Tempo di festeggiamenti per la Bernstein School of Musical Theater di Bologna che trent’anni fa, grazie all’intuizione e alle competenze di Shawna Farrell, Direttrice dell’Accademia, e del marito Giuseppe Lombardo, iniziava la sua attività dedicata ad allievi che volevano entrare nel mondo delle arti performative, aprendo la strada al musical.
Nel tempo la BSMT ha diplomato oltre 700 allievi che lavorano a livello internazionale non solo come performer di musical, ma dedicandosi anche ad altre professioni legate all’entertainment: attori e produttori in ambito cinematografico, light designer o direttori di scena e insegnanti.
Sabato 15 giugno tutto questo troverà espressione sul palco del Teatro Duse, con lo spettacolo Our Time, un galà a cui parteciperanno molti ex allievi, alcuni studenti in corso e anche amici e docenti della BSMT, il tutto con musica eseguita dal vivo e con un coro di 40 elementi sul palco. Lo spettacolo, che vede alla regia Mauro Simone, sarà anche l’apertura della XII edizione di “A Summer Musical Festival”.
L’apertura mostra un giovane ragazzo che vuole realizzare il suo sogno e decide per questo di frequentare la BSMT, la sua passione per il musical è lo spunto per un excursus di tutti i successi della scuola.
Sul palco si alterneranno i brani più celebri tratti dai musical portati in scena in tutti gli anni di attività della BSMT: da Les Misérables a Wild Party e Charlie Brown il musical, da West Side Story a Sunday in the Park with George e Next to Normal, fino a Big Fish dove salirà sul palco Giampiero Ingrassia al fianco della figlia Rebecca, attuale allieva della BSMT, per un ideale e toccante passaggio generazionale. Ospiti speciali gli Oblivion, tra i primi allievi di Shawna Farrell. Ci sarà anche un omaggio a Manuel Frattini, tratto da Crazy for You, musical per il quale il performer aveva vestito i panni del giovane banchiere Bobby nell’edizione del 2017 di “A Summer Musical Festival”. Non mancheranno i pezzi del repertorio dei “BSMT Singers”: Bohemian Rhapsody, Rythm of life, Aggiungi un posto a tavola e una dedica a Lucio Dalla con il brano Piazza Grande.
Tra gli ospiti anche Saverio Marconi, il padre del musical italiano, che reciterà per poi lasciare spazio alle coreografie di Gillian Bruce. Sul palco anche Tommy Parazzoli, uno degli allievi di Gillian Bruce e dell’Accademia, Campione del Mondo ai mondiali di Tap Dance nel 2022.
Il gran finale sarà l’esecuzione del brano Our Time di Stephen Sondheim, il nostro tempo, considerato da Shawna Farrell l’inno della scuola, tratto dal musical Merrily we roll along.
Sarà pubblicato anche un volume celebrativo dal titolo “Our Time: 30 anni di storia della BSMT, la prima scuola di musical italiana”, a cura di Gabriele Bonsignori con la collaborazione di Gianni Marras e la prefazione di Saverio Marconi, che raccoglie testimonianze, immagini e confronti di ex alunni, insegnanti collaboratori della scuola, è la testimonianza di una bella realtà italiana divenuta oggi un’eccellenza in campo didattico e artistico.

Shawna Farrell, Giuseppe Lombardo e Giampiero Ingrassia – credit foto Giulia Marangoni
Shawna, la BSMT da lei fondata e diretta festeggia il trentesimo anniversario. Com’è nata l’idea di portare questa prima accademia di musical theatre in Italia?
“Era una necessità perchè all’epoca in Italia non c’era una scuola di formazione per i performer e tutti facevano lezione qui e là. Così ci siamo informati e abbiamo deciso di aprire The Bernstein School of Musical Theater”.
Ed è andata alla grande, visto che sono passati trenta anni da quel giorno…
“Non avrei mai immaginato tutto questo. Abbiamo lavorato giorno dopo giorno con passione e serietà e siamo cresciuti tantissimo. Raggiungere i trenta anni di attività è un traguardo importante”.
Lei ha iniziato il suo percorso frequentando il Royal Conservatory of Toronto e poi la Scuola dell’Opera alla University of Toronto, quando è nata la sua passione per i musical?
