Dopo il successo de “Il Compleanno” di Harold Pinter nella passata stagione, il grande regista tedesco Peter Stein dirige una straordinaria compagnia mettendo in scena “Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov”, che ha debuttato in Prima Nazionale lo scorso 10 maggio al Teatro Biondo di Palermo e sarà in scena al Menotti dal 23 maggio al 9 giugno.
Stein ritorna ad uno dei suoi autori di riferimento creando una non consueta modalità produttiva artistica attorno ad un gruppo di attori e collaboratori, per una continuità creativa collettiva di notevole spessore. Stein ha scelto L’ORSO, I DANNI DEL TABACCO, LA DOMANDA DI MATRIMONIO e per l’interpretazione MADDALENA CRIPPA, ALESSANDRO AVERONE, GIANLUIGI FOGACCI, ALESSANDRO SAMPAOLI, EMILIA SCATIGNO e SERGIO BASILE che si alterneranno nelle varie pièce, che lo stesso Čechov non ancora trentenne definiva “scherzi scenici”: sono i drammi più piccoli del mondo… in generale, è molto meglio scrivere cose piccole che grandi: poche pretese e successo assicurato. Cos’altro? In realtà gli atti unici del grande autore russo sono stati rappresentati in tutto il mondo. Scritti tra il 1884 e il 1891 e ispirati alla commedia francese e al genere del vaudeville, molto alla moda in Francia ai tempi di Čechov, sono stati fonte di ispirazione e di studio per gli attori e gli scrittori di teatro e divertimento per intere generazioni di spettatori di tutte le lingue.

“La collaborazione con Emilio Russo è nata grazie a due attori, Alessandro Averone e Gianluigi Fogacci, che hanno chiesto di fare un altro spettacolo con me. Pinter era già una loro iniziativa ed è bello quando degli artisti ti danno un impulso. Čechov nei suoi testi inserisce elementi basilari della psicologia e dell’esistenza umana, è uno che odia le donne e nello stesso momento si innamora della donna che odiava prima. L’amore è un tema importante ma c’è anche ironia perché Čechov amava e odiava il teatro ed è bene avere sentimenti misti. Riusciva infatti anche a descrivere situazioni umane profonde”, ha esordito il maestro Peter Stein parlando poi nel dettaglio del nuovo spettacolo: “Dopo l’insuccesso delle sue prime due opere, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici, pieni di sarcasmo, di comicità paradossale, di stravagante assurdità e di folle crudeltà, e che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore. Nelle tre opere esemplari che presentiamo, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi, si ammalano, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.

Ne L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia, per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna, che lui arriva a sfidare a duello, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.
Ne I Danni del Tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco, ma, tra starnuti e attacchi d’asma, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.
Ne La Domanda di Matrimonio il futuro sposo, per timidezza e altre difficoltà fisiche, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda, e anzi si mette a litigare con lei, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.
L’estrema comicità, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo”.
Alessandro Sampaoli ha spiegato: “Io, Maddalena Crippa e Sergio Basile siamo parte del primo atto, L’orso, è la storia di un incontro che parte in un modo e finisce in un altro, parte dal respingimento e finisce con l’attrazione. Sono felice di essere parte di questo progetto dopo Il compleanno ed è una soddisfazione lavorare con il maestro che reputo ogni volta una scoperta e un arricchimento personale”.
Maddalena Crippa ha spiegato: “Sono felice di questa nuova avventura perché il teatro è un lavoro collettivo, di comunità che richiede conoscenza e arte. Il fatto che arriviamo da esperienze comuni genera un livello di fiducia profondo. Peter sa trattare il teatro di parola, perchè quando si va in scena la parola si deve sentire, affinchè ci possa essere uno sviluppo di sensazioni ed emozioni”.
Emilia Scatigno ha concluso: “Per me è un privilegio essere qui ancora una volta con Peter che ho avuto la fortuna di conoscere in un seminario. Grazie a lui ho capito quanto sia bello stare all’interno di un personaggio”.
di Francesca Monti
credit foto Tommaso Le Pera
