C’è un piccolo gioiello situato a Rovello Porro, paese comasco di circa seimila abitanti, che vi consigliamo di visitare: si tratta del Santuario della Beata Vergine del Carmine, anticamente denominato Santa Maria della Lura.
Come racconta il Professore e storico Franco Premoli nel libro “Il Santuario della Beata Vergine del Carmine in Rovello Porro” è molto probabile che fosse già esistente nel XIII secolo nella forma di una piccola cappella campestre. Il primo documento che ne parla con certezza è un atto notarile del 1519, dal quale si deduce che è stata eretta dagli abitanti di Rovello Porro e che la sua origine è tanto remota da non potersene avere notizia sicura. Era una chiesetta di modeste proporzioni dedicata alla Natività di Maria. L’essere discosta dal centro abitato faceva sì che spesso rimanesse abbandonata e in essa non si celebrasse. Da ciò sorse il desiderio da parte dei popolani di affidare S. Maria della Lura e un’altra chiesetta di cui si ignora l’origine, S. Maria della Piazza, nel 1519 ai Frati Carmelitani di Santa Maria del Carmine di Milano, che assicurarono la loro presenza a Rovello, impegnandosi a celebrare una messa quotidiana, a costruire una casa per loro abitazione, nella quale mantenere un religioso per insegnare a leggere e a scrivere ai ragazzi del luogo.
Nel 1652 papa Innocenzo X emanò la Bolla Instaurandae regularis disciplinae con cui si decise la soppressione di tutti i piccoli conventi in cui vivevano meno di sei religiosi, tra questi vi era anche quello di Rovello Porro, che venne soppresso nel 1653 con l’assegnazione del convento, della chiesa e dei relativi beni alla parrocchia. Ma la richiesta presentata dal nobile rovellese Francesco Pagani, che chiese di erigere una cappellania con diritto di patronato, rimise in discussione la decisione dell’arcivescovo di Milano Alfonso Litta e nel 1677 venne concesso a Cesare Pagani, di costruirla sulla chiesa di Santa Maria della Lura, denominata nei documenti Santa Maria del Carmine. Nello stesso anno il marchese donò la statua in legno della Madonna, che ancora oggi viene venerata.


La processione per le vie del paese in occasione della Festa delle Beata Vergine del Carmine la terza domenica di luglio
Nel corso del XIX secolo la chiesa diventò sussidiaria della parrocchiale e venne ampliata dapprima tra il 1804 e il 1808 e poi nel 1872-1873.
Nel 1925 venne totalmente ricostruita in stile neobramantesco dall’architetto Ugo Zanchetta di Milano e nel 1935 il nuovo santuario venne inaugurato e benedetto.



La decorazione pittorica è stata completata tra il 1928 e il 1945 dal pittore Vanni Rossi con gli affreschi dell’altare, della cupola e delle navate, raffiguranti la Madonna del Carmine, i Misteri del Rosario, le Virtù ed il Coro angelico, mentre tra il 1991 e il 2009 dal pittore Emiliano Viscardi, con gli affreschi dei transetti, che completano il rosario con i misteri della luce. Nei primi anni Novanta sono state sostitute le due porte laterali in legno con altrettante in bronzo, opera dello scultore Giorgio Galletti, che rappresentano gli angeli che portano la corona per l’incoronazione della Madonna.



testo e foto di Francesca Monti
