GIOCHI PARALIMPICI PARIGI 2024 – Intervista con Zakia Khudadadi, taekwondoka afghana del Team Paralimpico dei Rifugiati: “L’obiettivo è mostrare quanto possano essere forti le donne”

Zakia Khudadadi è tra gli otto atleti che gareggeranno ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 come parte della più numerosa Squadra Paralimpica Rifugiati di sempre.

Zakia è la prima atleta paralimpica dell’Afghanistan, è stata la prima donna a qualificarsi per le Paralimpiadi di Tokyo 2020 pochi giorni dopo la fuga straziante dal suo Paese d’origine. Ora vive a Parigi, in Francia, e ha vinto il Campionato Europeo di Taekwondo Paralimpico 2023 nella categoria 47 kg, dedicando la vittoria alle donne del suo Paese. Diversamente abile dalla nascita, ha scoperto il taekwondo da ragazza guardando le imprese olimpiche di Rohullah Nikpai.

Abbiamo avuto l’opportunità di chiacchierare con Zakia Khudadadi a pochi giorni dai Giochi di Parigi 2024.

Zakia, quali sono le sue sensazioni in vista di questo importante appuntamento?

“Sono molto entusiasta e felice di partecipare ai Giochi e di essere parte del Team Paralimpico dei Rifugiati. Sono pronta a gareggiare”.

Cosa significa per lei far parte del Team Paralimpico dei Rifugiati?

“E’ un onore e una grande opportunità far parte di questa meravigliosa squadra. Anch’io sono una rifugiata in Francia. Spero che io e tutti gli altri atleti possiamo ottenere una medaglia per dimostrare quanto siamo orgogliosi di far parte di questo team. Dobbiamo far capire alle persone che i rifugiati hanno dovuto lasciare il loro Paese a causa di guerre e persecuzioni per cambiare il modo in cui la gente li vede”.

Quale messaggio vorrebbe mandare al mondo?

“Il mio messaggio al mondo è che lavorando molto duramente si possono ottenere importanti risultati. In soli due anni sono riuscita a fare quello che avrei fatto in cinque anni. L’intenzione è quella di mostrare quanto possano essere forti le donne e motivare altre ragazze ad avvicinarsi allo sport e ai Giochi”.

Taekwondo Zakia draft

© European Para Championships 2023

Come si è avvicinata allo sport?

“Ho deciso di praticare taekwondo perchè non avevo scelta. Non potevo praticare altri sport perché era pericoloso. Il mio obiettivo principale attraverso lo sport è stato mostrare che ci sono molte opportunità per le ragazze e per le donne. Per questo mi sono impegnata a fondo e ho anche rischiato la vita quando ero in Afghanistan, realizzando un video che all’epoca era pericoloso in cui spiegavo che volevo partecipare alle Paralimpiadi. Ho corso questo rischio, sapevo anche che forse, dopo aver fatto quel video, nessuno sarebbe venuto in mio aiuto e che avrei rischiato la vita. Purtroppo, prima di me non c’erano altre ragazze alle Paralimpiadi e dopo di me non ce ne sono nella squadra paralimpica. Anche quando la mia famiglia era in Afghanistan e ho ricevuto molte minacce ho continuato lungo la mia strada solo per dimostrare che siamo forti e possiamo fare ciò che vogliamo”.

Che ricordo conserva dei Giochi di Tokyo 2020?

“Le Paralimpiadi di Tokyo 2020 sono state un po’ difficili per me per le condizioni in cui ho gareggiato. Avevo lasciato il mio Paese poco prima e non ho avuto molto tempo per prepararmi. Qui a Parigi è stato molto più facile prepararsi, allenarsi con la squadra francese e far parte della squadra paralimpica dei rifugiati”

Qual è stato l’insegnamento più importante che le ha trasmesso lo sport?

“Dalla mia infanzia fino all’età di 8 anni non potevo uscire, non potevo affrontare la società, in quanto non venivo accettata come persona libera essendo disabile. Facendo sport ho iniziato a conoscere maggiormente me stessa e ho capito che la disabilità non è una limitazione. Ho pensato che con l’esercizio potevo migliorare e far vedere che se vuoi qualcosa puoi ottenerlo, è solo una questione di lavoro duro. Molte ragazze disabili in Afghanistan sono costrette a sposarsi. Ho lavorato per anni affinchè cambiasse lo sguardo della società sulla disabilità.  Dopo l’arrivo dei talebani la situazione è ancora più difficile, in particolare per chi è disabile”.

di Francesca Monti

© European Para Championships 2023

Thanks to Mr Teddy Katz

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