Màkari 3 – Intervista con Domenico Centamore: “Piccionello è un uomo libero, fuori dagli schemi e questa sua caratteristica mi piace molto”

“Il mio personaggio è cresciuto tanto, è più presente in questa terza stagione, aiuta maggiormente Lamanna nelle indagini e sarà anche alle prese con l’amore”. Domenico Centamore veste i panni del simpatico e generoso Peppe Piccionello nella serie di grande successo “Màkari”, tratta dalle opere di Gaetano Savatteri, per la regia di Monica Vullo e Riccardo Mosca, prodotta da Palomar in collaborazione con Rai Fiction, in onda su Rai1 la domenica sera.

Piccionello è la vera colonna di Màkari, indossa infradito, pantaloni corti e magliette strambe, è portatore di una saggezza popolare che alla fine ha sempre la meglio sulla cultura sofisticata di Saverio (Claudio Gioè) ma al contempo è un uomo libero e moderno. La sua amicizia, la sua generosità e la sua sincerità saranno fondamentali per il percorso di “rinascita” di Lamanna, non meno dell’amore di Suleima (Ester Pantano).

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credit foto Valentina Glorioso

Domenico, in “Màkari” interpreta Peppe Piccionello, che evoluzione avrà il suo personaggio nel corso della terza stagione della serie dove lo vedremo anche alle prese con l’amore?

“Questa è una delle novità più belle, perchè Piccionello innamorato non si era ancora visto. Nella terza stagione esce fuori la tenerezza che c’è in lui, ma è anche detective, in quanto aiuta Lamanna ancora di più nelle indagini, sempre con il suo modo rocambolesco e buffo. Claudio ed io siamo un po’ Starsky & Hutch. E poi è alle prese con le turbe amorose di Saverio, perchè fanno ritorno due sue ex e inoltre c’è Michela, questa professoressa interpretata da Serena Iansiti, che si innamora di lui e a Màkari arriva anche Giulio (Eugenio Franceschini), l’ex di Suleima. Piccionello deve quindi sbrogliare la matassa. Il mio personaggio è cresciuto tanto, è più presente, cerca di sistemare le cose ed è preso dal suo innamoramento”.

E’ molto interessante, secondo me, anche la contrapposizione tra Piccionello, portatore della saggezza popolare, e Saverio che incarna invece una cultura più “alta”…

“E’ merito della bravura di Gaetano Savatteri che è riuscito a creare questi personaggi, entrambi siciliani puri, ma che incarnano questa diversità. Molte volte trovi uomini tipo Lamanna che sono stati tanti anni al Nord e poi sono tornati a vivere in Sicilia e snobbano un po’ le tradizioni, mentre invece per me, come per Piccionello, la memoria è fondamentale, così come la saggezza popolare. Non bisogna mai dimenticare da dove sei partito. Ricordo che quando ero un ragazzino c’erano le persone anziane che ci raccontavano i proverbi siciliani ed era come fare una lezione di filosofia in modo amatoriale, la loro saggezza era il nostro insegnamento”.

Qual è la tradizione siciliana a cui è più legato?

“Quando ero piccolo ricordo che il quartiere diventava una famiglia. Verso le 17,30 – 18 in estate i vicini di casa si sedevano ognuno davanti alla porta della propria abitazione e si chiacchierava, noi ragazzini giocavamo in strada e per me era un atto d’amore. Io vivo ancora nel mio paese ma oggi a volte non conosciamo nemmeno chi abita vicino a noi, perchè la vita è frenetica e io stesso viaggio molto per lavoro. Spesso incontro persone che mi conoscono da sempre e dicono ‘na vota i vicini de casa erano megghiu dei parenti, ed è la verità, purtroppo questa tradizione si è un po’ persa ed è un vero peccato. Certo, a volte qualche amico poteva diventare invadente, un po’ come Piccionello, c’erano dei vicini che piombavano a casa di mia nonna senza preavviso, ma c’era una condivisione di cui sento la mancanza”.

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credit foto Valentina Glorioso

Per Piccionello l’amicizia è importantissima, per lei che valore ha?

“Ho la fortuna di avere due amici che conosco da almeno 45 anni, siamo cresciuti insieme e ancora oggi pur facendo lavori diversi riusciamo a vederci, organizziamo delle cene. Per me è un sentimento importante. In certi momenti della tua vita l’amico, se è quello giusto, è fondamentale perché ti conosce meglio di tutti. Ho due figli e noto che invece tra i giovani l’amicizia è un po’ ballerina, mentre una volta facevi il tuo percorso insieme agli amici fino a diventare adulti. Per Piccionello l’amicizia è tutto, per questo dico che io e lui siamo ormai una sola anima. E’ bello per un attore trovare un personaggio dove rivedi tante cose di te. Diciamo che mi sono piccionellizzato”.

