità, Aurora Ruffino veste i panni di Imma ne “La luce nella masseria”, in onda domenica 7 gennaio in prima serata su Rai 1.
Una produzione Èliseo Entertainment in collaborazione con Rai Fiction, prodotto da Luca Barbareschi per la regia di Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, che celebra i settanta anni di trasmissioni televisive della Rai e racconta l’arrivo del nuovo mezzo di comunicazione in una famiglia del Sud Italia negli anni ‘60.
Imma per necessità è stata costretta a trasferirsi a Matera, dove ha trovato lavoro come segretaria da un medico, quello della famiglia Rondinone, protagonista del film tv e proprietaria di una grande masseria. I suoi modi accudenti ben si combinano con gli studi per diventare infermiera professionista, che la rendono una confidente perfetta per tutti, in particolare per Marietta (Elvira Camarrone), la sorella adolescente di Pinuccio (Giovanni Limite). La sua straordinaria libertà dagli schemi, è una delle poche donne ad avere la patente e una macchina di proprietà, la farà innamorare di Vincenzo (Domenico Diele), l’uomo più simile agli eroi dei molti romanzi che legge, anche quando lui finirà sulla sedia a rotelle per colpa della malattia. Non sarà però facile farsi spazio nel suo cuore.

credit foto F. Di Benedetto
Aurora, in “La luce nella masseria” interpreta Imma, una donna molto moderna e indipendente per l’epoca…
“Imma è l’emblema della donna moderna, che cambia, che desidera la propria indipendenza e vuole realizzarsi nella vita, anche professionalmente. Sogna di diventare infermiera, studia all’università in Calabria ma poi decide di trasferirsi a Matera per lavorare in questo studio medico, terminare gli studi e diventare un’infermiera professionista”.
Ha trovato dei punti in comune con lei?
“E’ una donna con cui ho tanti punti in comune perchè nella mia vita io desidero tre cose: l’indipendenza, la libertà e la verità. Abbiamo dei desideri simili, Imma sogna anche un amore vero e spera di trovarlo in Vincenzo. I due si conoscono in un momento molto particolare della vita dell’uomo poiché gli viene data una notizia difficile da ricevere riguardo le sue condizioni di salute. E’ quindi molto vulnerabile, e dovrà fare un percorso di accettazione della sua condizione, imparando a chiedere aiuto alle persone e a farsi amare. Imma gli starà vicino e cercherà con pazienza di farsi accettare da lui. Lei è innamorata di quest’uomo così forte, orgoglioso, che impara ad essere anche fragile”.
La storia è ambientata negli anni Sessanta, cosa l’ha più colpita di quell’epoca?
“Erano anni bellissimi e a mio avviso non sono poi così lontani da noi, perché tutti conosciamo qualcuno che ha vissuto quell’epoca, quei colori, quelle acconciature, come i nostri nonni, i nostri zii, i nostri genitori. Quindi ho sentito quell’influenza, quell’energia. Io faccio parte forse dell’ultima generazione che ha attraversato l’infanzia e l’adolescenza prima della rivoluzione dei social, quando ancora le relazioni tra le persone erano diverse, i bambini al pomeriggio uscivano e andavano ai giardinetti, si giocava in piazza, si stava insieme, ci si riuniva a guardare la televisione. Non c’erano i cellulari o gli ipad per vedere i film o le serie. Anche il ruolo della donna ha avuto una grande trasformazione negli anni Sessanta, soprattutto al Sud. La famiglia che raccontiamo in “La luce nella masseria” vede la donna come padrona di casa, che si occupa della gestione dei lavori domestici e dei bambini, mentre l’uomo usciva all’alba e stava fuori tutto il giorno a lavorare. Aveva quindi un compito fondamentale ma sempre legato a quello maschile, non erano due figure separate. Piano piano tante cose sono cambiate. Imma invece di essere subordinata all’uomo e alla sua volontà, desidera decidere da sola cosa fare nella vita e poter scegliere quale lavoro svolgere, sulla base della sua vocazione, in questo caso di aiutare le persone facendo l’infermiera, a prescindere dal fatto di avere un marito accanto e creare una famiglia. E’ stato molto bello ripercorrere quegli anni grazie a questo film”.

