Intervista con Francesco Zenga, tra i protagonisti della serie “La Storia”: “Grazie a Nino ho capito quanto sia importante godersi i piccoli momenti della vita”

E’ giovanissimo, è un attore esordiente, ma ha un grande talento e tutte le carte in regola per intraprendere una luminosa carriera: Francesco Zenga è tra i protagonisti di “La Storia”, in onda da lunedì 8 gennaio in prima tv su Rai 1, tratta dal romanzo capolavoro di Elsa Morante, con la regia di Francesca Archibugi, prodotta da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction e con Thalie Images.

Nella serie in quattro serate dà il volto a Nino, un adolescente bello e inquieto, che odia andare a scuola, al liceo classico, e infrange i sogni di sua madre Ida (Jasmine Trinca) di vederlo laureato, abbandonando gli studi per arruolarsi volontario nell’esercito fascista, lasciandola sola con il fratellino Useppe (Mattia Basciani), nato in gran segreto mentre era al campeggio degli Avanguardisti e con il quale fin dal primo istante ha instaurato un legame speciale.

Nino s’immerge nel caos della guerra, ritorna a casa dopo essersi unito a sorpresa ai partigiani della cellula dei castelli romani. L’Italia sobbolle, lui viaggia, attraversa il fronte, va a Napoli. Dopo la guerra si darà al contrabbando, prima di sigarette e poi di armi per dare una vita migliore a sé, a Ida e a Useppe.

La Storia - History: A Novel

credit foto Iacovelli – Zayed

Francesco, la serie “La Storia” rappresenta il tuo esordio. Come ti sei trovato sul set?

“Abbiamo iniziato a giugno le riprese e il primo mese è stato tosto perchè ho cambiato vita e routine, mi sono trasferito in un’altra città e vivere da solo a 17 anni non è facile. Poi mi sono abituato. Il set era molto corposo, con una troupe enorme, mi ha permesso di incontrare tante persone e scoprire e imparare molte cose. Ho conosciuto Francesca Archibugi che è stata la mia guida e una sorta di mamma, mi ha seguito nelle scene, mi ha indirizzato. Anche il cast che ho avuto attorno mi ha dato una grande mano sapendo che ero all’esordio”.

Dopo quanti provini hai ottenuto il ruolo di Nino?

“E’ stato un percorso lungo. I provini sono durati tre mesi. Ho fatto l’ultimo pensando che non mi avrebbero preso perchè rispetto ad altri attori non avevo esperienza, ma quando siamo rimasti solo in tre ho capito che potevo avere qualche chance ed è andata bene”.

La Storia - History: A Novel
Francesco Zenga con Jasmine Trinca – credit foto Iacovelli – Zayed

Nella serie interpreti Nino, un ragazzo che ha un rapporto speciale con la mamma Ida e con il fratellino Useppe e che nel corso della storia avrà un’importante evoluzione…

“Nino è un ragazzo ribelle, ha una forte emotività, una grande euforia e tanta voglia di vivere, caratteristiche che gli hanno permesso di entrare nelle camicie nere, anche se in realtà non aveva idea di cosa fosse il fascismo. All’inizio instaura un legame speciale con il fratellino Useppe, con i suoi compagni di viaggio, i due cani Blitz e Bella, e con la mamma Ida. Nella seconda fase il mio personaggio è più maturo e consapevole di quello che sta andando a fare, quindi lotta per un ideale, è più responsabile e vuole aggiustare anche il rapporto scombussolato che ha con la mamma, per renderlo più saldo. Inoltre al suo ritorno Nino ritrova Useppe cresciuto e con lui mantiene sempre un legame bellissimo. Nella terza fase si dedicherà invece al contrabbando e questa scelta porterà a conseguenze non piacevoli”.

Sei giovanissimo, com’è stato immergerti nell’atmosfera degli anni quaranta, caratterizzati dalla Seconda Guerra Mondiale?

“E’ stata una bella prova. Non è facile immaginare e poi interpretare un ragazzo che ha vissuto certe esperienze. Io non le ho provate, ma penso a chi sta affrontando il dramma della guerra in Ucraina, in Medio Oriente… Spero di essere riuscito a rendere al meglio l’idea di come potessero vivere quei giovani”.

Qual è l’insegnamento più importante che hai tratto interpretando Nino?

“Grazie a lui ho capito quanto sia essere importante godersi i piccoli momenti della vita. Mi ricollego anche al libro di Francesco Piccolo che è uno degli sceneggiatori de La Storia, “Momenti di trascurabile felicità”, in cui indica quegli istanti della quotidianità di cui spesso non ci rendiamo conto quanto possano essere preziosi. Nella terza fase del suo percorso Nino ci insegna inoltre quanto possa rivelarsi sbagliato prendere una via facile”.

La Storia - History: A Novel
credit foto Iacovelli – Zayed

La serie è tratta dall’omonimo romanzo capolavoro di Elsa Morante. Avevi già avuto modo di leggere il libro, magari a scuola?

“Per scelta personale ho deciso di leggere “La Storia” dopo l’uscita della serie, in quanto non volevo essere in qualche modo influenzato ma attenermi alla sceneggiatura. E’ un romanzo che va sicuramente letto, anche a scuola, perchè fa riflettere su tematiche purtroppo attuali e ricorda l’importanza della Memoria, di cui si dovrebbe parlare non solo il 27 gennaio ma ogni giorno”.

Quando è nata la tua passione per la recitazione?

“E’ successo tutto per caso. Frequentavo il liceo scientifico, mi piacevano molto matematica ed economia ma a fianco di queste passioni c’era anche il cinema, nonostante non avessi mai creduto più di tanto di poter intraprendere quella strada. Un giorno ho detto a mio papà che avrei voluto iniziare a fare recitazione una volta terminato il liceo e lui mi ha risposto di provare. Così sono entrato a far parte di un’agenzia che conoscevo, essendo formata da amici di famiglia, ho mandato le mie foto e il secondo provino che è arrivato è stato quello per La storia. Per tre mesi sono andato e tornato da Salerno a Roma e poi tutto ha preso il via”.

Nella serie Nino parla romanesco, hai studiato con un coach per imparare questo dialetto?

“Fortunatamente mio padre è di Napoli ma ha sempre vissuto a Roma. Quindi mi sono esercitato con lui e il suo dialetto mi è entrato in testa, l’ho appreso inconsciamente. A Francesca Archibugi è piaciuto il fatto che riuscissi ad alternare il campano e il romanesco”.

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credit foto Silvio Cuofano

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Dopo essermi diplomato al liceo scientifico, sono stato preso un mese fa al Centro Sperimentale. Ogni tanto arrivano dei provini ma in questo momento preferisco dedicarmi soprattutto allo studio per imparare e migliorare la tecnica”.

Raccontaci qualcosa in più su di te, quali sono i tuoi hobbies nel tempo libero?

“Mi piace lo sport e in particolare il calcio, sono un grande tifoso del Napoli, ascolto tantissima musica, e poi mi dedico alle uscite con gli amici”.

Quale canzone assoceresti a Nino?

“Nella serie il mio personaggio canta canzoni sia fasciste che partigiane, quindi a Nino associo brani tipo Giovinezza o L’internazionale”.

Un sogno nel cassetto…

“Vorrei continuare a fare questo lavoro. La sfida più difficile per un attore è restare sempre sulla cresta dell’onda, quindi vorrei riuscire a studiare, affermarmi e magari recitare in un progetto con qualcuno del cast de La Storia”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Silvio Cuofano

Si ringraziano Simona Pellino e Pamela Menichelli – Ni.Co ufficio stampa

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