E’ stato un anno d’oro per Paola Cortellesi. La sua opera prima da regista, “C’è ancora domani”, è infatti la pellicola con il maggior incasso nelle sale italiane dal 1° gennaio 2023 con 32 milioni 250mila euro, superando anche “Barbie” di Greta Gerwig con Margot Robbie (32 milioni 122mila euro), oltre che vincitrice del Nastro d’Argento come film dell’anno e di tre riconoscimenti alla 18esima edizione della Festa del Cinema di Roma: Il Premio del Pubblico, il Premio Speciale della Giuria e la Menzione Speciale Miglior Opera Prima.
Un successo meritato per l’attrice e regista che in “C’è ancora domani”, un gioiellino cinematografico, affronta in maniera delicata, poetica e al contempo realistica ed emozionante una tematica purtroppo sempre attuale come i diritti che vengono ancora negati e la violenza sulle donne, con una storia ambientata negli anni quaranta, in bianco e nero, che fa riflettere e che arriva dritta al cuore del pubblico.
Nel film Paola Cortellesi veste i panni di Delia (Paola Cortellesi), la moglie di Ivano, la madre di tre figli. Moglie, madre, questi sono i ruoli che la definiscono e questo le basta. Siamo nella seconda metà degli anni 40 e questa famiglia qualunque vive in una Roma divisa tra la spinta positiva della liberazione e le miserie della guerra da poco alle spalle.
Ivano (Valerio Mastandrea) è capo supremo e padrone della famiglia, lavora duro per portare i pochi soldi a casa e non perde occasione di sottolinearlo, a volte con toni sprezzanti, altre, direttamente con la cinghia.
Ha rispetto solo per suo padre, il Sor Ottorino (Giorgio Colangeli), un vecchio livoroso e dispotico di cui Delia è a tutti gli effetti la badante. L’unico sollievo di Delia è l’amica Marisa (Emanuela Fanelli), con cui condivide momenti di leggerezza e qualche intima confidenza.
È primavera e tutta la famiglia è in fermento per l’imminente fidanzamento dell’amata primogenita Marcella (Romana Maggiora Vergano), che, dal canto suo, spera solo di sposarsi in fretta con un bravo ragazzo di ceto borghese, Giulio (Francesco Centorame), e liberarsi finalmente di quella famiglia imbarazzante.
Anche Delia non chiede altro, accetta la vita che le è toccata e un buon matrimonio per la figlia è tutto ciò a cui aspiri. L’arrivo di una lettera misteriosa però, le accenderà il coraggio per rovesciare i piani prestabiliti e immaginare un futuro migliore, non solo per lei.
di Francesca Monti
