“Queer” di Luca Guadagnino con Daniel Craig, Drew Starkey, Lesley Manville, Jason Schwartzman, Andra Ursuta, Michael Borremans, David Lowery, tratto dal libro Queer di William S. Burroughs, prodotto da Fremantle, Fremantle North America, The Apartment, Frenesy Film Company, in collaborazione con Cinecittà e Frame by Frame, è in Concorso alla 81. Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia.
È il 1950. William Lee è un americano sulla soglia dei cinquanta espatriato a Città del Messico. Passa le sue giornate quasi del tutto da solo, se si escludono le poche relazioni con gli altri membri della piccola comunità americana. L’incontro con Eugene Allerton, un giovane studente appena arrivato in città, gli mostra per la prima volta la possibilità di stabilire finalmente una connessione intima con qualcuno.
“La gioia è stata il punto di partenza, ho letto “Queer” a 17 anni, da ragazzo volevo cambiare il mondo attraverso il cinema. Il titolo di questo libro mi ha dato qualcosa di importante. Il collegamento profondo, la descrizione su pagina dei due personaggi, l’assenza di giudizio mi ha trasformato e cambiato per sempre. Poichè voglio essere fedele a quel giovane che ero ho pensato che dovevo portare questo romanzo sul grande schermo e spero che alla fine di questo film il pubblico abbia un’idea del sè, di chi siamo noi quando siamo da soli e quando si è soli con l’idea di come ci si è sentiti per qualcun altro. Abbiamo creato questo mondo a Cinecittà ma il viaggio è stato bello e gioioso. Ho ammirato Daniel Craig per tanto tempo ed è un privilegio lavorare con lui. Nel finale del film c’è una canzone cantata da Caetano Veloso con le parole pronunciate da Burroughs poco prima della sua scomparsa e dice: Il nostro amore crescerà ancora più vasto degli imperi”, ha dichiarato il regista.
“Abbiamo fatto le prove mesi prima, ballare con una persona rompe il ghiaccio, ci siamo avvicinati alle scene d’amore cercando di renderle toccanti, commoventi, realistiche, il più naturali possibile. Drew è un attore meraviglioso e abbiamo fatto sì che fosse anche divertente. Ho detto di sì a “Queer” perchè volevo lavorare da tempo con Luca Guadagnino. E’ uno di quei film che voglio vedere e fare, sono sfidanti e spero siano accessibili. Luca vuole le opinioni degli altri per capire quello che pensano ed è un processo liberatorio perchè sappiamo in quale direzione stiamo andando. Ho guardato molte interviste di William S. Burroughs, parlava in modo misurato, con una certa profondità. E’ un libro che parla di amore, perdita, desiderio”, ha detto Daniel Craig.
Lo sceneggiatore J. Kuritzkes ha concluso: “E’ stato un grande onore e un privilegio poter portare questo romanzo sul grande schermo. Quando l’ho letto ho visto che era una storia d’amore normale, lineare. Quindi ho cercato di capire come concentrare il film su questo entrando però nelle tematiche sollevate”.
di Francesca Monti
