Intervista con Elda Alvigini, a teatro con “Bomba!”: “E’ uno spettacolo con momenti esilaranti, senza retorica, con molta verità”

“E’ un personaggio che non avevo mai interpretato, è nelle mie corde dal punto di vista della commedia ed è scritto molto bene”. Elda Alvigini è protagonista dello spettacolo “Bomba!” con la regia di Francesca Zanni, insieme a Claudia Genolini, in scena dall’8 al 18 Febbraio al Teatro Martinitt di Milano.

In questa divertente commedia l’attrice interpreta Asia, una vera star della discomusic degli anni ’80, da tempo sul viale del tramonto e passata dai palchi internazionali alle apparizioni nelle sagre di paese, dove è costretta a cantare sempre la stessa canzone, una sua hit di quarant’anni prima che lei detesta.
Miss Flow è una giovane cantante che ha vinto un talent, ha un milione di follower sui social e alimenta l’immagine di trapper maledetta con l’espediente di indossare sempre una maschera che le copre il volto.
Diverse per carattere, gusti musicali e scelte di vita, Asia e Miss Flow si ritrovano a collaborare per portare a Sanremo il nuovo tormentone musicale dell’anno, ma il progetto fa acqua da tutte le parti e le due artiste entrano subito in competizione, innescando da subito un confronto tra le due epoche che Asia e Miss Flow rappresentano.
Da una parte gli anni ’80, frivoli e seducenti, gli anni in cui nascono i cinepanettoni e crolla il muro
di Berlino, finiscono gli anni di piombo e irrompe l’happy hour, anni eccessivi e scanzonati, in cui anche la musica è leggera e superficiale.
Dall’altra, un presente pieno di incertezze ideologiche e sociali, di rivoluzioni tecnologiche e involuzioni politiche, in cui la musica è cupa minacciosa, i testi sono incomprensibili e chiunque può cantare, tanto per essere intonati basta l’autotune.
A complicare la situazione, la scoperta che nei paraggi potrebbe esserci una bomba! A colpi di lacca e spalline da una parte, tatuaggi e slang metropolitano dall’altra, tra canzoni, confidenze, risate e rivelazioni, Asia e Miss Flow si raccontano per quelle che sono veramente, scoprendo di non essere poi così diverse.
Ma la bomba esiste davvero e toccherà a loro trovare un modo rocambolesco di disinnescarla! Finalmente in salvo, metteranno in musica la loro esperienza: la canzone per Sanremo è già scritta! Il titolo? Bomba!

Attrice poliedrica di teatro, cinema e televisione, entrata nel cuore del pubblico con la serie “I Cesaroni” interpretando Stefania Masetti, come autrice e regista Elda Alvigini ha scritto e diretto a teatro “Inutilmentefiga” (campione di incassi nel 2013 al Piccolo Eliseo), “Liberi Tutti” e “Saturno Dietro”, nonché il documentario “Storia romantica della fotografia”.

locandina Bomba

Elda, quando ha letto il copione di questo spettacolo, “Bomba!”, cosa l’ha affascinata maggiormente?

