Il Presidente Mattarella ha consegnato la bandiera italiana agli alfieri azzurri in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024: “Sono certo che impiegherete tutto il vostro impegno nella solidarietà tra di voi, nella lealtà sportiva, nel rispetto nei confronti dei competitori

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale gli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024, dando il via all’avventura azzurra in terra francese.

La rappresentanza, composta  anche da tecnici e dirigenti, era guidata dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò e dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

Nel corso della cerimonia, aperta  dall’Inno nazionale eseguito dalla Banda Musicale Interforze e dalla proiezione di un video celebrativo delle medaglie di Tokyo 2021, sono intervenuti il Presidente Malagò, il Presidente Pancalli e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

“È la terza volta in un mese che ci accoglie nella casa degli italiani, il Quirinale. Con la sua presenza ci ha regalato due meravigliose serate allo Stadio Olimpico che i ragazzi dell’atletica hanno onorato. È l’ennesima dimostrazione della sua sensibilità e competenza. La sua conoscenza dello sport è similare a quella dell’Italia: siamo multidisciplinari”, ha esordito il Presidente Malagò. “È la nostra forza. Bisogna investire, crederci, dedicarsi anche a sport che non hanno grande tradizione sostenendoli con politiche sportive giuste e innovative. Il nostro è un modello unico, non replicabile. Le associazioni sportive dilettantistiche sono la base di tutto. Grazie al sistema di cooperazione degli organismi sportivi con la Preparazione Olimpica del CONI, siamo riusciti a creare una nazione i cui risultati sono al centro di studi. A Tokyo abbiamo fatto il record di medaglie: andiamo a Parigi con il desiderio di batterlo. Dobbiamo completare la delegazione, siamo nelle condizioni di essere ottimisti. Vogliamo restare saldamente nella top 10 mondiale. Proveremo ad essere la prima nazione europea come numero di medaglie, come fatto a Tokyo e in questi ultimi anni tra Mondiali, Europei e Coppe del Mondo. Tutto parte da qui. Viviamo con orgoglio la sua vicinanza, Presidente. Sapere che sarà alla Cerimonia di Apertura e che inaugurerà Casa Italia a Parigi è un orgoglio. Spero che riuscirà a guardare anche la prima giornata di gare: le daremo soddisfazioni. Oggi celebriamo due campioni olimpici: Arianna Errigo, che è la dimostrazione di quello che una atleta donna vorrebbe essere. Ha partorito due gemelli e dopo 15 mesi si è confermata campionessa del mondo. È il simbolo delle cose che vogliamo raccontare. E poi Gianmarco Tamberi, vero campione e vero capitano. È un trascinatore. La medaglia più bella, Presidente, sarà ricevere la sua presenza e il suo affetto”.

Il Presidente Pancalli ha evidenziato che “Parigi è molto importante: sarà un’occasione per ribadire l’importanza dello sport e il valore delle differenze e delle diversità affinché questo Paese comprenda sempre più e sempre meglio quanto la diversità sia importante. Per la prima volta nella storia- ha proseguito – Rai 2 sarà la rete paralimpica per tutti i giorni dei Giochi, amplificando lo sforzo di Rai Sport e dandoci la possibilità di entrare nelle case degli italiani, per ottenere un risultato in più”.

Quindi ha preso la parola il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi: “La felicità è una condizione dell’anima che dobbiamo alimentare. Lo sport ne è un motore straordinario. Gli abbracci di Tamberi rappresentano il nostro Paese e le emozioni che genere lo sport. Dopo Tokyo, i Giochi tornano a prevedere l’abbraccio. Ed è la prima edizione dopo l’ingresso dello sport nella Costituzione. Questi atleti sono la massima espressività dello sport. Il Presidente Mattarella affida due bandiere e i nostri cuori a quattro straordinari atleti”.

Il Presidente Mattarella ha quindi consegnato la Bandiera italiana agli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Errigo e Gianmarco Tamberi,  e agli Alfieri della squadra paralimpica, Luca Mazzone e Ambra Sabatini.

La campionessa di scherma Arianna Errigo ha posto l’accento sulle emozioni e le difficoltà vissute da mamma-atleta: “Essere qui è un’emozione immensa. Quando ho saputo di essere portabandiera non ho dormito per diverse notti. Per me le emozioni sono un dono prezioso con cui cerco di riempire la vita. Oltre alla scherma, ci sono i miei figli Stefano e Mirea. È stata dura. La stanchezza è senza fine, ma ti devi allenare, perché le responsabilità si moltiplicano. Però ce l’ho fatta e ne sono fiera. Sono tornata in pedana, ho vinto. Ed eccomi qui. Mamma e atleta è un connubio meraviglioso. Mi sento un’atleta più matura e una mamma più felice. Ho avuto bisogno di tanto aiuto da parte di tutta la mia famiglia. Ci tengo a rappresentare noi, mamme che continuiamo a lottare per degli obiettivi. Non abbandonate ciò che siete e ciò che desiderate. Gianmarco ed io siamo i portabandiera, ma saremo tutti insieme a rendere fiero il nostro Paese. Il sogno olimpico è il sogno di un Paese intero. Siamo tutti bambini che ce l’hanno fatta. Andiamo a Parigi da italiani orgogliosi per rincorrere e realizzare i nostri sogni”.

