Tanta dance e brani uptempo, poche ballad, l’amore in tutte le sue sfumature al centro della maggior parte dei testi, e qualche tematica a sfondo sociale: abbiamo ascoltato in anteprima le canzoni dei trenta Big in gara al Festival di Sanremo 2024, che si terrà dal 6 al 10 febbraio, condotto da Amadeus. Ecco le prime impressioni.
Clara – Diamanti grezzi: la vincitrice di Sanremo Giovani 2023 porta in gara un brano dal sound urban e dance che racconta una storia d’amore finita, mettendo in luce l’ottima vocalità della cantautrice (Non saremo mai quello che poi ti aspetti oro nei fallimenti solo diamanti grezzi).
Diodato – Ti muovi: Il vincitore di Sanremo 2020 torna all’Ariston con una ballad romantica e raffinata, nel suo stile, un viaggio interiore nelle emozioni dell’animo umano (forse esiste una parte di me che spera ancora che sia possibile).
Mahmood – Tuta Gold: una canzone dal sound coinvolgente e battente, con un ritornello serrato e un testo autobiografico con rimandi al padre e alle discriminazioni subite in passato (Mi hanno fatto bene le offese quando fuori dalle medie le ho prese e ho pianto dicevi ritornatene al tuo paese).
Sangiovanni – Finiscimi: Sangio porta a Sanremo una ballad intima che racconta un amore finito del quale porta ancora i segni (con gli errori commessi ci farò una collezione negli occhi vedrò solo le allucinazioni).
Loredana Bertè – Pazza: Semplicemente travolgente. Un inno all’indipendenza e all’importanza di essere se stessi nonostante tutto, consapevolezza raggiunta con il tempo dopo tante sofferenze. Energia allo stato puro, unita al graffio rock che caratterizza da sempre Loredana (Sono pazza di me sì perché mi sono odiata abbastanza prima ti dicono basta sei pazza e poi poi ti fanno santa).
Bnkr44 – Governo punk: un brano uptempo rock punk con rimandi al sound degli anni Novanta, e un ritornello molto radiofonico (Scrivo dentro un garage la mia testa è un collage di canzoni e momenti tristi).
Alessandra Amoroso – Fino a qui: Al suo esordio sanremese porta un brano scritto con Federica Abbate, Jacopo Ettorre, Takagi & Ketra, con una intro con il pianoforte ad aprire una ballad intima in cui la voce di Alessandra si mostra in tutta la sua potenza, con una citazione anche di Vasco Rossi (come Sally senza avere più voglia di fare la guerra). Un invito alla leggerezza (Sarà che questa vita non la prendo mai sul serio).
Fred De Palma – Il cielo non ci vuole: Prodotto da jvli è una canzone uptempo dalle sonorità dance che parla di un amore complicato che cerca di resistere a tutte le difficoltà (Dai non essere triste che mi fai stare male alla fine il dolore sparisce come il sole nel mare).
Fiorella Mannoia – Mariposa: scritto con Cheope e Carlo Di Francesco, un sound che ricorda i ritmi sudamericani, è un brano con un testo di grande impatto con al centro la figura della donna in tutte le sue mille sfumature, con un ritornello che resta subito in testa (mi chiamano con tutti i nomi tutti quelli che mi hanno dato e anche nel buio sono libera, orgogliosa e canto).
The Kolors – Un ragazzo una ragazza: scritta da Stash e Davide Petrella, ricorda il sound di “Italodisco” con una melodia trascinante e rimandi agli anni Ottanta e Novanta, e un ritornello martellante (Un ragazzo incontra una ragazza la notte poi non passa la notte se ne va).
Emma – Apnea: scritta con Davide Petrella e Paolo Antonacci, è una canzone che parla d’amore, dal sound dance, in cui l’artista prosegue la strada iniziata con i precedenti singoli andando ad esplorare nuovi colori della sua vocalità (È colpa mia se adesso siamo in bilico ma è colpa tua hai gli occhi che mi uccidono).
Santi Francesi – L’amore in bocca: una canzone fresca, con un inizio minimale per poi crescere a livello melodico e sonoro, con un testo che presenta tante immagini e sensazioni senza una precisa meta, mantenendo un alone di mistero che la rende accattivante (Mi hai lasciato con l’amore in bocca senza farlo apposta sono le ultime gocce di pioggia scivoliamo sopra i tetti prima di cadere a pezzi).
Rose Villain – Click boom!: un brano che unisce due anime, all’inizio è una ballad melodica per poi esplodere in un rap energico, spaziando tra mondi sonori diversi per un mix molto interessante (Ti ho fatto entrare nel mio disordine senza di te non ho niente da perdere e non ho mai avuto paura del buio ma di svegliarmi con accanto qualcuno).
Negramaro – Ricominciamo: un testo intimo e poetico, in cui viene citato anche Lucio Battisti, nel classico stile della band salentina, che racconta le difficoltà dello stare insieme (eravamo una canzone di Battisti all’alba anche senza ‘bionde trecce’).
