Intervista con Carlotta Natoli, protagonista della serie comedy “Il Santone 2 – #lepiùbellefrasidioscio”: “Teresa è una donna dai sani principi e una Santona autentica”

“Il mio personaggio inizia ad indossare il mundu e a fare quello che non avrebbe mai pensato, poiché non è nel suo stile, è frastornata da questa situazione ma è anche appassionata e verace”. Carlotta Natoli è la protagonista assoluta nei panni di Teresa Baroni, la Santona, della seconda stagione della serie comedy RaiPlay Original “Il Santone 2 – #lepiùbellefrasidioscio”, diretta da Laura Muscardin e ispirata a Oscio, il celebre personaggio creato da Federico Palmaroli, disponibile in esclusiva su RaiPlay dal 19 aprile, prodotta da Stand By Me in collaborazione con Rai Fiction.

La storia inizia a un anno dalla scomparsa del Santone: ad assumere inaspettatamente la “guida spirituale” di Centocelle e a indossare il mundu di Enzo (Neri Marcorè) sarà proprio sua moglie Teresa, che non ha perso il suo piglio forte, sincero e gentile. Rimasta sola con la figlia Novella (Beatrice De Mei) che vorrebbe lasciare il quartiere e trasferirsi all’EUR ed è ancora legata sentimentalmente a Mirko (Claudio Segaluscio), si fa in quattro per portare i soldi a casa e mantenere due lavori. Donna, madre e ora Santona, Teresa dovrà lottare per affermarsi nel quartiere contro The Only Oscio (Francesco Paolantoni), uno pseudo santone di origine napoletana che intende sfruttare Centocelle per pagare i suoi debiti con la malavita. A complicare la situazione, il ritorno della pugliese Cosima (Rossella Brescia), pronta a rivestire i panni del suo alter ego Jacqueline, agguerrita agente dello showbusiness, dopo un’infelice parentesi agreste nelle sue terre natali.

In questa intervista, con la consueta disponibilità, generosità e simpatia, Carlotta Natoli ci ha parlato del suo personaggio, del suo rapporto con i social, ma anche di teatro e dell’importanza per un’attrice di spaziare tra mondi artistici diversi per andare a scoprire nuovi spazi e pensieri.

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Carlotta, in “Il Santone 2 – #lepiùbellefrasidioscio” torna a interpretare Teresa Baroni che prende il posto di suo marito Enzo come Santona di Centocelle…

“E’ una seconda stagione ma in realtà è una capriola sulla prima nel senso che è come se fosse una nuova serie, nella quale le donne prendono più coraggio e hanno un ruolo centrale e c’è inoltre l’arrivo di una new entry, The Only Oscio, interpretato da Francesco Paolantoni, che proviene da Napoli, da fuori porta, e pretende di essere la reincarnazione di Enzo (Neri Marcorè) a Centocelle, che è una specie di grande condominio dove le persone sono molto solidali tra loro. Questo arrivo è vissuto male da Teresa che, complice il mundu che come in tutte le storie dei supereroi dà qualche potere alla Santona, inizia ad indossare queste vesti e a fare, secondo il suo carattere ovviamente, quello che non avrebbe mai pensato, poiché non è nel suo stile. E’ frastornata da questa situazione ma è anche appassionata e verace. La romanità è sintomo in certi casi di veracità, quando appartieni ad un posto il dialetto ti fa essere più autentico, ed è un aspetto che la serie prende in considerazione”.

Teresa si ritroverà a lottare contro The Only Oscio per affermarsi nel suo quartiere…

“Uno dei temi della serie a me caro è la maschera e l’autenticità. La domanda è: qual è il vero santone? The Only Oscio che è maschio, è un cialtrone, ma a cui tutti sentono l’esigenza di credere, o Teresa, che è una donna e una santona autentica? Mi sono divertita da morire a fare questo combattimento con Francesco Paolantoni che è simpaticissimo, un grande professionista e una bravissima persona. E poi c’è Jacqueline (impersonata da Rossella Brescia), un’altra maschera ma anche un personaggio da cui traspare una certa veracità”.

C’è inoltre un contrasto generazionale tra Teresa e sua figlia Novella che è un’influencer. Qual è il suo rapporto con i social?

“Io sono una boomer totale anche nella vita, non so fare alcune cose, non conosco nulla di quel mondo così come Teresa non comprende quello di Novella, ma ci sono le relazioni umane, quindi il problema di una figlia adolescente che vuole fare l’influencer mentre il mio personaggio non capisce minimamente di cosa stia parlando. Dal mio punto di vista personale penso che i cellulari abbiano distrutto la vita a tutti, infatti se da domani si potesse tornare a quando non li avevamo avremmo tutti un attacco di panico perchè è un riempitivo pazzesco, anche sul set nei lunghi momenti di pausa, mentre prima si leggeva e si riposava”.

