Intervista con la campionessa di judo Assunta Scutto: “Sogno di vincere l’oro olimpico”

“Ognuno di noi può creare il proprio destino e plasmare il futuro, anche quando siamo etichettati perchè proveniamo da un determinato quartiere o quando in famiglia non ci sono mai stati sportivi o laureati”. Assunta “Susy” Scutto è una delle giovani stelle più splendenti dello sport italiano. Ha iniziato a praticare judo a cinque anni ed è cresciuta a Scampia nella palestra del maestro Gianni Maddaloni, la Star Judo Club Napoli.

Nel 2021 ha vinto il titolo mondiale a livello junior, quindi è salita per tre volte consecutive sul podio iridato, conquistando il bronzo nel 2022 a Tashkent, il bronzo nel 2023 a Doha e l’argento poche settimane fa ad Abu Dhabi. E’ stata recentemente tra i protagonisti di “Listen to me”, programma di successo (partirà una seconda stagione prossimamente) prodotto da Rai Contenuti Digitali e Transmediali con la direzione di Maurizio Imbriale, disponibile su RaiPlay e andato in onda su Rai 3, in cui ha raccontato le difficoltà dei giovani che vivono in periferia e come lo sport le abbia cambiato la vita.

Ora Assunta Scutto, 22 anni, grande talento e piedi ben piantati a terra, punta dritto verso Parigi dove parteciperà alla sua prima Olimpiade, provando a realizzare il suo grande sogno, vincere l’oro a cinque cerchi.

Scutto LTM

Assunta Scutto a “Listen to Me”

Assunta, sei stata tra i protagonisti della prima edizione di “Listen to me”, che esperienza è stata partecipare a questo programma avendo un pubblico di ragazzi ad ascoltarti?

“Avere un pubblico di giovani è motivante. Vederli interessati alla mia storia è stata una grande soddisfazione, ancora di più dato che sono anche loro coetanea, mentre spesso i ragazzi e le ragazze cercano di imitare i personaggi famosi, gli influencer o persone più grandi come età. Spero di essere stata un buon esempio o un’ispirazione per loro”.

Quale messaggio vorresti aver lasciato a questi giovani? 

“Spero di aver lasciato in loro il messaggio che possiamo creare il nostro destino, anche quando siamo etichettati perchè proveniamo da un determinato quartiere o quando in famiglia non ci sono mai stati sportivi o laureati. L’augurio è che possano prendere la loro strada senza pensare a chi o a cosa hanno dietro e plasmare il loro futuro”.

Hai iniziato a praticare judo grazie a tuo cugino…

“Sono uscita un po’ dallo stereotipo della femminuccia che deve fare danza, non ho seguito le mie amiche, ho visto il judo praticato da mio cugino, mi è piaciuto e l’ho scelto, anche se nella mia famiglia nessuno era sportivo e molte dinamiche non venivano capite. Ho dovuto lottare nell’adolescenza per far comprendere ai miei genitori che dovevo allenarmi anche la domenica, che non potevo andare in vacanza”.

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credit foto International Judo Federation

Cosa ti ha affascinato di questo sport tanto da scegliere di praticarlo?

“Mi ha colpito il fatto che fosse uno sport diverso da tutti gli altri. Non solo facevo judo ma vedevo che emergeva il mio carattere, sentivo di essere me stessa, ero libera. Da piccola ero molto introversa e questo sport mi ha sbloccato da quel punto di vista. Il fatto poi di passare tanto tempo in palestra mi permetteva di stare con i miei coetanei e venire a contatto con tante realtà, quindi mi ha fatto maturare in fretta”.

Il tuo maestro è il mitico Gianni Maddaloni, quali sono i consigli più preziosi che ti ha dato?

“Il Maestro mi ha sempre detto che se metto tutta me stessa in quello che faccio riuscirò a raggiungere gli obiettivi. Vedendo suo figlio Pino Maddaloni in palestra è stato come capire che il mio sogno era sempre più vicino. Lui come me è nato a Scampia, non aveva soldi, ha una famiglia normale alle spalle e ha vinto le Olimpiadi. Ho pensato che se è riuscito lui posso farcela anch’io”.

E proprio sulla storia della palestra del Maestro Gianni Maddaloni a Scampia è stata realizzata una bellissima serie “Clan – Scegli il tuo destino” disponibile su RaiPlay che racconta storie di vita e di riscatto. Hai avuto modo di vederla?

“La sto guardando e mi piace molto. E’ una serie realistica, hanno fatto veramente un bel lavoro perchè rispecchia la realtà che c’è in palestra, come si vive a Scampia e quanto è difficile a volte non seguire la strada a cui sei destinato. Fa male andare contro la propria famiglia, deludere i genitori, ma se vuoi cambiare devi fare le scelte giuste per avere un futuro migliore”.