Bigmama – La rabbia non ti basta: uno dei pochi brani in gara con un testo di carattere sociale, autobiografico, che parla di bullismo, violenza, buio interiore, ma anche della capacità di reagire, riscattarsi e dell’importanza di credere nei propri sogni (È facile distruggere i più fragili, colpire e affondare chi è solo).
Pazzo di te – Renga e Nek: dopo un disco e un tour insieme, i due artisti e amici portano sul palco dell’Ariston una ballad pop rock in cui le loro voci si uniscono in modo armonico (E lo sa solo Dio chi è più pazzo di te sotto questo mantello di cielo).
Ghali – Casa mia: un brano orecchiabile, con un testo che tratta tematiche sociali importanti quali le contraddizioni del nostro tempo, la guerra, le migrazioni (Per tracciare un confine con linee immaginarie bombardate un ospedale per un pezzo di terra o per un pezzo di pane non c’è mai pace).
Irama – Tu no: con grande intensità in questo brano viene raccontato il senso della mancanza e della distanza nel significato più ampio del termine, con il rumore di un temporale e un grido iniziale e un’atmosfera particolare creata da archi e tastiere (Tu sorridevi cercavi un modo per proteggermi però non c’eri quando volevo che tu fossi qui).
Angelina Mango – Io no: il brano, scritto insieme a Madame, è una cumbia scatenata, che fa venire voglia di ballare, con un sound accattivante a cui ha collaborato anche Dardust, in cui l’artista racconta il suo approccio alla vita e come il cambiamento possa portare alla gioia (Muoio senza morire in questi giorni usati vivo senza soffrire non c’è croce più grande non ci resta che ridere in queste notti bruciate).
Geolier – I p’ me, tu p’ te: Una canzone uptempo dal sound avvincente, con un testo in napoletano e un’alternanza di synth e archi nel ritornello (O ciel c sta uardann e quant chiov e pcche’ se dispiaciut p me e p te).
Maninni – Spettacolare: una ballad romantica, con un sound melodico classico e suggestivo (C’è chi cerca soltanto diamanti o la formula giusta per la felicità ma siamo spesso tutti troppo distratti o troppo convinti per riconoscerla).
La Sad – Autodistruttivo: tra gli autori del brano c’è anche Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. Una canzone dal sapore rock che rimanda alle atmosfere dei Blink 182, con un sound fresco e coinvolgente (L’amore spacca il cuore a metà ti lascia in coma dentro il solito bar).
Gazzelle – Tutto qui: il brano si apre con il suono del pianoforte che introduce un testo intriso di poesia e di immagini evocative (Vorrei guardare il passato con te addosso al muro col proiettore viverlo insieme).
Annalisa – Sinceramente: Proseguendo nel percorso intrapreso con Mon Amour e Bellissima, la regina del pop porta in gara un brano con un ritornello trascinante, in cui canta la libertà di essere se stessa, di esprimere i propri sentimenti, di prendersi sul serio, di lamentarsi, di gioire (Sinceramente quando quando quando quando piango anche se a volte mi nascondo non mi sogno di tagliarmi le vene).
Alfa – Vai!: un brano brioso, vivace, dal sapore country, con un ritornello che resta impresso al primo ascolto (Io voglio solo vivere sia piangere che ridere il cielo sarà il limite se stai via dalla strada e via dai guai tu non guardare indietro mai e vai).
Il Volo – Capolavoro: La canzone è firmata da Stefano Marletta, Edwyn Roberts e Michael Tenisci. Con la grandiosa vocalità che li caratterizza ma con una minore impostazione lirica, Piero, Ignazio e Gianluca cantano un amore inaspettato e salvifico (Cado dal cielo come un capolavoro prima di te non c’era niente di buono come se tu fossi l’unica luce a dare un senso).
Dargen D’Amico – Onda alta: con il consueto ritmo elettrizzante e un ritornello orecchiabile, l’artista porta in gara un brano che ha però un testo importante, con tematiche sociali quali i migranti e la guerra (Sta arrivando sta arrivando l’onda alta stiamo fermi e non si parla e non si salta – se la guerra è dei bambini la colpa è di tutti quanti).
Il Tre – Fragili: Una ballad con un ritmo crescente e la presenza di archi nel ritornello, che racconta dell’importanza di mostrare le fragilità, prendere consapevolezza delle proprie crepe e imparare a chiedere scusa per i propri errori (Siamo fragili come la neve come due crepe e so che non è facile volersi bene stare in catene).
Mr. Rain – Due altalene: un brano che racconta la storia di una perdita, una delle più forti ed emotivamente difficili da vivere e superare, con una ballad resa più intensa dalla presenza degli archi (In mezzo al temporale abbiamo unito i nostri lividi come due oceani indivisibili).
Ricchi e poveri – Ma non tutta la vita: La citazione iniziale “che confusione” fa pensare subito a “Sarà perchè ti amo”, ma in realtà la band nella nuova formazione composta da Angela Brambati e Angelo Sotgiu torna al Festival con un brano dal sound innovativo, moderno, dance, elettronico, mettendosi nuovamente in gioco (Anche la più bella rosa diventa appassita va bene ti aspetto ma non tutta la vita).
di Francesca Monti
