“E’ una donna dal cuore gentile, con una grande capacità di empatia, che le permette di entrare in sintonia con le detenute, di mettersi nei loro panni”. Maddalena Stornaiuolo è tra le protagoniste della serie di grande successo “Mare Fuori”, la cui quarta stagione sarà disponibile dal 1° febbraio su RaiPlay con i primi sei episodi e in onda su Rai 2 dal 14 febbraio, con la regia di Ivan Silvestrini, coprodotta da Rai Fiction – Picomedia.
L’attrice veste i panni di Maddalena, uno degli agenti di polizia dell’IPM (Istituto di Pena Minorile), capace di far sentire alle detenute il calore familiare e fornire una spalla su cui contare.
Determinazione, passione, entusiasmo, Maddalena Stornaiuolo è uno dei volti dell’Agenzia PM5 Talent di Peppe Mastrocinque e oltre ad aver lavorato nelle serie tv I bastardi di Pizzofalcone (diretta da Alessandro D’Alatri) e ‘O professore, ha rivestito il ruolo di personal dialogue coach dell’attrice Valeria Golino, per la serie Netflix La vita bugiarda degli adulti, quello di acting-coach per il film Fortuna e quello di dialogue-coach per la serie tv L’Amica geniale. Come regista ha diretto due cortometraggi: Sufficiente, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia alle Giornate degli autori e vincitore del Nastro d’Argento Premio Speciale, e Coriandoli, con il quale ha vinto il Premio Cinema Campania, il premio Sulmona Film Festival e una menzione speciale al BAFF. Al cinema è stata protagonista in Gelsomina Verde, film diretto da Massimiliano Pacifico, e ha preso parte a Il sindaco Pescatore.
In questa intervista Maddalena Stornaiuolo ci ha parlato di “Mare Fuori”, ma anche della scuola di recitazione “La Scugnizzeria”, da lei fondata insieme al marito nel 2017, e dei prossimi progetti.
Maddalena, in “Mare Fuori 4” torna a vestire i panni di Maddalena, agente di polizia dell’IPM. Come la ritroviamo in questa nuova stagione?
“Abbiamo lasciato Maddalena nella terza stagione su un terrazzo alle prese con Viola e con Rosa Ricci che provava a salvare la piccola Futura, quindi in una situazione di paura, tensione e disorientamento. In questa quarta stagione la troviamo cresciuta, pronta a prendere l’iniziativa, coraggiosa, con maggiore sangue freddo. C’è una scena in particolare che veramente mi ha emozionato tanto girare. E’ una donna dal cuore gentile, con una grande capacità di empatia, che le permette di entrare in sintonia con le detenute, di mettersi nei loro panni”.
C’è un tratto di Maddalena che le piace maggiormente interpretare?
“Proprio quello dell’empatia, mi piace calarmi nel personaggio perchè mi dà la possibilità di entrare in contatto con queste realtà che stiamo esplorando grazie alla serie tv. E’ una dote che anche nella vita quotidiana mi appartiene abbastanza. Quando devi interpretare ruoli diversi da te è una sfida grande, invece Maddalena è come se fosse sempre accanto a me, se in qualche modo mi appartenesse”.
Cosa ha aggiunto questa serie al suo percorso, artisticamente e umanamente?
“Dal lato umano ha aggiunto tantissimo, venendo a conoscenza di storie così forti e drammatiche, soprattutto quando parliamo di ragazzi minorenni. Sono stata avvantaggiata perchè provengo da un quartiere, Scampia, che sta vivendo un momento di rinascita ma dove in passato queste situazioni erano quasi quotidiane, quindi le ho vissute con i compagni di classe o con persone che ho conosciuto attraverso la Scugnizzeria, la nostra scuola di recitazione. Artisticamente ha aperto tantissime porte, quindi sarò grata a Mare Fuori per sempre, in quanto mi ha permesso di crescere ed è una vetrina importante. E’ bellissimo far parte di una serie ben realizzata, dove c’è l’impegno di tutti, dal cast artistico a quello tecnico, dove ognuno è appassionato e cerca di fare il meglio”.

credit foto Sabrina Cirillo
“Mare Fuori” racconta le storie e gli errori di questi giovani ma al contempo trasmette anche un messaggio di speranza, di possibile rinascita…
“Certamente, il fine ultimo è che questi ragazzi e queste ragazze chiusi nelle celle riescano ad andare oltre e a trovare il loro mare fuori. E’ una metafora ma dobbiamo cercare di traslare questo concetto anche nella quotidianità. A volte si dice che la serie dia messaggi negativi, io penso che in realtà, come tante altre, vada vista con un punto di vista critico. Sicuramente non vanno lasciati da soli davanti alla tv i bambini o i ragazzi ma devono essere affiancati nella visione da un genitore, da un adulto, un insegnante, in quanto c’è la possibilità di aprire degli spunti di riflessione importanti, soprattutto in una fase particolare e delicata della vita quale l’adolescenza. Utilizzerei quindi questa serie come uno stimolo per parlare con i propri figli o in classe con i propri alunni, capire il perchè di alcune dinamiche, come superare determinati atteggiamenti, penso che possa essere un punto di forza”.
La libertà per questi ragazzi non è soltanto essere fuori dal carcere ma anche trovare il coraggio di scegliere. Cosa rappresenta per lei il concetto di libertà?
