E’ su tutte le piattaforme digitali il secondo album di Wasichu, “L’Effetto della cifra di sinistra”, distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records del musicista e produttore Salvatore Papotto.
“L’Effetto della cifra di sinistra” arriva a distanza di quattro anni dall’esordio “Non è un disco per giovani”(La Stanza Nascosta Records, 2020).
In bilico tra folk, rock-blues, country e incursioni reggae (si ascolti “L’irriverenza”) “L’Effetto della cifra di sinistra” nasce come taccuino privato e diventa una sorta di caustico bignami di storture universali, vergato con deciso piglio autoriale.
Sms News Quotidiano ha incontrato il cantautore varesino.

L’avevamo intervistata in occasione del suo esordio, “Non è un disco per giovani”. “L’Effetto della cifra di sinistra” sembra riconfermare il suo mood sonoro nostalgico…
“Direi di sì… è la musica con cui sono cresciuto, che ha accompagnato la mia vita, le mie esperienze, i bei ricordi, le delusioni… i mood sonori attuali non mi appartengono; sono troppo lontani, effimeri, ripetitivi, chimici, industriali …o forse è un mio limite!”.
In particolare quali sono i suoi riferimenti?
“Da adolescente ho consumato le cassette di Bennato, poi (fortunatamente) ho allentato il mio fanatismo ed ho ampliato i miei ascolti: nell’autoradio della mia panda giravano i nastri (quasi mai originali) di tutti i grandi classici e storici cantautori italiani, da Vecchioni a De Andrè, Guccini, Finardi, De Gregori, Bertoli, Nomadi, Pfm… l’elenco è lungo! Poi ho “aperto” anche al country: John Denver, Neil Joung ecc… Gusti decisamente boomer!!!”.
“L’Effetto della cifra di sinistra” è un disco molto coraggioso, a livello di tematiche. Ritiene che un cantautore abbia il dovere di prese di posizione nette?
“No, questo no … che ognuno canti ciò che gli pare! Io credo nell’ispirazione, è questo che rende credibile ciò che si canta.
Prendere posizioni, in merito a certi argomenti, dovrebbe essere un dovere di ogni essere umano, indipendentemente dalla professione, dal ruolo”.
La Stanza Nascosta Records dà ampio spazio alla canzone d’autore, è un bel segnale in tempi di oscuramento del cantautorato…che ne pensa?
“Non posso che pensarne bene…e sperare che continui così … Poi mi rendo conto che il mercato musicale tratta prodotti di tutt’altro genere… ma, mi creda, se domani Salvatore cambiasse strategia …e mi (e ci) scaricasse per dare spazio a tanti nuovi piccoli adolescenti trap per scalare le classifiche in streaming beh… lo capirei e lo ringrazierei comunque per avermi dato quello spazio che altrove non avrei mai trovato”.

Rispetto all’“effetto della cifra di sinistra” lei sembra comunque mantenere un atteggiamento critico e consapevole…
“Senso critico e consapevolezza sono semplicemente dovuti all’età …e quindi sono destinati ad aumentare! Sono talmente consapevole di ciò che faccio che Le dico questo: se anche le mie canzoni piacessero solo a me sarebbe comunque un buon motivo per scriverne ancora!”.
La ricerca della libertà sembra essere una costante del suo lavoro… si sente libero?
“(Sorride). Il mio lavoro è fare manutenzione ai contatori del gas … No, non mi sento libero perché non siamo liberi…gli uomini davvero liberi sono quelli che escono da questo sistema.
Facciamo quello che fanno gli altri, siamo tutti pieni di condizionamenti … ogni “nostra” scelta è indirizzata e/o pilotata da altri …ma quanto è facile prendersi gioco di noi …!
Se una cosa costa 30 euro non la compriamo, se costa 29,99 invece sì…e siamo convinti di aver fatto un grande affare …
Io non cerco libertà (sapremmo gestirla?). Ormai ci siamo “istituzionalizzati!” (citazione dal film “Bird le ali della libertà”).
Io cerco solo di stare attento, a ciò che ci dicono, a ciò che ci propongono. Metto in discussione , non mi fido, mi faccio domande, cerco risposte …
Vorrei allontanarmi un po’ da questo modo di vivere.
Non cerco libertà … vorrei solo avere la catena un po’ più lunga!”.

I sani stanno male e non lo sanno canta in Dottor Knock. Al di là del “famoso” vaccino, in che senso pensa stia andando la medicina?
“Penso che abbia perso credibilità. In tv ogni 5 pubblicità, 3 sono per medicine … o paramedicine, hanno la stessa visibilità della nutella e della coca cola…le farmacie sono sempre piene …
Ci hanno insegnato ad avere un approccio troppo confidenziale con i medicinali.
Ormai dai 40 anni in su si consumano medicinali quotidianamente, come se fossero caramelle.
Credo che la priorità sia davvero un gigantesco business, e non la salute.
Negli anni novanta un vecchio medico (mi pare) tedesco diceva che le case farmaceutiche hanno bisogno di due cose; che le persone non muoiano e che non guariscano… clienti per sempre!!!”.
Il tratto prevalente del suo carattere?
“Ottimismo, pazienza, tolleranza … e buon umore!”.
Libro in lettura in questo periodo?
“LA SCIENZA DELL’INTENZIONE di Lynne Mc Taggart”.
La sua più grande paura e la sua più grande speranza?
“Sono ottimista… leggo LA SCIENZA DELL’INTENZIONE, quindi evito sensazioni, parole e pensieri negativi. Niente paure …nonostante tutto quello che sta capitando intorno a noi … La speranza è che dopo di noi arrivi una generazione diversa, consapevole, meno umana, più istintiva, laboriosa e gentile …GIUSTA ……dotata di lungimiranza e tanta tanta tanta SAGGEZZA…. e che rimetta a posto il mondo”.
E’ capitato che parte della critica la accostasse a Piero Marras. Che ne pensa?
“Sì. Lo trovo curioso… e ovviamente lusinghiero!!!”.
di Clara Lia Rossini