credit foto F. Di Benedetto
Pensa che oggi la televisione, che all’epoca manteneva viva la socialità e la condivisione, possa avere ancora una funzione di questo tipo?
“La difficoltà di oggi è che siamo spinti all’individualismo, ognuno ha il proprio cellulare, l’ipad, non c’è neanche più il “problema” di mettersi d’accordo e decidere cosa guardare insieme. Una volta c’era una sola tv e si creava questo momento di comunità, ora invece il potere è nelle mani di prodotti, serie, film che hanno comunque la capacità di unire più generazioni. “La luce nella masseria” secondo me ha la potenzialità di aggregare anziani e bambini perchè richiama la famiglia in generale, la riscoperta dei valori delle relazioni umane, e può essere apprezzato da tutti. E’ una storia in cui possiamo identificarci, è un po’ come guardare dei vecchi album o dei filmini che raccontano la famiglia italiana, la nostra terra. Sullo sfondo c’è questo bambino che sogna la tv, che vede in essa la possibilità di qualcosa di nuovo”.
Nel film Imma dice “preferisco gli uomini che piangono rispetto a quelli che fanno piangere gli altri”, un concetto molto importante se pensiamo anche alla società attuale…
“Un uomo che è capace di piangere è stato educato ad esternare le proprie emozioni, ed è importante. Questo vale ovviamente anche per la donna. All’epoca c’era questa idea che l’uomo fosse forte e non dovesse piangere, oggi non è più così ma in alcune zone d’Italia ancora persiste il concetto del macho, del non far emergere le proprie fragilità. Invece è meglio mostrarsi per quello che si è, imparare a comunicare come ci si sente, esporsi piuttosto che scappare o nascondere le proprie emozioni, perchè poi vanno a implodere dentro di te e non sai cosa possano provocare all’esterno. Io ad esempio dico sempre quello che sento e a volte dovrei forse provare a contenermi, anche se non mi piace questa idea, perchè preferisco tirare fuori nel bene e nel male tutte le emozioni, i pensieri, piuttosto che trattenerli dentro di me e lasciare che mi logorino. L’essere umano capace di piangere e comunicare quello che prova è sensibile ed empatico, infatti quando sei in grado di riconoscere dentro te queste cose riesci a vederle anche nell’altro”.

credit foto Erica Fava
Diceva che desidera tre cose nella sua vita, qual è la sua idea di indipendenza, di libertà e di verità?
“L’indipendenza per me non è solo economica, che è indubbiamente un aspetto importante, ma mi riferisco anche alla capacità di sapersi guardare dentro, di capire quali sono i propri limiti e di saperci lavorare. Poi ognuno può sviluppare delle forme diverse di dipendenza, affettiva, emotiva, legata alle relazioni, anche famigliari, che si possono manifestare e che sono difficili da riconoscere, quindi indipendenza è anche capire quali sono i problemi per poi essere liberi davvero. E’ un lavoro che sto facendo su di me e non è facile perchè ci sono degli schemi che ognuno sviluppa dall’infanzia, vivendo dei traumi più o meno piccoli, a cui reagiamo a modo nostro costruendo delle strutture di difesa. Quindi la mia idea di indipendenza è totale. La libertà è molto connessa con la verità. Da un anno non dico più bugie, neanche quelle bianche. Si dicono sempre e solo per paura di ferire qualcuno, di non essere accettati, di perdere qualcosa e mentendo è come tradirsi, in quanto si mente anche a se stessi. Libertà per me significa innanzitutto autenticità, ci vuole coraggio ad essere sinceri con se stessi, poi una volta che ci si accetta per quello che si è, bisogna imparare ad esserlo anche con gli altri. Ho sperimentato la vera sensazione di libertà quando ho cominciato ad essere autentica”.
In quali progetti sarà prossimamente impegnata?
“A fine gennaio andrà in onda una nuova serie su Rai 1 che si intitola “La lunga notte”, sempre prodotta da Eliseo Entertainment che racconta la caduta del fascismo. Io interpreto Maria José del Belgio che è stata l’ultima regina d’Italia, un personaggio bellissimo. Stiamo poi girando la seconda stagione di Blackout – Vite sospese”.
Cosa si augura per il 2024?
“Mi auguro di continuare questo percorso di sincerità, di evoluzione, di riscoperta interiore, di capire ogni giorno, sempre di più, quali sono i miei profondi desideri e di avere il coraggio di metterli in atto, quindi imparare ad ascoltarmi di più e tirare fuori qualcosa di me che voglio far emergere. Spero di essere connessa con me stessa e lasciarmi andare ad una creatività nuova e diversa”.
Una delle sue passioni immagino sia la lettura, infatti da qualche tempo su Instagram posta dei racconti molto interessanti riguardo ai suoi libri preferiti …
“Pensando anche a questo augurio che mi sono fatta, ho iniziato a pubblicare su Instagram dei post sui libri perchè ho il desiderio di condividere con le persone che mi seguono quello che è importante per me come Aurora e non solo come attrice. Ho deciso così di parlare delle letture che mi hanno in qualche modo cambiata, che hanno stimolato un pensiero nuovo, che sono state utili per me e credo possano esserlo per tutti”.
C’è un libro in particolare che porta nel cuore?
“Tutti i libri che pubblico sono importanti, uno di cui parlerò prossimamente è “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle che fa riflettere su quanto sia facile perdere la propria vita pensando al futuro o al passato, non riuscendo mai a stare veramente presenti nell’adesso. Lo tengo sempre sul comodino, ogni tanto lo apro e leggo una frase”.
di Francesca Monti
Production: MURO Productions @muroproductions
Photographer: Erica Fava @ericafava
Talent: Aurora Ruffino @aurora_ruffino_officialpage
Press Office: Lorella di Carlo @dicarlorella
Stylist: Marvi De Angelis @marvi_marver
Stylist Assistant: Angela Jeleva @angelajbl
Make up and Hair: Alessia Mazzarino – COTRIL @alessia_mazzarino @cotrilspa
Location: @domusaustraliarome @coralineluxuryconcierge
Si ringrazia Cotril Digital: Sara Meconi @sara.meconi
Assistant & Post Production: Angela Arena @angela.graphic
Si ringraziano Lorella Di Carlo e Paola Papi
