Intervista alla cantautrice Laura Benvenuti: “Il mondo femminile quando è unito può davvero spostare paradigmi e visioni”

Dopo il successo della presentazione di “Oracoli” (il suo ultimo lavoro in studio, targato La Stanza nascosta Records) al teatro degli Atti di Rimini, Sms News Quotidiano ha incontrato la cantautrice riminese Laura Benvenuti, che sarà prossimamente protagonista della fortunata rassegna canora “Because the night”.

La rassegna, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi, é volta alla promozione del cantautorato femminile indipendente, troppo spesso ingiustamente oscurato.

Laura Benvenuti ci prende per mano e ci conduce, in questa intervista, in una dimensione umana e artistica profonda e percorsa da un afflato spirituale.

Partiamo dal titolo del suo ultimo lavoro in studio, “Oracoli”, e dalle valenze che assume…c’è spazio per un’autorità esterna e infallibile nel suo universo umano e artistico?

“Esistono figure di riferimento che sono state necessarie per la mia crescita umana e artistica. Maestri che mi hanno guidata nel riconoscere il valore di un riferimento interiore vero e autentico. Franco Battiato per esempio, che con il suo inno alla ricerca di un “un centro di gravità permanente” mi ha stimolato fin da giovanissima nel cercare un percorso capace di intrecciare l’arte con la spiritualità.  E poi il grande Jodorowsky con i suoi libri e film visionari alla scoperta di dimensioni libere da schemi e retorica. La poesia del grande Federico Fellini, che mi ha tanto ispirata nell’incontro tra arte, natura e il valore delle mie radici. Sono molto grata anche ai maestri che ho incontrato, che oltre ad avermi fatta crescere artisticamente mi hanno sempre riportata al centro della mia vera essenza anche a costo di non uniformarmi e quindi di rimanere “di nicchia”. Mai nessuna forzatura, solo ricerca del vero sé nella voce e nella musica”.

A proposito del videoclip che accompagna il suo ultimo singolo, “Alma Gèmea”, si legge nella nota stampa: ”Il videoclip, firmato da Enrico De Luigi, è quasi un atto psicomagico jodorowskiano, un macramè dalla intensa connotazione evocativa e simbolica”. Condivide con Jodorowsky l’idea del potere terapeutico dell’immaginazione?

“Assolutamente sì. Ho avuto la possibilità di lavorare in presenza con Jodorowsky e ho sperimentato sulla mia pelle quanto sia potente la “visione” di sé e dell’altro liberata dal carico emotivo e dagli schemi che ci si “appiccicano” addosso fin da bambini, condizionandoci l’esistenza”.

Recentemente ha presentato “Oracoli” al Teatro degli Atti di Rimini. Vuole regalarci qualche suggestione della serata?

“La parola che rende meglio è “fusione”. Mi sono sentita “Uno” con i musicisti che erano con me sul palco, con il pubblico e soprattutto con il mio “centro di gravità permanente” (sempre per tornare al punto di partenza). Eravamo tutti insieme tra le braccia della musica e del divino”.

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Prossimamente sarà ospite della rassegna “Because the night”, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi, con la finalità di accendere un faro sul cantautorato indipendente al femminile. C’è ancora bisogno di queste manifestazioni per colmare il gender gap nella musica? Penso anche a  “Eco di Donna Evolution”, rassegna alla quale ha preso parte in passato…

“Sono molto felice di portare Oracoli all’interno di una rassegna dedicata alla musica d’autrice e sono grata a Marian Trapassi per l’invito e per questa importante iniziativa. Sono grata anche a Chiara Raggi che mi ha invitata, con il primo disco, alla prima edizione di Eco di Donna Evolution. Il mondo femminile quando è unito può davvero spostare paradigmi e visioni. Per questo, spesso, siamo tenute ai margini, se non per abbellire la scena, un po’ come si fa con gli zuccherini sulla torta. Per fortuna esistono “realtà alternative”, come canto in Oracoli”.

In generale è molto difficile in Italia proporre dal vivo degli inediti, mentre le riletture di brani famosi sono accolte con maggiore entusiasmo. A suo avviso, da che cosa può dipendere questo fatto?

“Una delle ragioni principali risiede nella mancanza di curiosità. Per fortuna esistono alcune realtà che ancora sostengono i cantautori anche meno noti e ne ho avuto la conferma proprio dopo la presentazione di Oracoli. Il gestore di un locale chiamato la Rimbomba a Bertinoro, nell’entroterra forlivese, è appositamente venuto ad ascoltarmi pur non conoscendomi per poi invitarmi a suonare nel suo locale. Ho trovato questa apertura uno spiraglio di luce in mezzo a questa buia narcolessia artistica ed esistenziale generalizzata”.

già usata sui social

Tre artisti (in musica) secondo lei sottovalutati?

“Restando in Italia penso a chi vorrei sentire in radio: Nicolò Fabi, Patrizia Laquidara, Cristina Donà”.

Il libro che ha sul comodino in questo momento?

“Il Codice dell’Anima di James Hillman”.

Rispetto a “Un’idea” (Autoproduzione, 2017) quanto è cambiata Laura Benvenuti, umanamente e artisticamente?

“E’ cambiata tanto sotto diversi punti di vista. Un’idea racchiude un’urgenza artistica che ha preso il sopravvento sulla produzione vera e propria. Un po’ come scrivere un tema di getto per la paura di non avere altro tempo per poterlo fare. Oracoli invece nasce dopo un lungo periodo introspettivo dove la dimensione del tempo è cambiata totalmente. Mi sono presa tutto lo spazio necessario per approfondire e scoprire nuove soluzioni artistiche e per scrivere del mio viaggio verso un ritrovato “centro di gravità permanente””.

Un rimpianto e un desiderio…vuole dirceli?

“Il rimpianto è quello di non essermi diplomata in pianoforte nel corso dei miei studi classici. Il desiderio è quello di restare sempre fedele (soprattutto sul palco) a quella saggia e amorevole guida interiore capace di farmi portare attraverso la musica un po’ di pace e amore a questo mondo che va sempre più di corsa e sempre più in contrasto. Grazie!!!”.

di Clara Lia Rossini

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