Intervista con Stefano Skalkotos, su Netflix con il film “Lift”: “Questo action movie promette grandi colpi di scena e immagini mozzafiato”

“Il mio personaggio è un carabiniere italiano che si occupa di tutela dei beni culturali e sarà di supporto alla protagonista nella caccia ad un famigerato ladro”. Stefano Skalkotos nel film “Lift”, in uscita su Netflix dal 12 gennaio, diretto da F. Gary Gray interpreta Stefano recitando in un cast internazionale composto anche da Kevin Hart, Gugu Mbatha-Raw e Sam Worthington.

Poliedrico e affascinante attore cinematografico, televisivo e teatrale, ha preso parte recentemente al film “Love in the Villa” di Mark Steven Jhonson, ai docufilm “Arnoldo Mondadori – i libri per cambiare il mondo” di Francesco Miccichè nel ruolo di Giorgio Mondadori e “Raul Gardini” dove ha impersonato Carlo Sama.

LIFT

Credit foto Stefano Cristiano Montesi/Netflix © 2023

Stefano, nel film “Lift” interpreta Stefano, un carabiniere italiano. Ci racconta qualcosa in più sul suo personaggio?

“Il mio personaggio in Lift si chiama proprio come me: Stefano. Ed è un carabiniere italiano che si occupa di tutela dei beni culturali. Come sapete la vicenda si snoda anche attraverso un furto di opere d’arte. La storia di Stefano nel film inizia a Venezia dove sarà di supporto alla protagonista (GuGu Mbatha-Raw) nella caccia ad un famigerato ladro. Da lì seguirà le indagini dell’Interpol capitanate da Sam Worthington. Stefano è sicuramente un agente zelante e corretto e nel film si contrapporrà spesso con il più autoritario Auxley, ovvero Sam Worthington, che sarà il capo dell’operazione. Il desiderio di fare la cosa giusta lo porterà ad essere, a suo modo, determinante in una scena clou del film. Io credo che questo action movie prometta grandi colpi di scena e immagini davvero mozzafiato, con attori e attrici che offrono bellissime performances e spero che lo stesso si possa dire anche di Stefano… io ce l’ho messa tutta!”.

Ha trovato dei punti di contatto con lui?

“Assolutamente sì! Il mio personaggio in origine era un piccolo ruolo, avrei dovuto girare solo a Venezia. Dopo due giorni di riprese F. Gary Gray, il regista, e la produzione hanno deciso di svilupparlo. È da lì che ha preso il mio nome. Da quel momento ho seguito le riprese di Lift per circa un mese a Venezia, Trieste, Belfast e Londra. Penso che il carattere di Stefano personaggio, e di Stefano uomo e attore si sia per forza di cose determinato, quindi vedrete un carabiniere che opera in borghese travolto da qualcosa di più grande di lui, ma che con buon cuore, coraggio, un certo istinto di sopravvivenza e il desiderio di far bene e fare la cosa giusta, sarà a suo modo determinante per questa bella storia”.

Skalkotos

Com’è stato lavorare con questo cast internazionale?

“Non ero nuovo ad esperienze internazionali, l’anno prima ero stato diretto da Mark Steven Johnson in “Love in the Villa” sempre per Netflix. Ma questo precedente non ha certo ridimensionato l’enorme emozione di incontrare attori e attrici straordinari come Kevin Hart, Jean Reno, Sam Worthington, Gugu Mbatha-Raw e ai quali aggiungo Ursula Corbero, Vincent D’Onofrio, Billy Magnussen e tanti altri. La cosa che mi sorprende sempre quando si ha a che fare con questi grandi è la la loro umiltà e la loro semplicità”.

Tra i progetti in cui l’abbiamo vista recentemente in tv ci sono “Arnoldo Mondadori – I libri per cambiare il mondo”, nei panni di Giorgio Mondadori, il docufilm “Raul Gardini” in cui interpreta Carlo Sama e “Permette? Alberto Sordi” nel ruolo di Corrado Mantoni. Cosa le hanno lasciato queste esperienze?

“Corrado in “Permette? Alberto Sordi” è un bel ricordo. È passato qualche anno dalla messa in onda e ora che mi ci fai pensare con gli occhi di oggi … è stata una piccola dedica ai miei amati nonni materni che lo guardavano sempre in televisione. Il biopic su Arnoldo Mondadori è un lavoro più recente e al quale sono affezionato per tante ragioni: in primis è stato un set composto da tante belle persone e straordinari professionisti, pensa che il parrucchiere del set, con cui sono ancora in contatto, Italo Di Pinto, l’altro giorno ha vinto l’Emmy! Piccola parentesi, ma dovuta. Ovviamente lavorare con il grande Michele Placido e con Flavio Parenti è stata un’esperienza bellissima e di grande arricchimento. Francesco Miccichè, il regista, mi ha poi richiamato per una partecipazione in Raul Gardini, quindi credo che la stima sia reciproca”.

Stefano Skalkotos_2_BR

Quanto sono importanti per lei le radici?

“Per me che le ho doppie sono fondamentali: padre greco e madre veneta. Una volta una mia cara amica mi ha detto: “senza radici non si vola”. Ed è così, le radici non ti tengono per forza di cose ancorato ma ti consentono di esplorare, allo stesso modo sono sempre un porto sicuro dove fare rientro da un “viaggio”. Le radici vanno coltivate però!”.

Tra le sue skills ci sono la corsa e il tennis. Che ruolo ha oggi lo sport nella sua vita?

“La pallacanestro è stata fondamentale durante la mia infanzia e la mia adolescenza. E’ uno sport meraviglioso, a me piace più del calcio. Purtroppo mi sono dovuto fermare per “raggiunti limiti d’altezza” (sorride). Mentre oggi la corsa mi dà grandi soddisfazioni: ho corso la 21 km di Roma a Novembre e mi alleno ogni settimana. Correre per me è talvolta una forma di meditazione, cancello i pensieri superflui e mi concentro solo sul percorso. Correre per lunghe distanze è in un certo senso “metafora” del nostro percorso di vita”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnato?

“Mi sto preparando per la Maratona di Atene del prossimo novembre. Per il resto mi godo l’uscita di Lift, che è stata per me una bella impresa, e vedrò cosa succederà. A 42 anni, per una volta, voglio concedermi il lusso di stare a guardare. Certo non sto fermo, corro e vado a lezione di inglese. Lavoro per farmi trovare pronto per la prossima avventura”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Licia Gargiulo

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