“Fin da piccola ho fatto musical ed è sempre stato il mio primo amore, anche se cantavo e studiavo pianoforte. All’epoca a Toronto all’università non c’era un corso di musical theatre così ho frequentato quello di canto lirico alla facoltà di musica e poi ho studiato due anni alla scuola dell’opera. Stavo andando artisticamente verso quella direzione ma vedevo che non ero appassionata come i miei colleghi, mi piaceva stare in scena ma non ero presa abbastanza dalla lirica. Infatti d’estate partecipavo ai musical in scena nei festival per turisti e mi piaceva molto. Quando sono arrivata in Italia ho fatto concerti di musica classica americana, da Gershwin a Cole Porter a Rodgers and Hammerstein, ma poi abbiamo pensato di aprire l’Accademia perchè quella era la strada che volevo seguire”.
Negli anni ha firmato la regia e la direzione artistica di molti musical di successo, qual è quello a cui è più legata?
“Ho portato in scena titoli che ovviamente erano molto speciali per me, quello che vorrei fare in Italia è Parade di Jason Robert Brown, con musiche meravigliose e cori pazzeschi”.
Il 15 giugno al Teatro Duse di Bologna per festeggiare il trentesimo anniversario della BSMT porterete in scena “Our Time”, cosa può anticiparci?
“Sarà emozionantissimo, è un gran galà che sognavo da tempo, inizialmente era stato programmato per lo scorso ottobre perchè siamo nati nell’autunno 1993 ma con l’estate di mezzo non saremmo riusciti a fare tutto e a preparare anche il libro sulla nostra storia, quindi è slittato a giugno, a trenta anni esatti dal primo spettacolo messo in scena con la scuola. Sarà una grande celebrazione con tanti ragazzi che mi ha fatto piacere rivedere, tanti ex allievi che tornano a casa per festeggiare con noi, ospiti grandissimi come Giampiero Ingrassia, Saverio Marconi, gli Oblivion. Saranno due ore ricche di canto, danza, recitazione”.

credit foto Giulia Marangoni
Che ricordo conserva del primo spettacolo messo in scena trenta anni fa?
“Se parlasse con mio marito direbbe che lo spettacolo era lungo (sorride)… In effetti durava tre ore e faceva un caldo inumano. Era un omaggio a Bernstein, la prima metà erano scene tratte dai suoi lavori e la seconda una riduzione di West Side Story con dieci ragazzi, da cui pretendevo lo stesso impegno come se fossimo a Broadway. E’ stato veramente un duro lavoro perchè non erano abituati a lavorare in quel modo, a ballare, cantare, recitare ed è stata una soddisfazione enorme e un grande successo. Ai tempi il musical in Italia non era un genere molto conosciuto ma per tre sere i cinquecento posti disponibili sono andati esauriti… non l’avrei mai pensato. E’ stato divertente e sono stata felice perchè da niente questi dieci ragazzi hanno fatto miracoli”.
Tra i grandi artisti con cui ha lavorato c’è Manuel Frattini in “Crazy for you”, che omaggerete nel corso del galà il 15 giugno…
“Manuel è nei nostri cuori, è presente nel libro e lo omaggeremo anche nella serata del 15 giugno, faremo una scenetta da Crazy for you in suo onore con Mauro Simone che interpreterà il ruolo che aveva rivestito nello spettacolo. Era una persona squisita, aveva un’umiltà incredibile, era l’unico professionista tra i ragazzi della scuola ed era come uno di loro. Lo spettacolo è stato veramente bello. Manuel era un essere umano, un performer, un artista speciale”.
Qual è il consiglio più importante che dà ai suoi allievi?
“Dico sempre che è necessario portare la passione e l’amore per quello che fai, perchè una formazione di questo tipo è impegnativa, bella ma difficile e richiede l’anima. Noi forniamo le basi, il foglio rosa, poi gli allievi devono mettere a frutto quello che hanno appreso. Non si smette mai di imparare, io continuo a farlo da Marconi o da altri professionisti che arrivano dall’estero. Non basta il solo talento, la formazione tecnica è fondamentale prima di guadagnare il diritto di stare su un palco”.
di Francesca Monti
credit foto Giulia Marangoni
Si ringrazia Stefania Scarpetta