A seguire Tamberi, campione olimpico e fresco campione d’Europa di salto in alto ha dichiarato: “Ringrazio il Presidente Mattarella per aver supportato la squadra agli Europei di Roma. Abbiamo firmato un’impresa storica. Non potevo deluderla. Ci tengo a ricordare le parole che rivolsi agli italiani l’ultima volta che venni qui: invitai gli italiani a vederci coma ambasciatori di valori, esseri umani che fanno di tutto per portare in alto il nome dell’Italia nel mondo. Oggi ribadisco quelle parole nel percorso di avvicinamento all’evento sportivo più importante al mondo. Sogno di portare con Arianna la bandiera della nazione più unita al mondo. Ricorderò questa giornata per tutta la vita. Da alfiere di questa Nazionale le do la mia parola: faremo di tutto per rendere lei e l’intera Italia orgogliosi di noi. Ogni singolo nostro successo potrà portare speranza e felicità nelle case dei nostri connazionali. Ringrazio le persone che mi hanno consentito di arrivare sin qui, su tutte mia moglie che da 15 anni è al mio fianco. Senza di lei non sarei mai stato all’altezza di questo ruolo”.

Poi è stata la volta del campione di ciclismo Luca Mazzone: “Al Presidente Mattarella esprimo la mia gratitudine, sono sovrastato dall’emozione. Dopo quasi un quarto di secolo di competizioni lo sport continua ad emozionarmi. Mai avrei pensato di provare questa grandissima emozione come alfiere dei Giochi, segno che lo sport è davvero, nei fatti e non solo nelle righe scritte sulla Costituzione, una grande risorsa per il Paese, un investimento per il futuro dei cittadini e un’occasione di visibilità e considerazione internazionale. Ringrazio mia mamma e mia moglie che sono state sempre al mio fianco”.

Molto emozionata anche Ambra Sabatini: “Quando mi hanno comunicato che sarei stata la portabandiera ho sentito tante cose diverse. Da un lato l’emozione, la fierezza, quel brivido che ti attraversa la schiena quando capisci che sarai tu a camminare in testa al gruppo sostenendo tra le mani la bandiera che ci rappresenta. Dall’altro, la convinzione, la volontà, quella spinta interiore che ho sempre sentito e che mi ha permesso di sognare in grande, dentro e fuori la pista, nello sport così come nella vita”.

In conclusione il Presidente Mattarella ha detto agli atleti e alle atlete: “Questo per me è il terzo incontro in preparazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi. E vi si aggiungono gli incontri per le invernali, naturalmente. Si rinnoveranno, tra poco, nel 2026 per Milano Cortina.

Ma questa cerimonia non è mai ripetitiva. È sempre totalmente nuova, perché nuovi sono gli eventi, le condizioni, l’impegno irripetibile degli atleti e delle atlete in questa occasione.

E questo è un motivo di grande apprezzamento. È una occasione in cui sottolineare quanto è stato detto con efficacia dal Ministro, dal Presidente Malagò, dal Presidente Pancalli, dagli alfieri.

Vorrei dire ad Arianna Errigo, che desidero farle i complimenti – in aggiunta ai tanti che sovente ha ricevuto – per i numerosi successi che ha conseguito, individuali e collettivi con le sue colleghe di scherma, per questa capacità eccellente di far fronte a due impegni diversi, quello di mamma e quello di campionessa. È una dimostrazione straordinaria. Complimenti!

A Gianmarco Tamberi vorrei dire che più penso alla serata dell’altro ieri, più nutro il dubbio che lui abbia voluto, in realtà volutamente, mettere in campo una sorta di thrilling del tipo dei film di Hitchcock con quei due salti nulli a 2.29, per poi andare con tranquillità a 2.37.

In fondo è un po’ quello che ha fatto anche Larissa Iapichino, ieri sera, riservando all’ultimo salto, all’ultimo tentativo, la medaglia d’argento.

Lo ringrazio per quanto ha detto. E riprenderò una cosa che ha ripetuto qui, per due volte, al Quirinale.

A Luca Mazzone vorrei dire che lo considero – tutti lo consideriamo – un emblema di come si riescano a mettere insieme aspetti apparentemente distanti nel tempo e nell’argomento, nell’oggetto. Quello di mettere insieme, l’esperienza paralimpica nel nuoto e nel ciclismo e di partecipare a sei Paralimpiadi. È davvero una dimostrazione di costanza e di versatilità.

Ad Ambra Sabatini vorrei dire che la prima volta che l’ho incontrata ho pensato fosse possibile definirla come “atleta dell’entusiasmo”. A Tokyo avete fatto un en plein: oro, argento e bronzo. (Mi pare che vi sia Monica Contrafatto qui). A Parigi raggiungerà altri risultati. Ma resterete sempre, nel ricordo, le tre di quello straordinario trionfo.