“Il fatto che non fossi in grado di farlo (scherza). Nella vita le sfide ti fanno crescere. Da anni stimo molto Francesca Zanni di cui ho visto i lavori a teatro e trovo sia un’autrice meravigliosa, quindi appena mi ha chiamato ho detto sì, poi ho letto che dovevo cantare e se c’è una cosa che non so fare è proprio quella o meglio devo essere educata per poterlo fare. Sono stata una ragazzina abbastanza solitaria, non avevo la comitiva, non facevo parte dei boyscout e il mio insegnante al Centro sperimentale ha subito capito che non avevo mai cantato ma che non ero stonata. Con mesi di lezioni sono riuscita a cantare anche arie di Monteverdi o il brano interpretato da Marlene Dietrich ne L’angelo azzurro, studiando tedesco e canto. Detto questo, esibirmi dal vivo in uno spettacolo a teatro mi spaventava, per cui inizialmente ho rifiutato. Francesca mi ha spiegato però che le serviva un’attrice che sapesse fare bene la commedia, quindi ha apportato degli adattamenti e, grazie al supporto dell’aiuto regista Giorgia Remediani che canta benissimo, sono stata messa in condizione di interpretare un pezzo che ha reso famoso il mio personaggio Asia negli anni Ottanta e un altro con cui si chiude lo spettacolo, insieme a questa celebre trapper del momento, Miss Flow, impersonata da Claudia Genolini che canta anche nella realtà. Lei è bravissima e mi appoggio molto alla sua canna, come si dice in romano. Ho accettato di rimettermi in gioco ed è stato un po’ come tornare agli inizi. Credo che studiare sia il segreto per rimanere giovani. Il modo di recitare cambia insieme ai costumi, alle mode, alla società, quindi tenersi in allenamento, apprendere e rischiare anche una brutta figura mi hanno stimolato a prendere parte a “Bomba!””.

Nello spettacolo interpreta Asia, una vera star della discomusic degli anni ’80, da tempo sul viale del tramonto…

“E’ un personaggio che non avevo mai interpretato, è nelle mie corde dal punto di vista della commedia, scritto molto bene con tanti colpi di scena. Miss Flow, un’importante trapper del momento, va a cercare Asia, ex gloria degli anni Ottanta che canta alle sagre di paese, per preparare questo featuring per Sanremo. All’inizio si sente dire questo nome e il suo commento è “ma non era morta” per far capire quanto la gente si fosse dimenticata di Asia, che poi quando racconta la sua vita si scopre aver cantato We are the world, essere stata famosa nel mondo, aver venduto milioni di dischi. Il mio personaggio accetta di fare questa collaborazione solo per soldi anche se non lo dichiara, e si ritrovano insieme nella sala prove. E’ molto divertente perchè c’è un confronto generazionale non solo sulla musica ma anche sul linguaggio e sull’educazione ricevuta. A un certo punto viene annunciato che nessuno si può muovere perchè c’è una bomba nel quartiere, da qui il titolo dello spettacolo, e le due protagoniste sono costrette a stare insieme e piano piano scontrandosi imparano anche a conoscersi e forse a volersi bene. E’ uno spettacolo con momenti esilaranti, senza retorica, è tutto molto vero. La ricerca che ha fatto Francesca è approfondita, i costumi di Lucia Mariani sono perfetti, non siamo caricature, potremmo essere realmente a Sanremo. Anzi vi do uno scoop, quest’anno vincono il Festival Asia e Miss Flow con il pezzo Bomba che chiude lo spettacolo (sorride). Abbiamo avuto anche la consulenza musicale e linguistica di Luca Capomaggi, un produttore trapper e le tracce su cui canta Miss Flow sono sue, così come l’indagine fatta su questi trapper è vera, non è drammaturgicamente fantasiosa ma presa da vite reali, mischiate e messe in modo originale. Anche Asia rappresenta molte ex glorie degli anni Ottanta che fanno tournée in posti sconosciuti tipo l’Uzbekistan”.

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credit foto Barbara Ledda

Effettivamente ci sono molti artisti che hanno fatto la storia della musica o di altre arti che non sono conosciuti dai giovani o sono finiti nel dimenticatoio per circostanze varie ma continuano a lavorare e a fare cose interessanti…

“Questa è anche la vita degli attori, un conto è essere famosi, un altro è che lavori e fai tante cose ma non lo sa nessuno. E’ molto simile come realtà. Francesca Zanni racconta una storia tragicomica, fa ridere ma la risata non è forzata”.

Diceva poco fa che c’è un confronto generazionale tra Asia e Miss Flow, tra anni Ottanta e attuali, come vede cambiata la musica in questi anni?

