Amelio Castro Grueso è uno spadista colombiano, classe 1992, e sarà in gara nella scherma in carrozzina ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 con il Team Paralimpico dei Rifugiati.
Quando aveva solo 16 anni ha perso sua madre, punto di riferimento per lui e i suoi sei fratelli, e poi ha affrontato un’altra tragedia perdendo l’uso delle gambe in un incidente stradale. Per quattro anni è rimasto in ospedale in gravi condizioni, lasciato solo dalla famiglia che non poteva aiutarlo. Durante la convalescenza ha promesso di scrivere un libro per condividere la sua storia, ma si è reso conto che più persone lo avrebbero letto se avesse vinto delle medaglie.
Ora vive in Italia, si allena al Centro Sportivo delle Fiamme Oro – Polizia di Stato a Tor di Quinto e, sostenuto dal Team Paralimpico Rifugiati, ha partecipato al Campionato delle Americhe di scherma in carrozzina 2024 in Brasile vincendo il bronzo nella categoria B della spada maschile, uno dei suoi più grandi successi sportivi fino ad oggi.

foto © WorldAbility Sport
Amelio, ha raccontato che vorrebbe scrivere un libro sulla sua storia, quale messaggio vorrebbe condividere con il pubblico?
“Poter raccontare la mia storia e pensare che con essa possa aiutare a migliorare la vita di molte persone che magari soffrono è ciò che mi ha ispirato e che mi ispira costantemente. Vorrei lasciare una sorta di testimonianza attraverso il libro raccontando tutte le difficoltà che ho affrontato e che sono riuscito a superare, facendo il meglio che potevo con quel poco che avevo a disposizione, naturalmente con l’aiuto e la grazia di Dio. Spero di riuscire a finire di scrivere il mio libro nei prossimi mesi”.
Lei vive a Roma, quali sono state le difficoltà maggiori che ha affrontato quando è arrivato in Italia?
“Quando sono arrivato in Italia, in quanto migrante, non era semplice trovare un posto dove allenarsi, mangiare correttamente e riposare in modo ottimale come si richiede ad un atleta professionista. Poi per fortuna ho incontrato il maestro Daniele Pantoni che fin dal primo giorno è stato al mio fianco e Michele Tarantini che mi regala tanti consigli sulla scherma. Grazie alla Polizia di Stato e alla Fiamme Oro ho la possibilità di prepararmi molto bene. Mi sento accolto, parte di una famiglia”.
Quanto la fede è stata importante per superare le difficoltà?
“Sono molto credente e penso che tutto ciò che ho raggiunto e che raggiungerò è grazie a Dio. La fede è stata importante quando ero in ospedale, quando ho perso i miei cari. Dio mi ha aiutato, mi ha permesso di incontrare persone corrette e gentili che sono state fondamentali nel mio percorso”.
Ha vinto una medaglia di bronzo al Campionato delle Americhe di scherma in carrozzina. Cosa rappresenta per lei?
“Questa medaglia ha dimostrato che stiamo lavorando bene, in particolare nella gestione dell’assalto, e che possiamo continuare a migliorare. E’ stata la ricompensa di tutti gli sforzi e i sacrifici”.
Quali sono i suoi obiettivi in vista dei Giochi di Parigi 2024?
“Il mio sogno è vincere una medaglia ai Giochi di Parigi 2024 e darò il massimo per riuscirci, sapendo di poter contare sul supporto di un grande team tecnico”.
Che consiglio si sente di dare alle persone che stanno affrontando dei momenti difficili?
“Il consiglio che vorrei dare a tutti è di non smettere mai di sognare e che, per quanto difficile sia la vita o il momento che si sta affrontando, non bisogna arrendersi, ma continuare a lottare. Quando meno te lo aspetti troverai la luce in fondo al tunnel”.
di Francesca Monti
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