“E’ fondamentale, a volte diciamo mi sento libero ma siamo talmente chiusi nei preconcetti nei confronti di noi stessi e del prossimo che ti rendi conto che poi così libero non sei. Nel concreto ti senti bloccato prima di fare una scelta, di dire la tua opinione o di mostrare quello che sei agli altri. Penso che la libertà si raggiunga passo dopo passo, bisogna costruirla e costruire una consapevolezza di sè molto forte. Se non sei consapevole dei tuoi limiti, delle tue potenzialità, se non stai bene con te stesso, non ti conosci abbastanza, diventa complicato cercare di creare questa libertà che va conquistata, soprattutto per quanto riguarda le donne. Penso che non ci sia niente di più bello che essere liberi di dire, di fare, di esplorare ma anche di sbagliare ed è l’augurio che faccio a me stessa e a chiunque. L’errore non è da condannare di per sè perchè ti permette di toccare con mano quello che hai combinato, di crescere, di capire quello che è accaduto e cosa bisogna fare per non incorrere di nuovo nello stesso pasticcio”.

credit foto Sabrina Cirillo
Com’è nata la scuola di recitazione La Scugnizzeria?
“E’ un sogno che si è avverato, era tanto tempo che cercavamo di trovare uno spazio, una casa degli scugnizzi, ma a Scampia non ci sono molti luoghi da utilizzare per questo scopo e nemmeno nei paesi limitrofi e non volevamo spostarci troppo lontano perchè abbiamo sempre lavorato con i ragazzi del territorio. Quando abbiamo trovato la sede cinque anni e mezzo fa è stato emozionante, elettrizzante perchè mi sentivo finalmente pronta ad avviare un processo duraturo. Abbiamo dei bambini piccoli che crescono con noi, ragazzine che sono arrivate alla Scugnizzeria che avevano 6-7 anni e ora sono quasi delle signorinelle, è un percorso entusiasmante perchè ti permette di crescere artisticamente e stare a contatto con loro è una fonte di vitalità infinita. La cosa gratificante è che non sono solo vivaci ma anche in gamba. In questo momento abbiamo scugnizzi che stanno su set cinematografici, una nostra allieva è stata scelta per l’ultimo film di Gabriele Salvatores quindi ci stanno regalando molte soddisfazioni. Stiamo facendo in modo che possa essere uno spazio aperto agli altri, abbiamo organizzato delle masterclass, dei workshop con Fortunato Cerlino e Marco D’Amore che hanno regalato ai nostri ragazzi delle ore di lezione indimenticabili e avere a che fare con artisti di un certo calibro è arricchente. Cerchiamo di formarli il più possibile”.
Recentemente è stata protagonista del film “Gelsomina Verde”, diretto da Massimiliano Pacifico, interpretando Gelsomina…
“E stata un’esperienza totalizzante. Gelsomina ha una storia che ti spacca il cuore in due, è una giovane che si è innamorata del ragazzo sbagliato, e a causa di questa sua amicizia speciale viene torturata, bruciata nella sua auto, le viene sparato, le vengono spezzati i polsi, le caviglie, le dita delle mani e dei piedi e dover mettere in scena una storia così cruda di una persona realmente esistita, non frutto della fantasia di uno sceneggiatore, ma che viveva a pochissimi chilometri da casa mia non è stato facile. Le riprese sono durate quindici giorni e si sono svolte a Polverigi, in provincia di Ancona. C’era la fatica fisica ed emotiva, la corsa contro il tempo che ti affaticava di più ma è uno dei film più importanti al momento realizzato per ridare dignità e giustizia a una ragazza martoriata sui giornali, dai media, dall’opinione pubblica”.
Ha debuttato alla regia con il corto “Sufficiente”, che ha riscosso grande successo, è stato presentato alle Giornate degli Autori a Venezia e le è valso il Nastro d’Argento, seguito da “Coriandoli”. Che esperienza è stata passare dietro la macchina da presa?
“E’ stato molto bello ma è nato tutto per caso. A me il cinema piace a 360 gradi, ho lavorato anche come acting coach. Essendo affamata di conoscenza mi sono iscritta a questo corso di regia e produzione cinematografica come allieva alla Scugnizzeria. Alla fine dell’anno accademico bisognava preparare questo saggio e quando il produttore Gian Roberto Pinto mi ha proposto di fare la regia insieme ad Antonio Rocco all’inizio ero spaventata ma poi mi sono tranquillizzata e ho cercato di mostrare le competenze acquisite. Mai avrei pensato che Sufficiente mi avrebbe regalato tutte queste soddisfazioni. E’ stato presentato ovunque, anche a Venezia alle Giornate degli Autori, poi è arrivato il Nastro d’argento ed ero convinta che fosse uno scherzo perchè mi sembrava irreale e quindi è stato ancora più emozionante riceverlo. Mi ha dato la carica per fare un secondo corto, Coriandoli, che è stato premiato al Baff. Questi due lavori sono nati con i bambini della Scugnizzeria, che sono i protagonisti e hanno preso tantissimi premi, ciò significa che sono bravi ed è gratificante poter far conoscere i nostri allievi”.
In quali progetti sarà prossimamente impegnata?
“C’è un progetto che riguarda la letteratura, e poi il primo lungometraggio da regista. Sto prendendo il tempo necessario per far sì che possa essere tutto pronto, stiamo scrivendo la sceneggiatura e immaginando quello che succederà”.
di Francesca Monti
credit foto Sabrina Cirillo
Si ringrazia Virginia Maresca e Pamela Menichelli
