Intervista con la campionessa di atletica leggera Monica Contrafatto: “Lo sport per me è vita”

“La motivazione che mi ha portata in pista mi ha dato la forza per non abbattermi dopo l’attentato e per rimettermi in gioco”. Determinazione, talento, tenacia: Monica Contrafatto è una delle stelle dell’atletica leggera italiana, ha conquistato due bronzi nei 100 metri piani categoria T42 rispettivamente ai Giochi Paralimpici di Rio 2016 e di Tokyo 2020, due argenti e un bronzo iridati, un argento e un bronzo europei, oltre a un oro agli Invictus Games a Sydney.

Caporal Maggiore scelto Ruolo d’Onore dell’Esercito, Primo Reggimento Bersaglieri, come racconta nel suo libro “Non sai quanto sei forte. Dall’attentato alle Paralimpiadi: la mia rinascita”, Monica Contrafatto il 24 marzo 2012 è rimasta gravemente ferita nel corso della sua seconda missione in Afghanistan a causa di un attentato, subendo gravi lesioni alla gamba destra che è stata poi amputata. Lo stesso anno ha scoperto il mondo paralimpico vedendo in tv Martina Caironi trionfare nei 100 metri ai Giochi di Londra 2012, iniziando a praticare atletica leggera nel 2014. L’anno successivo è stata la prima militare a essere decorata con la Medaglia d’oro al valore dell’Esercito.

In questa intervista Monica Contrafatto ci ha parlato della preparazione in vista dei Giochi di Parigi 2024, dei ricordi legati alle due precedenti partecipazioni a cinque cerchi ma anche dell’incontro con Papa Francesco e del rapporto speciale con le sue compagne di Nazionale Ambra Sabatini e Martina Caironi.

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credit foto Facebook Monica Contrafatto

Monica, come procede la preparazione in vista dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024 e quali sono le sue aspettative?

“La preparazione procede come previsto, sono carichissima per questo finale di stagione e non vedo l’ora di volare a Parigi”.

A Rio 2016, alla sua prima partecipazione olimpica, ha vinto un bronzo nei 100 metri, che ricordo conserva?

“Di Rio ho un ricordo bellissimo, non sapevo cosa aspettarmi ed ho corso dando tutta me stessa, non volevo più avere energie in corpo alla fine della gara. Non volevo lasciare niente di intentato ed il risultato è arrivato”.

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Nella foto Monica Contrafatto con Ambra Sabatini e Martina Caironi – credit foto Bizzi /Cip

A Tokyo 2020 ha conquistato un nuovo bellissimo bronzo sempre nei 100 metri, salendo sul podio tutto tricolore con Ambra Sabatini (che sarà alfiere azzurro insieme a Luca Mazzone ai Giochi di Parigi 2024) e Martina Caironi. Una pagina di storia, un’immagine indelebile per tutti i tifosi italiani…

“A Tokyo ero più consapevole dei miei mezzi, sapevo che ero lì per giocarmi una medaglia ma sapevo anche che le mie compagne erano le avversarie più pericolose che avevo. Salire tutte insieme sul podio olimpico è un’emozione che non dimenticherò mai perché condividere un risultato così importante con persone alle quali vuoi bene e che stimi anche al di fuori della pista, è veramente speciale”.

Vi siete poi ripetute ai Mondiali di Parigi 2023 con un altro podio interamente tricolore…

“Senza dubbio siamo “quelle da battere” al momento, abbiamo una forza che forse deriva proprio dalla competizione che abbiamo in casa. Bisogna sempre stare sul pezzo, concentrate ed atleticamente preparate”.

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Nella foto Monica Contrafatto con Ambra Sabatini e Martina Caironi – credit foto Bizzi / Fispes

Come mai ha scelto di praticare proprio l’atletica leggera?

“Durante il recupero dall’attentato, mi è capitato di veder correre Martina Caironi alle Paralimpiadi di Londra 2012 e da quel giorno ho capito che quella sarebbe stata la mia nuova vita, il mio nuovo obiettivo”.

Quanto lo sport è stato importante per lei nella ripresa dopo l’attentato?

“È stato fondamentale, la motivazione che mi ha portata in pista mi ha dato la forza di non abbattermi dopo l’attentato, anzi di rimettermi in gioco”.

Quante volte si allena settimanalmente?

“Tutti i giorni, riposo solo la domenica (quando non gareggio). Importanti tanto quanto gli allenamenti sono anche il riposo, la dieta, la fisioterapia, nulla è lasciato al caso”.

Ha avuto modo di incontrare Papa Francesco, ci racconta l’emozione di quel giorno?

“Incontrare Papa Francesco è stata un’esperienza indescrivibile, è difficile spiegarlo a parole. Che tu sia credente o meno, la Sua presenza ti dà un misto tra soggezione e serenità. Non avevo mai provato niente del genere”.

Da Londra 2012 c’è stata una rivoluzione culturale che ha portato il movimento paralimpico ad avere l’attenzione mediatica che merita. Cosa manca per abbattere le barriere culturali che ancora esistono?

“Il processo è lungo ma da quando sono entrata in questo mondo già vedo il cambiamento. C’è sempre più consapevolezza riguardo il mondo paralimpico e sempre più attenzione mediatica. Spesso quelle paralimpiche sono storie forti di rivincita e sono molto di aiuto per persone che si trovano in momenti difficili della loro vita”.

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credit foto Facebook Monica Contrafatto

Prima delle gare ha una playlist in particolare che ascolta?

“Dipende molto dalle giornate, quindi non ho una playlist in particolare che ascolto”.

Cosa rappresenta per lei lo sport?

“Lo sport per me è vita, mi ha tirato fuori da un momento difficile ed ora mi regala emozioni che mai avrei pensato di vivere”.

Un sogno nel cassetto…

“Sono dell’idea che i sogni nel cassetto vadano mantenuti tali fino a che non si realizzano. Alcuni, soprattutto quelli legati allo sport sono facilmente immaginabili… (sorride)”.

di Francesca Monti

credit foto Augusto Bizzi /Fispes

Si ringraziano Esercito Italiano – Alessio Cao, Francesca Fantoni – Fispes, Elisa Guarnieri

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