Andrete a Parigi e coinvolgerete i nostri concittadini, che vi seguiranno intensamente – io sono tra questi naturalmente – via tv e via web. Offrirete loro una quantità di prestazioni e di risultati.

Ma c’è un risultato ulteriore che questo comporterà, per effetto delle vostre prestazioni sportive: tanti ragazzi e ragazze, e anche tanti adulti, saranno sollecitati a dedicarsi alla pratica sportiva. E questo è un risultato ulteriore, non secondario, affascinante, di Olimpiadi e Paralimpiadi.

Poc’anzi veniva detto dal Presidente Malagò, che nelle Olimpiadi – e anche nelle Paralimpiadi, Presidente Pancalli – emergono discipline sportive che nel corso dell’anno sono destinatarie di attenzione non altissima, ma che sono parimenti importanti, perché manifestano e offrono disponibilità alla grande varietà di tendenze, di preferenze, di versatilità, di desideri, di impegni che vi è tra i nostri concittadini.

E l’aumento della popolarità e della conoscenza delle discipline cosiddette minori – che minori non sono – è una offerta ulteriore che sollecita la pratica sportiva.

Vedete, in queste occasioni, e anche in altre, in cui ho incontrato atleti e atlete, ho sovente sottolineato come vi sia, per quanto vi riguarda – e riguarda le vostre colleghe e i vostri colleghi – oltre al talento, a sollecitare, a suscitare, a rendere possibili questi successi, la passione, anzitutto. Ma anche i sacrifici, l’allenamento costante, faticoso, impegnativo. Anche il sostegno e il supporto che vi viene offerto.

E quindi è l’occasione per ringraziare gli staff, i tecnici, gli allenatori, i fisioterapisti, i medici, le Federazioni, il CONI e il Comitato Paralimpico, perché consentono, con il loro impegno, a voi di poter sviluppare il talento, di esprimere la passione che nutrite e la grande capacità che avete.

Ci siamo visti più volte con alcuni di voi. Con quelli dell’atletica, poi, negli ultimi due giorni in maniera molto intensa.

Vedete, io ieri ho commesso una infrazione alla prassi di protocollo che vi è al Quirinale, andando una seconda volta al medesimo evento. Ma vi assicuro che ne valeva la pena! Per la straordinaria staffetta dalla 4×100 – ma non soltanto per quella – per la 4×400, per i 1.500, per il lungo femminile, per tutte le altre. Alcuni quarti posti e quinti posti sono stati importanti quanto le medaglie.

Questo significa sottolineare, ancora una volta, quanto siano importanti – per i risultati che conseguite – passione – oltre al talento – ripeto – passione, sacrifici e impegno, dedizione nella vita. Con il supporto dei vostri gruppi sportivi, tra cui importanti quelli delle Forze armate e dei corpi di Polizia, che danno un contributo al nostro Paese, anche sotto questo profilo molto importante.

A Tokyo – come è stato rammentato – Olimpiadi e Paralimpiadi hanno offerto una quantità di successi mai registrata.

Allora, io non faccio previsioni per Parigi. Sono certo di una cosa: che impiegherete tutto il vostro impegno, nella solidarietà tra di voi – che è evidente ed è un valore di grande importanza per la serenità dell’impegno – nella lealtà sportiva, nel rispetto nei confronti dei competitori, dei cosiddetti avversari, che poi sono competitori che contribuiscono alla volontà di superare i propri limiti, di raggiungere sempre nuovi traguardi.

Farete tutto questo – ripeto – con lealtà, solidarietà, con il rispetto degli altri: questa sarà la vostra prima vittoria, anche la nostra prima vittoria.

Poi, certo, mi auguro che si realizzi l’auspicio di Luca Mazzone, di un pullman pieno di medagliati. Ma questo – non dico che sia secondario – non toglie l’importanza che ha il comportamento che terrete, che sarà quello che onorerà l’Italia.

Vi sono veramente grato per questo incontro. Ma vorrei riprendere quello che poc’anzi Gianmarco Tamberi ricordava di aver detto già una volta qui al Quirinale, dopo la Coppa Europa.

Gli atleti e le atlete non vanno considerati – come lui ha detto – esecutori di prestazioni, ma persone, con la loro dimensione umana e i valori di ciascuno di loro, i sacrifici di ognuno di loro, la sensibilità di ciascuno di loro, diversa. E questo è quello che rende importante, ammirevole, il vostro impegno. Grazie per quanto farete.

Manderete anche un altro messaggio. In questo periodo internazionale, l’Assemblea delle Nazioni Unite ha chiesto una tregua olimpica, sulla moda di quanto avveniva nell’antica Grecia.

Non so se avverrà. Perché si scontra, questa richiesta, con la ottusità di chi scatena guerre. Però il messaggio che voi lancerete, con i vostri colleghi e colleghe degli altri Paesi, è un messaggio di convivenza, di amicizia, di collaborazione, altrettanto importante. Grazie. Auguri per Parigi!”.

L’incontro si è concluso con l’esecuzione dell’Inno dei Giochi Olimpici e con una foto degli atleti insieme al Presidente Mattarella.

credit foto Quirinale

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