Sayed Amir Hossein Pour è iraniano, si è appassionato al tennistavolo paralimpico quando andava a scuola e da quel momento ha iniziato a sognare di diventare un giocatore professionista.
Pour due anni fa ha lasciato il suo Paese e ha vissuto in diversi campi rifugiati lontano dalla sua famiglia da quando è arrivato in Germania.
Nel 2021 in Bahrain ha vinto due medaglie d’oro agli Asian Youth Para Games e ora si appresta a partecipare ai Giochi di Parigi 2024 con il Team Paralimpico dei Rifugiati come ci ha raccontato in questa intervista.

© ITTF Czech Para Open
Sayed Amir, quali sono le sue sensazioni in vista di Parigi 2024?
“E’ un mix di sensazioni. Sono molto felice di partecipare ai Giochi di Parigi 2024 e di far parte del Team Paralimpico dei Rifugiati, che ora è come una famiglia per me, ma provo anche un po’ di tristezza per non poter gareggiare per il mio Paese, l’Iran”.
Qual è stata finora la sfida più difficile da affrontare?
“Lasciare il mio Paese, separarmi dalla mia famiglia e vivere in diversi campi profughi sono state le esperienze più difficili della mia vita”.
Com’è nata la sua passione per il tennistavolo?
“Mi sono interessato al tennistavolo a dieci anni, quando andavo a scuola, ma non avrei mai pensato di diventare un professionista, a causa della mia disabilità, finché sono andato in un centro sportivo per disabili nella mia città e ho visto delle persone giocare. Da lì è nato il mio sogno di diventare un atleta di alto livello”.
Qual è stata la vittoria che le ha dato maggiori soddisfazioni?
“Sicuramente la vittoria delle due medaglie d’oro agli Asian Youth Para Games 2021 in Bahrain, diventando l’unico detentore di un record nel mio sport in Iran”.
Quale messaggio vorrebbe arrivasse a chi la guarda?
“Spero che le persone vedano, attraverso me, che ci sono sempre delle opportunità, indipendentemente da ciò che si sta attraversando e che non bisogna mai arrendersi”.
Quali sono i suoi prossimi progetti?
“Per quanto riguarda i Giochi di Parigi vorrei provare a conquistare una medaglia, magari quella d’oro, e poi trovare un nuovo lavoro (attualmente ho un impiego part-time) che mi permetta di integrarmi ancora di più e imparare nuove cose. Tutte le persone che incontro e con le quali vengo a contatto mi aiutano a capire la cultura e la società in cui viviamo”.
di Francesca Monti
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