“Non sono giudice di nulla, però se io vado a ballare ad una festa danzo sui pezzi anni Ottanta e Novanta, la dance e la disco sono appannaggio di quell’epoca ed è difficile ripetere quella serie di successi in Italia e all’estero. Come anche ad esempio la canzone di Natale di Mariah Carey “All I want for Christmas is you” è ancora un must a distanza di anni. Questa è una delle rivendicazioni che farà Asia dicendo che ai suoi tempi dovevi vendere milioni di dischi per raggiungere le top ten, oggi se hai una casa discografica forte si costruiscono anche a tavolino i personaggi e i successi e la tecnologia la fa da padrona. Asia e Miss Flow si scontrano pure sull’uso dell’autotune, perchè negli anni Ottanta anche chi cantava un pezzo dance veniva dal Conservatorio e tutti erano intonati, l’Italia era la patria del Belcanto. Oggi invece si usa la tecnologia per cui forse anch’io potrei incidere un pezzo trap con l’autotune (sorride). Ogni epoca ha la sua espressione e la musica oggi va di pari passo con le conquiste fatte. Siamo arrivati ad un punto in cui forse rivaluteremo l’uso delle mani perchè siamo andati talmente oltre che basterebbe una macchina per fare tutto, ma la creatività umana è insostituibile, essendo legata a quell’essenza impalpabile dell’essere umano che non è solo sangue e tessuti ma anche sensibilità e inconscio. Non ho paura dell’intelligenza artificiale, della clonazione delle pecore o del congelamento degli ovuli, tutto dipende da come usi e gestisci le cose, nulla è pericoloso in sè”.

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credit foto Barbara Ledda

Asia e Miss Flow preparano un featuring per andare a Sanremo. Lei segue il Festival?

“Io non sempre riesco a seguire Sanremo, perché purtroppo la sera sono spesso in scena a teatro, ma è bellissimo guardare le serate con gli amici, commentare i vestiti o fare il tifo per un determinato artista perchè ti innamori del pezzo che senti. A me è capitato ad esempio con Brividi di Mahmood e Blanco, fin dal primo ascolto ho capito che avrebbe vinto. Il Festival di Sanremo è sempre stato una scusa di aggregazione con gli amici. Negli ultimi anni la kermesse è ridecollata, mi sembra che Amadeus sia la persona adatta a condurla, si è formato con la disco degli anni Ottanta come Fiorello. Penso anche che sia necessario educare l’orecchio e conoscere questo nuovo mondo musicale. Il successo che abbiamo avuto nel passato con i nostri cantanti è ineguagliabile e Sanremo ne è stato il veicolo, andando in onda attraverso la Rai in tutto il mondo. Negli ultimi due anni portando in scena Bomba seguo maggiormente quello che sta succedendo nella musica e penso che se un mostro di bravura quale Mina, che non è mai scesa nella fama e nel rispetto del pubblico, si presti a confrontarsi e a cantare con un rapper o un trapper, significa che non deve esserci pregiudizio nei confronti di nessun genere o artista”.

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Nella sua carriera ha interpretato tanti personaggi anche al cinema e in tv, da Stefania de I Cesaroni che è rimasta nel cuore del pubblico, passando per “L’odore della notte”, “La verità, vi prego, sull’amore”, “Zora la vampira” e “Commesse”, c’è un progetto a cui è più legata?

“Non ti saprei dire. Ogni tanto insegno nelle scuole o preparo attori professionisti per i provini e dico sempre che bisogna amare i personaggi e mai criticarli, in quanto è necessario capire perchè agiscono in un determinato modo. “Commesse” è uno dei lavori più importanti per me. Capitani venne a teatro a vedere “La verità, vi prego, sull’amore”, dove facevo un ruolo comico e mi ha scelta per interpretare questa prostituta dell’est, che aveva appena partorito e che veniva picchiata dal suo protettore, che le levava il neonato per ributtarla sulla strada. Era il massimo dolore che può provare una donna, così sono andata a studiare con un’attrice polacca perchè la lingua madre è quella dei sentimenti più forti, dall’amore alla paura all’odio. Mi preparai talmente bene che alla proiezione effettuata in Rai prima della messa in onda chiesero a Capitani dove avesse trovato questa attrice dell’est così brava, senza sapere che in realtà sono di Roma. Per quanto fosse una piccola protagonista di puntata di questa serie di grande successo ne vado orgogliosa.