Sicuramente con l’avvento della tecnologia si è persa la comunicazione diretta e anche l’importanza dell’ascolto degli altri…

“C’è un aspetto democratico legato ai social ma è tutto di facciata, quindi non è che si riesca davvero ad approfondire delle questioni, magari ce ne sono alcune che sono anche interessanti, ma poi quali sono i luoghi dove si va a discutere? E questo è un dramma per la democrazia. I social sono strumenti che danno una democraticità perchè apparentemente ognuno dice quello che vuole e arriva qualunque contenuto ma poi rimane lì perchè non può essere esplorato ed elaborato, quindi è un mondo di superficie pericoloso. Visto che stiamo vivendo un periodo di crollo delle democrazie penso si debba fare una bella riflessione”.

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“Il Santone 2 – #lepiùbellefrasidioscio” è una serie ironica ma che, come dicevamo poco fa, affronta dei temi molto importanti e attuali legati alla nostra società …

“I temi sono tanti, quelli del genere, dei social, della necessità di avere una guida a tutti i costi, qualunque essa sia, che dia delle risposte esemplari, ma anche il tema di unirsi per il bene del quartiere, come fa Teresa che vuole lottare insieme agli altri e per gli altri. E’ uno stimolo a riflettere. Tutti i personaggi poi sono alla ricerca di soldi perchè non li hanno, o sono perseguitati dalla legge o da qualcuno o perchè, come Jacqueline, provengono da un’estrazione sociale bassa e vogliono raggiungere un range superiore. A Teresa invece non interessa il dio denaro, perchè ha sani principi e mette i soldi a disposizione della comunità. Una persona che fa il proprio dovere magari è più santona di tante altre”.

Tra le frasi dette da Teresa durante i vari consulti in qualità di santona c’è “tra uomo e donna non c’è comunicabilità”. E’ d’accordo con questa affermazione?

“Teresa dice questa frase in un consulto nel senso di “mettici una pietra sopra, accetta profondamente la differenza, certe cose un uomo non le può capire, e noi donne non possiamo capire gli uomini, possiamo provare a venirci incontro ma siamo due mondi diversi platealmente”. Sì, io credo in questa affermazione”.

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C’è una frase tra quelle dette da Teresa che le è rimasta maggiormente impressa?

“Teresa ne dice talmente tante e in più abbiamo girato la serie l’estate scorsa che non le ricordo tutte (sorride). Però ad esempio mi faceva ridere “sono una madre, sono una donna, sono santona” … Nel periodo storico in cui abbiamo al potere una donna a destra e una a sinistra, a Centocelle c’è la santona che non è né di destra né di sinistra”.

C’è una persona in particolare che nella sua vita è stata per lei una guida importante?

“La guida più importante è stato sicuramente mio padre (l’attore e regista Piero Natoli), che volontariamente o meno mi ha fatto scegliere questo mestiere, o forse sono stata scelta perchè il primo film, “Con…fusione”, l’ho girato con lui quando ero piccola, quindi ricordo le cose che mi diceva. Poi ho avuto tanti insegnanti, americani soprattutto, però diffido molto delle guide uniche. Secondo me è bene avere un pool di punti di riferimento, un buon magistrato, un buon attore, un insegnante, un genitore”.

L'anatra all'arancia_Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli

Ha girato l’Italia con lo spettacolo teatrale con la regia di Greg “L’anatra all’arancia”, insieme ad Emilio Solfrizzi, interpretando Lisa. Che esperienza è stata?

“E’ stata un’esperienza bellissima sia artisticamente che umanamente ma al contempo molto impegnativa in quanto abbiamo attraversato tutta l’Italia. E’ chiaramente un teatro lontano da ciò che mi è capitato di fare finora, penso ad esempio a Tante facce nella memoria di Francesca Comencini che racconta, attraverso le loro parole, sei storie di donne partigiane e non che nel 1944 vissero l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Tra l’altro è stato portato sul grande schermo ed è andato in onda su Rai Storia il 16 aprile. L’anatra all’arancia è un classico, un vaudeville, per cui è difficile rimetterlo in scena ed è stata una grande impresa anche per me, in quanto volevo fare qualcosa che mi portasse fuori dalla comfort zone. Io penso che un attore debba spaziare tra generi e mondi artistici, non mi piacerebbe essere definita l’attrice del cinema d’autore o quella comica, il nostro compito è andare a scoprire nuovi spazi e pensieri. Questa tournée mi ha portato a riflettere su molte cose, a prendere coscienza di alcune mie caratteristiche che non conoscevo”.

Ricollegandomi a quanto ha appena detto, c’è un’esperienza artistica che ancora non ha fatto e che le piacerebbe intraprendere pensando alla possibilità di scoprire nuovi aspetti di sè?

“Ci sono tante cose che vorrei ancora fare, a volte anche il destino ti mette di fronte delle possibilità. Come diceva mia nonna “la vita è una fregatura ma se sei brava quando arriva la fortuna acchiappala”. Se riesci a non avere paura e ad avere curiosità queste occasioni ti permettono di esplorare territori sconosciuti. Mi piacerebbe lavorare per il civile, per la società, penso a varie operazioni che si potrebbero fare, ho tantissime idee”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Sicuramente nella prossima stagione ci sarà la ripresa de “L’anatra all’arancia”, con il quale saremo in  Puglia, in Campania, a Milano, e poi ci sono degli altri progetti in via di definizione di cui non posso ancora parlare”.

di Francesca Monti

credit foto Severine Queyras

Si ringrazia Andrea Grandi

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