E’ stata presentata alla 81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “Leopardi, il poeta dell’infinito”, miniserie in onda il 16 e il 17 dicembre su Rai 1 con la regia di Sergio Rubini, che vede nel cast Leonardo Maltese, Cristiano Caccamo, Giusy Buscemi, Valentina Cervi, Fausto Russo Alesi, Bruno Orlando, Serena Iansiti, Maria Vittoria Dallasta, Andrea Pennacchi, Roberta Lista, Alessandro Preziosi, Alessio Boni. La serie è una coproduzione Rai Fiction – IBC Movie – Rai Com, prodotta da Beppe Caschetto.
Bambino prodigio. Adolescente ribelle. Poeta romantico, filosofo, pensatore politico. Giacomo Leopardi è stato il primo esistenzialista della modernità, una luce guida per gli anni tumultuosi del Risorgimento italiano, un uomo “maledetto” che ha abusato della sua arte e del suo genio fino all’annientamento. Attraverso la storia dell’amico Ranieri, ripercorriamo la vita del poeta dall’infanzia alla sua fuga dall’ambiente familiare opprimente, allo scontro con il pensiero liberale ed ecclesiastico emergente, attraverso il suo amore tormentato per la contessa Fanny Targioni Tozzetti e la sua malattia, fino alla morte.
Nella miniserie Cristiano Caccamo interpreta Antonio Ranieri, amico speciale di Giacomo Leopardi, Fausto Russi Alesi è lo scrittore e mentore Pietro Giordani mentre Emma Fasano veste i panni della cantante lirica Marianna Briganti, come ci hanno raccontato in questa video intervista.
Cristiano, Fausto, Emma, come avete costruito i vostri personaggi e come siete entrati nei loro panni?
Cristiano Caccamo: “Al momento del provino non sapevamo niente. Quando poi Sergio Rubini ha detto sì, mi piace, voglio che lo fai tu, abbiamo lavorato insieme sul personaggio. Sergio è una persona molto aperta, stupenda, che sa lavorare con gli attori. Abbiamo fatto molte prove prima di iniziare le riprese ed è una cosa rara. Ci siamo concentrati su questo sentimento d’amore, presente nel film in tutte le sue forme: fratellanza, amicizia, anche tradimento, passione tra Antonio, il mio personaggio, e Fanny e tra Leopardi e Fanny”.
Fausto Russo Alesi: “È stato emozionante lasciarsi coinvolgere da Sergio Rubini nell’attraversare la sceneggiatura e, nel mio caso, questo personaggio, Pietro Giordani, che è una figura veramente bella nella vita di Leopardi e che mi ha emozionato tanto per le cose che dice che risuonano forti nel presente. Era un uomo totalmente devoto al talento. Quando incontra questo giovanissimo genio si emoziona e fa di tutto per riuscire a far emancipare Leopardi dal suo luogo. Probabilmente anche Giordani, in qualche modo nella sua storia familiare, nella sua prima formazione, aveva avuto dei riferimenti oppressivi. Lui nasce come un conservatore, poi si emancipa e fa questo salto per liberarsi completamente dal conformismo. Prende sempre una posizione pensando con la sua testa, non ha paura del confronto, di andare controcorrente. In Leopardi tutto questo è già presente e Pietro capisce che questo giovane deve solo essere aiutato a liberarsi”.
Emma Fasano: “Prima di fare il provino per Marianna Briganti avevo sostenuto quello per Paolina Ranieri, a Sergio sono piaciuta e mi ha richiamata per questo personaggio. Sono molto contenta perché ho avuto l’occasione di lavorare su cose interessanti, prima fra tutte ho preso delle lezioni di canto lirico perché Marianna è poco conosciuta ma è realmente esistita ed è stata una cantante lirica. Per imparare la postura, nonostante non sia io che canto, anche se sarei stata disposta a cimentarmi in questo, abbiamo fatto molte prove di recitazione con Sergio e con gli altri attori e sul set ho avuto modo di approfondire la relazione che c’è tra Marianna e Giacomo che è di amore e affetto, anche dal punto di vista artistico, dato che sono tutti e due artisti”.
Cristiano, quale aspetto della storia di Leopardi hai avuto modo di scoprire?
“Prima di girare la miniserie per me Giacomo Leopardi non era un personaggio così affascinante come invece l’ho riscoperto adesso. Saranno fortunati coloro che vedranno questo progetto con questa visione completamente diversa. A scuola lo hanno sempre descritto come pessimista, con la gobba, innamorato di Silvia, che tra l’altro manco ha mai visto. A Silvia è stata una poesia scritta sette anni dopo. Quindi andrò dai miei insegnanti e dirò che era tutto sbagliato (sorride)”.
Fausto, Pietro è un punto di riferimento per Leopardi, quanto sono importanti queste figure oggi?
“Con Sergio Rubini abbiamo lavorato sulla libertà di questo personaggio, anche nelle sue sfaccettature, nella sua follia, nella capacità di mutare il punto di vista. Pietro nasce e si professa come un classicista però poi invece è capace di guardare veramente la verità delle cose e chi ha davanti. Credo che le figure dei maestri siano importanti, lui forse rappresenta per Leopardi anche un secondo padre che però non gli mette la mano sulla testa dicendo devi essere così, ma lo invita ad essere se stesso”.
Emma, girando la miniserie qual è l’aspetto più interessante che hai riscontrato nel rapporto tra Giacomo e Marianna?
“Forse l’aspetto più interessante delle scene tra Giacomo e Marianna è che tutto quello che si dicono in realtà non è mai ciò che vorrebbero dirsi, cioè la conversazione anziché essere qui e nelle parole che dicono è tutta nell’aria, è da intendere”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Mongini Comunicazione