Anche “La scorta” fu un film preso per sbaglio, nel senso che mi presentai al casting per la parte che poi invece fu assegnata a Lorenza Indovina perchè ero troppo piccola come età. Ti racconto però un bellissimo aneddoto: l’aiuto regia di Ricky Tognazzi era Ferzan Ozpetek e ho fatto il provino con lui in un siciliano perfetto essendo mia mamma di Palermo, tanto che ne furono colpiti positivamente e aggiunsero un personaggio che non esisteva pur di avermi in quel film. Interpretavo una pasticcera, fidanzata di Raffaele (Tony Sperandeo). Porto nel cuore quel momento per continuare a fare provini perchè a volte ti prendono e costruiscono un ruolo per te e questo mi ha dato forza nei momenti di difficoltà, di dolore, di depressione che questo mestiere a volte comporta. Non è sempre tutto splendido, arrivano tanti no ed è difficile reggere, quindi bisogna amarlo per andare avanti. Non basta essere bravi, la fortuna e il caso hanno un peso importante.

“L’odore della notte” è stata un’altra esperienza meravigliosa, eravamo tutti amici ancora prima di girare il film. Io sbagliai il provino perchè la mia agente mi disse che cercavano delle ragazze borghesi che venivano rapinate, quindi mi presentai con la camicetta, il filo di perle, lo chignon e Calligari mi spiegò invece che il personaggio era una giovane di borgata, fidanzata con uno dei componenti della banda, e che era iscritta all’università ed era ignara del lavoro che facesse il suo compagno (Valerio Mastandrea). Io mi alzai dicendo al regista che tornavo a casa perchè tanto mi avrebbe detto che non andavo bene, ero una pazza furiosa (ride). Calligari, che è un grande signore, mi disse che gli avevano riferito che ero molto brava e che mi avrebbe preso. Non sai mai cosa sia giusto fare ad un incontro ma sicuramente non bisogna rispondere male al regista (sorride). Il caso volle che mi misero quella parrucca riccia e ho girato questo film che è uno di quelli che ha fatto la storia del cinema. Anche “La Balia” di Bellocchio è tra i lavori che porto nel cuore. Ogni volta sono felice di lavorare, di andare sul set”.

C’è un personaggio in particolare che le piacerebbe interpretare?

“Mi piacerebbe fare un personaggio completamente negativo, una cattiva, oppure questi commissari solitari con una vita difficile. Sono quei ruoli che mettono alla prova l’attore. Asia in qualche modo lo è perchè devo difendere questo suo essere una fallita facendo finta di non esserlo pur sapendo di esserlo. C’è un dramma in questa donna che si manifesta nella comicità. E’ un personaggio da amare”.

foto PP

Come autrice e regista ha scritto e diretto il documentario “Storia romantica della fotografia”, che esperienza è stata?

“Ho avuto la fortuna di essere chiamata a scrivere un documentario sulla fotografia che ha vinto il bando del Mibact con la produzione. Ho firmato la sceneggiatura e l’ho diretto ed è stato venduto alla Rai. Vorrei portare avanti questa carriera parallela. In passato ho scritto vari spettacoli teatrali, come “Inutilmentefiga” e “Liberi tutti” con Natascia Di Vito, “Saturno dietro” da sola, ma non immaginavo che la regia fosse una figata pazzesca. E’ stato veramente bello”.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Sto cercando di realizzare la serie tratta dallo spettacolo Inutilmentefiga e un secondo documentario sul cinema perchè il linguaggio documentaristico mi piace molto. Ho costruito anche una cornice di fiction per “Storia romantica della fotografia” e ha funzionato mettendo una protagonista che fa incontri che sembrano causali e con un grande colpo di scena finale. Vorrei continuare a fare documentari che raccontano, insegnano fatti importanti ma con un piccolo spunto di finzione”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Ursula Seelenbacher

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