SANREMO 2024 – Diodato in gara con “Ti muovi”: “Questa canzone rappresenta un momento della mia vita in cui credo fortemente nella musica”

Dopo la vittoria nel 2020 con “Fai Rumore”, Diodato torna in gara alla 74esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Ti muovi”, scritto e composto dallo stesso artista, che ne firma anche la produzione artistica con Tommaso Colliva.

Una ballad intensa che esplora le emozioni dell’animo umano e che esprime tutta l’introspezione del cantautore che, attraverso il perfetto connubio tra il suo stile di scrittura profondo e il suo sound coinvolgente e ricco di autenticità, vuole rappresentare metaforicamente un cammino per esplorare i sentimenti più nascosti che plasmano e condizionano il percorso alla ricerca di sé. Un viaggio interiore capace di raccontare le verità più intime, lasciarsi guidare dai moti dell’anima e catturarne ogni essenza.

“Si torna al Festival e devo dire che sono molto felice. Sento una bellissima vibrazione che nasce proprio da questa canzone. Vengo da anni splendidi in cui sono stato in giro per il mondo a suonare e ho capito quanto la musica sia una compagna di vita e un mezzo per ampliare una visione e conoscere cose lontane da me. Questa canzone nasce dalla volontà di immergersi in questo flusso emozionale. Ho ascoltato delle storie di amici cari e nel loro vissuto c’erano parecchi punti comuni e ho capito che questo pezzo, che avevo solo iniziato ed era rimasta lì come un seme ancora da piantare, mi stava chiamando. Mi sono chiuso in casa e ho provato a realizzare ciò che si muoveva dentro di me, poi ho cominciato a registrare nel mio studio e piano piano questo brano è cresciuto sempre di più fino ad arrivare alla parte strumentale con questi archi e ho sentito l’esigenza di andare altrove e poi abbandonarmi a queste sensazioni. Ho una tastiera in casa in cui riproduco i suoni e ho scritto questa parte di archi importante che è stata la luce che stavo cercando e mi ha portato alla conclusione di questo piccolo viaggio”.

Da lì la decisione di portare “Ti muovi” al Festival di Sanremo 2024: “Sentivo un trasporto molto forte e ho pensato che su quel palco avrebbe potuto raccontare molto di quello che umanamente sto vivendo. Sono felice di presentarmi con un pezzo scritto totalmente da me raccontando le mie fragilità, i miei valori, le mie mancanze”.

Diodato sale sul palco dell’Ariston per la quarta volta dopo la partecipazione nel 2014 con il brano “Babilonia”, nel 2018 con “Adesso” insieme al trombettista Roy Paci, dopo esser stato ospite nel 2019 nella serata cover con Ghemon e i Calibro 35 sulle note di “Rose Viola” e dopo aver trionfato nel 2020 con “Fai Rumore”: “Ho un bellissimo ricordo dell’esperienza sanremese, ho vinto il Festival nel 2020, quando ero abbastanza preparato e mi ha aiutato a crescere. Ho cercato quindi di tornare in gara con una foto veritiera di quello che sono oggi. Mi piacerebbe riuscire a godermela appieno perché con le privazioni avute si è intensificata la voglia di rappresentare le emozioni umane. Questa canzone rappresenta un momento della mia vita in cui credo fortemente nella musica e di grandissima condivisione con tante persone e anche di trasformazione. Sono stati anni di grande liberazione, di apertura e anche di trasformazione della mia musica”.

Al Festival di Sanremo, nella serata del venerdì dedicata alle cover, Diodato canterà “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De Andrè, insieme a Jack Savoretti: “È una canzone per me importantissima, è stato il mio grande amore con De André e il punto di contatto. Ci ho messo un po’ per capirla davvero perché era molto distante da me. L’ho cantata con la chitarra e ho cercato di farne una versione molto rock. Dieci anni fa è stata scelta per la colonna sonora di “Anni Felici” di Daniele Luchetti ed è stata una sorpresa. Ero un cantante emergente e questa canzone mi ha permesso poi di partecipare al mio primo Festival di Sanremo che era condotto da Fabio Fazio. Scrissi “Babilonia” e venne scelta tra le otto Nuove Proposte. Ricorrono poi i 25 anni dalla scomparsa di De Andrè e mi sembrava un bel modo per omaggiarlo e per raccontare un viaggio che nella mia testa abbiamo fatto insieme. Ho subito pensato di coinvolgere Jack Savoretti con cui ho interagito parecchio negli ultimi anni e ho sentito che c’era una giusta interazione. L’ho contattato, essendo poi anche di origini genovese, ed ha accettato subito con entusiasmo”.

Attualmente Diodato è nelle sale cinematografiche con il brano “La mia terra”, parte della colonna sonora del film Palazzina Laf, diretto da Michele Riondino con cui condivide la direzione artistica dell’Uno Maggio Taranto Libero e Pensante. Il brano, inoltre, è candidato al Ciak D’Oro per la categoria Miglior Canzone Originale.

“Sono felicissimo per Michele e spero sia l’inizio di una lunga serie di premi che merita per la delicatezza, l’intelligenza e la forza che ha messo in questo film. Da lui mi aspettavo una storia legata alla passionalità invece ha parlato di una cosa che è la madre dei problemi che viviamo nella nostra terra. Sono onorato di aver avuto la possibilità di cantare una canzone che affronta questo tema mettendoci anche il mito della fondazione di Taranto, unito al mio viaggio personale, perché ho vissuto tanto in giro e poi sono tornato nella città di mia madre e ho scelto la mia terra e ho iniziato a lottare al fianco di Michele per mettere in luce quello che non funziona. È un film non solo importante ma anche sorprendente”.

A breve uscirà anche un nuovo album: “Qualche giorno fa sono entrato alle Officine Meccaniche e con la mia band ho deciso di registrare in presa diretta quelle canzoni che nei live sono state protagoniste ma hanno avuto meno luce nei dischi, proprio per fotografare quelle sensazioni. Sono brani editi ma in una versione inedita e ci sarà anche qualche sorpresa. E’ un disco in studio ma spero sia un corpo vivo. Vorrei non avere più nessun confine tra quello che sono e quello che faccio”.

di Francesca Monti

credit foto Alessio Albi

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