A Speciale TG1 “Ciak, si gira (il mondo)”

E’ stato girato da Valerio Cataldi, Marco Clementi, Nicoletta Manzione, Claudio Pagliara, Rino Pellino e Marco Varvello, tutti corrispondenti RAI all’estero lo Speciale TG1 intitolato “Ciak, si gira (il mondo)”, in onda domenica 21 aprile alle 23.30 su Rai 1. Un viaggio intorno al mondo alla scoperta delle industrie cinematografiche mondiali.
La fabbrica dei sogni, un’industria che cresce a livello globale, in netta ripresa dopo la battuta d’arresto della pandemia, con ricavi attesi entro il 2030 superiori ai 92 miliardi di dollari. E se quello statunitense rappresenta ancora il mercato e la fonte di produzione principale, la Cina lo tallona sempre più da vicino mentre crescono nuove realtà come Africa e Turchia.
A Speciale Tg1, con i corrispondenti della Rai, un viaggio nel mondo del cinema alla scoperta di realtà sorprendenti e sconosciute, nuove tendenze e nuove modalità di consumo. Negli Stati Uniti l’Intelligenza Artificiale rischia di rimpiazzare maestranze, registi e attori che per difendersi sono scesi 4 mesi in sciopero, ottenendo qualche tutela. In Cina, il cinema dei grandi numeri  ha “rubato” i segreti di Hollywood e ora viaggia con le proprie gambe, anche nei contenuti, tra storie del passato e visioni di futuro, e nuovi format per i social media. La solida realtà della Gran Bretagna, uno dei maggiori paesi al mondo nel settore: gli studios hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo, con un ritmo di crescita del 4% ma non ancora ai livelli pre-pandemici. L’exploit della Turchia, ormai terzo esportatore al mondo di serie televisive di successo, e la difficile ripresa del cinema egiziano dal declino che è seguito alla gloria degli anni ’50, a causa della censura, dei tabù e dei difficili rapporti nel mondo arabo. E se in Francia si assiste all’esplosione dei talenti femminili nel cinema e a una nuova ondata del #metoo, il cinema tedesco vede alla ribalta nuove generazioni dopo gli anni del grande cinema d’autore di Wenders, Von Trotta, Fassbinder e tanti altri. Una realtà tutt’altro che marginale in Africa: dopo l’esplosione di Nollywood, l’industria cinematografica nigeriana, terza al mondo dopo Hollywood e Bollywood, anche in Kenya il cinema è diventata la principale fonte di reddito impiegando il 4,5% della forza lavoro del Paese facendo nascere scuole di alto livello e società di produzione.

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