Lo sport può essere un potente mezzo di inclusione e di superamento dei pregiudizi…

“Lo sport in generale è inclusivo, ancora di più il judo perchè devi avere rispetto per l’avversario e poi si basa sull’educazione. Il Maestro Maddaloni ci ha sempre insegnato ad esempio che maschi e femmine sono uguali, ci allenavamo anche con persone con disabilità senza distinzioni. Questo mi ha permesso di crescere senza avere un parere discriminatorio nei confronti di nessuno. Penso che sia importante per i giovani praticare uno sport che insegni questi valori”.

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Nella foto Assunta Scutto con Elios Manzi

Quante ore ti alleni settimanalmente in vista delle gare? 

“Circa 4-5 ore al giorno divise in due allenamenti, tranne la domenica. Poi in preparazione alle gare mi alleno anche la domenica”.

Sappiamo che prima delle gare ascolti musica e disegni cartoni animati e caricature…

“E’ vero, mi piace disegnare in digitale quando ho tempo per svagarmi e sentire le canzoni di Lode a Dio perchè creano una pace interiore e mi sento più motivata. Infatti nel judo devi essere equilibrato per poter rendere al massimo”.

Sul tuo profilo Instagram c’è un verso di San Paolo: “Tutto posso in colui che mi dà la forza”. Quanto la fede è importante nella tua vita?

“Gira tutto intorno a Dio, penso che quello che sto facendo sia un piano che ha scritto per me. Anche quando faccio le gare non chiedo di vincere ma che si realizzi il suo piano perchè penso che attraverso questo dono che mi ha dato io possa essere da esempio per gli altri e magari evangelizzare la sua parola”.

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Assunta Scutto e Odette Giuffrida – credit foto Fijlkam

Si parlava poco fa dell’essere un modello di ispirazione per i giovani. C’è un campione o una campionessa dello sport che ti ha ispirato?

“Ovviamente avendo Pino Maddaloni in palestra è stato da ispirazione perchè si è sacrificato molto per raggiungere i suoi obiettivi, ma non ho un idolo judoistico in particolare. Ho preso sempre il meglio dalle persone che ho incontrato. Ad esempio da Odette Giuffrida, che ha vinto due medaglie olimpiche e da un anno si allena con noi delle Fiamme Gialle, perchè fa parte del Gruppo sportivo dell’Esercito ma non ha una struttura dove allenarsi, ho imparato la capacità di non mollare mai nonostante gli infortuni, da Pino Maddaloni la mentalità, da altri judoki le tecniche”.

Cosa manca ancora affinché il judo abbia la visibilità che merita, non solo in occasione dei grandi eventi? 

“Penso ci siano ancora poca pubblicità e anche pochi sponsor. Bisogna far conoscere quello che c’è dietro questo sport, gli allenamenti, il riscaldamento, le sensazioni che provano i judoki, per appassionare il pubblico perchè se vedi solo le gare magari non capisci molto le dinamiche. Devo dire però che ultimamente sono stati fatti dei passi in avanti da questo punto di vista e il judo è più seguito rispetto al passato”.

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Nella foto Assunta Scutto con l’allenatore Antonio Ciano

Ai Mondiali di Abu Dhabi 2024 hai vinto un meraviglioso argento nella categoria 48 kg, dopo i due bronzi delle edizioni 2022 e 2023. Ci racconti le emozioni vissute in quel momento?

“Salire su un podio mondiale è sempre un’emozione indescrivibile, soprattutto nell’anno delle Olimpiadi perchè rappresenta una certezza in più. Sono dispiaciuta per la finale… ero allo stesso livello della mia avversaria, Baasankhuu Bavuudorj, e avrei potuto anche batterla, però sono orgogliosa perchè sono cresciuta tanto e sono arrivata a pensare di giocarmi il titolo iridato. Nel 2022 ho vinto un bronzo che nemmeno mi aspettavo, nel 2023 avevo maggiore fiducia nelle mie possibilità, quest’anno addirittura puntavo all’oro, quindi sono felice di fare sempre più esperienza e acquisire consapevolezza sul tappeto”.

Come stai vivendo queste settimane che ti separano dalla tua prima partecipazione alle Olimpiadi di Parigi 2024?

“Sono molto emozionata, essendo la prima esperienza non so cosa mi aspetta. Mi sto allenando come sempre. Voglio divertirmi, godermi quel momento, sapendo che ho ancora tanti anni davanti e quindi avrò l’opportunità di partecipare ad altre edizioni dei Giochi, come ha detto anche il mio allenatore Antonio Ciano. Non vedo l’ora di scoprire com’è stare nel villaggio olimpico con gli altri campioni”.

Un sogno nel cassetto…

“Vincere le Olimpiadi è da sempre il mio sogno”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Francesca Procopio

Grazie per la collaborazione al Gruppo Sportivo Fiamme Gialle

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