Qual è la caratteristica di Piccionello che apprezza maggiormente?

“Piccionello indossa le infradito, i pantaloncini e le magliette con scritte particolari, ed è un uomo libero, questo è un aspetto importante, soprattutto in Sicilia. E’ fuori dagli schemi e per me è una vittoria, perché in questo periodo essere liberi non è così scontato in molte parti del mondo”.

Tra le novità di questa terza stagione della serie c’è la regia di Monica Vullo e Riccardo Mosca…

“Mi sono trovato benissimo, sono stati bravissimi, molto professionali e rispettosi. Non è semplice entrare in un prodotto già confezionato, di cui erano state fatte due stagioni. Hanno lavorato con me, con Claudio, con il cast in modo veramente notevole. Monica e Riccardo insieme funzionano alla grande, hanno dato anche nuova linfa a questa serie e spero avremo modo di girare con loro le eventuali prossime stagioni”.

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credit foto Fabio Florio

Ci racconta qualche aneddoto divertente avvenuto sul set?

“Claudio è un grande professionista, è una macchina da guerra sul set, è perfetto, bravissimo, mentre io ogni tanto sono un po’ più nervosetto, quindi capita che quando andiamo a fare le prime prove magari sbaglio qualche battuta. Allora lui con il suo modo di fare alla Saverio Lamanna mi guarda e dice “e dai, non hai studiato, non la sai” e io rispondo “l’ho studiata la battuta, aspetta e te la dico”. E ridiamo. Inoltre Claudio è bravissimo a guidare la Mehari, che non è semplice da portare, e quando tocca a me ogni tanto vado in difficoltà e mi prende in giro. Ti racconto un aneddoto: la prima settimana di riprese della prima stagione è venuto a trovarci sul set Gaetano Savatteri e ci ha invitato a cena. Claudio cerca di seguire un’alimentazione sana, a me invece piace mangiare, era la prima volta che cenavamo con lui, Gaetano ci guardava e ad un certo punto ha detto che non potevano scegliere interpreti migliori per Lamanna e Piccionello perchè li incarnavamo alla perfezione. Tra l’altro ci sono anche delle analogie con i nostri personaggi. Claudio ad esempio è tornato a vivere a Palermo dopo 27 anni e tre giorni dopo lo hanno chiamato per fare il provino per Saverio Lamanna che era un giornalista che era rientrato in Sicilia per ricucire quello che era successo in passato. Io e Gioè ci conosciamo dal 1999, da quando abbiamo girato il film I cento passi, c’era un’amicizia pregressa e da tempo avremmo voluto fare una commedia insieme. Credo che il successo di “Màkari” derivi anche dalla nostra compatibilità”.

Cosa hanno aggiunto Màkari e il personaggio di Piccionello al suo percorso artistico e umano?

“Sono riuscito a coniugare il lato comico con quello dolce e tenero di Piccionello, che appartiene anche a me. La mia carriera è iniziata con I cento passi, con un ruolo bello ma drammatico e poi ho interpretato dei mafios, come Balduccio Di Maggio ne “Il Divo”, Brusca ne “Il Capo dei Capi”, personaggi che non sono nella mia natura, finchè Ficarra e Picone mi hanno chiamato per “La matassa” in cui è emersa tutta la mia verve comica. Alla fine del percorso, dopo quasi 24 anni, ho recitato la prima scena in cui Piccionello bacia una ragazza e con lui ho chiuso il cerchio”.

Un ruolo che le piacerebbe interpretare…

“Il mio sogno è interpretare un personaggio comico al cinema in una bellissima commedia all’italiana”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnato?

“Ho terminato le riprese di un film dal titolo provvisorio Svenduti con la regia di Luca Barbareschi che parla dell’isola di Filicudi, a marzo inizio a girare un’opera prima… e poi speriamo nella quarta stagione di Màkari, una serie tv che racconta finalmente una Sicilia bella, fuori dagli stereotipi, moderna, e mostra i luoghi meravigliosi della nostra terra”.

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Nella precedente intervista che abbiamo realizzato ci aveva raccontato che tra le frasi scritte sulle magliette di Piccionello le sue preferite erano “Beddu & Siculo” e “Fico d’India ma soprattutto fico” per la prima stagione e “New Old Sicily l’antico è moderno” per la seconda. E per la terza?

“Kiù longa è la penzata, kiù grossa è la minkiata”, cioè più pensi ad una cosa e più sbagli. E’ la frase scritta sulla maglietta che Piccionello indossa nella prima puntata della terza stagione quando arriva a scuola e Saverio e si ferma a parlare con i ragazzi”.

di Francesca Monti

credit foto Fabio Florio

Si ringrazia Viviana Ronzitti

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