BigMama, dopo aver portato in gara al Festival di Sanremo 2024 il brano “La rabbia non mi basta”, è intervenuta all’Assemblea generale delle Nazioni Unite per portare il suo messaggio contro il bullismo e il body shaming, davanti ad una platea di duemila liceali venuti da tutto il mondo, nell’ambito del programma di formazione Global Citizens Model United Nations.
“Per tutta la vita mi hanno fatto credere di essere completamente sbagliata. Il mio fisico faceva in modo che la gente mi valutasse come “non abbastanza” prima ancora di conoscermi. Una persona grassa, nell’immaginario degli altri, è una persona svogliata, pigra, non intelligente, che non ha voglia di migliorare. Per una persona come me, sognare era inutile. Vengo da un paese molto piccolo con una mentalità altrettanto piccola. Ho dovuto sopportare anni di bullismo, verbale e fisico. Ogni giorno della mia infanzia e adolescenza lo ricordo pieno di parole di odio. Ho cercato per anni di evitare la sofferenza stando in silenzio. La prima risposta è stata la rabbia. A 13 anni ho scritto il mio primo pezzo, Charlotte, un rap che parla di suicidio e autolesionismo e per tre anni l’ho tenuto tutto per me. BigMama è nata quando ho avuto la forza di metterlo su YouTube”, ha raccontato l’artista parlando anche della malattia, un linfoma di Hodgkin, che ha fortunatamente sconfitto.
“È la musica ad avermi salvata. Sono guarita e quel periodo, il più buio della mia vita, mi ha insegnato finalmente che mi merito il primo posto, che se non amo me stessa nessuno lo fa al posto mio, che se non salvo me stessa nessuno lo farà per me. Credere nei propri sogni salva”, ha concluso BigMama che l’8 marzo pubblicherà il nuovo disco “Sangue”.
