Nel ciclismo su pista l’Italia è salita sul podio nell’inseguimento a squadre grazie a Filippo Ganna, Jonathan Milan, Simone Consonni e Francesco Lamon che nella finale per il bronzo si sono imposti sulla Danimarca con il tempo di 3’44″197.
Con una prestazione sontuosa gli azzurri al primo chilometro avevano un secondo di distacco, poi intorno ai tre chilometri hanno superato i danesi chiudendo con quasi due secondi di vantaggio sugli avversari. L’oro è andato all’Australia in 3’42″067 davanti alla Gran Bretagna, argento in 3’44″394.
Un bronzo che ha permesso al quartetto italiano di riconfermarsi tra i migliori del mondo su pista dopo l’oro di Tokyo 2020.
“A Tokyo eravamo una sorpresa, mentre dopo la sconfitta con la Nuova Zelanda siamo caduti per molti. Qui il livello è altissimo e nulla è scontato. Devo dire grazie ai compagni che ci hanno seguito in questi anni nonostante abbiano le loro famiglie così come lo staff tecnico. Non è mai facile ripetersi, ma grazie anche a questi tre scalmanati sono riuscito a ritrovare il sorriso”, ha detto Ganna a RaiSport.
Fondamentale il lancio di Francesco Lamon che ha consentito al quartetto di prendere il ritmo così come il ritmo di Jonathan Milan e l’impegno di Simone Consonni che si è superato ancora una volta per non perdere le ruote dei compagni. Un atteggiamento che conferma il legame fra i quattro azzurri che si sentono come fratelli.
“Ci abbiamo messo cuore e anima e siamo soddisfatti di questo bronzo”, ha dichiarato Milan.
“È stata una gara a sfinimento, ma loro sono arrivati più stanchi di noi. La finale per le medaglie è sempre così, non conta il tempo. Vincere è facile, riconfermarsi è difficile anche perché sono le Olimpiadi, ma questo bronzo ci riempie di emozioni e fiducia”, hanno concluso Consonni e Lamon.
di Francesca Monti
credit foto Simone Ferraro / Coni
