“La parte più bella secondo me è comunicare, insegnando e lasciando qualcosa al telespettatore, ovvero una ricetta, un trucco, ma anche riscoprire l’arte di avere ospiti a casa, dell’accogliere la persona, di passare una giornata intera a cucinare per gli amici. E’ bello riportare quella poesia in televisione, è anche un modo per dire ti voglio bene”. David Fiordigiglio, giovane, brillante e talentuoso chef, approda su Food Network dal 16 settembre ogni lunedì alle 22:00 con “Oggi cucino con lo chef”, per trasformare ogni cucina in un ristorante stellato.
In questo nuovo programma, prodotto da Milano Produzioni per Warner Bros Discovery, David risponderà alla richiesta di una persona che, in vista di un pranzo o una cena importante, vuole stupire i suoi ospiti con piatti da chef realizzati a casa propria. Con il suo trolley “magico”, che contiene tutti gli ingredienti necessari per realizzare le ricette, raggiungerà il padrone di casa per preparare, con il suo aiuto, un full menù di tre portate, due salate e una dolce: piatti creativi e gustosi che, con il tocco finale dello Chef, saranno ancora più scenografici. Nel corso della preparazione, fra una chiacchiera e l’altra, David darà anche consigli utili e piccoli trucchetti per migliorare la propria tecnica in cucina.
Bergamasco, classe 1996, enfant prodige della cucina italiana, Fiordigiglio coltiva sin da bambino, ispirato da Nonna Carmela, una grande passione per la cucina. Si diploma all’Istituto Alberghiero Darfo di Brescia con una specializzazione in “Cucina e arti culinarie correlate”. Al termine degli studi, viene subito notato dallo Chef Carlo Cracco che lo vuole con sé al Forte Village Resort. Inizia come stagista e ne diventa Chef Executive. Ha lavorato poi nel 3 stelle Michelin Da Vittorio, al Contraste e al Joia Alta Cucina di Milano, alla Collina dei Ciliegi di Verona, al Garda Resort by Falkestainer e al tristellato Mudec di Enrico Bartolini, cercando continuamente di perfezionare il proprio talento. Oggi si divide tra consulenze per ristoranti, la professione di Personal Chef e i programmi tv.

La Pavlova dello Chef David Fiordigiglio
David, “Oggi cucino con lo Chef” è il nuovo programma in partenza su Food Network che ti vedrà protagonista. Cosa ci puoi anticipare a riguardo?
“Innanzitutto sono felicissimo in quanto è il mio primo programma da protagonista, anche se poi i veri protagonisti di questo format sono coloro che mandano un video messaggio e mi ospitano nella loro casa, quindi nella loro intimità, per cucinare dei piatti e stupire i loro ospiti, facendo finta di aver preparato tutto da soli. In una puntata magari si rivelano subito oppure a fine serata dicono ai commensali: “oggi ho cucinato con lo Chef David Fiordigiglio”. All’inizio io mi presento con il trolley contenente tutti gli ingredienti necessari e prepariamo insieme tre piatti, dall’antipasto al dolce, poi esco di scena quando arrivano gli ospiti. Il programma inizia in quel momento perchè gli invitati vedono dei piatti meravigliosi, tutti decorati, con sapori nuovi e cominciano a chiedersi, se magari il padrone di casa non è molto abile ai fornelli, come sia riuscito a cucinare così bene. Sono emozionato e anche un po’ preoccupato, spero vada bene e che il programma non annoi gli spettatori. Noi ci siamo divertiti molto a realizzarlo”.
Cosa vorresti arrivasse allo spettatore attraverso questo programma?
“Secondo me la parte più bella è comunicare, insegnando e lasciando qualcosa al telespettatore, ovvero una ricetta, un trucco, ma anche riscoprire l’arte di avere ospiti a casa, dell’accogliere la persona, di passare una giornata intera a cucinare per gli amici. E’ bello riportare quella poesia in televisione, è anche un modo per dire ti voglio bene. Magari ci sono persone che non riescono a dirlo con le parole ma lo fanno attraverso un piatto, ad esempio con i capperi comprati a Pantelleria pensando agli amici che verranno a cena a novembre. Queste secondo me sono pillole d’amore che vanno sicuramente comunicate. Mi piacerebbe tanto che questo programma facesse venire voglia agli spettatori di invitare delle persone a cena. Ognuno con la ricetta e il mood giusti può fare dei piatti strepitosi. Tutti abbiamo il talento di cucinare, in alcuni magari è più nascosto e va tirato fuori, ma secondo me nessuno è negato a prescindere perché fondamentalmente siamo esseri umani, abbiamo l’istinto di sopravvivenza, quindi se rimaniamo chiusi in una stanza e ci sono una cucina e un frigorifero pieno, magari la prima volta un piatto non viene bene, ma se ti impegni poi riesci. E’ anche un modo per buttare fuori lo stress e comunicare attraverso il cibo i valori che abbiamo dentro”.
E’ molto bella questa visione che hai della cucina, del cibo, visto anche come atto di amore e di amicizia verso gli altri. Quali sono i consigli che hai dato più spesso nel programma?
“Un consiglio che ho dato spesso riguarda l’impugnatura del coltello che secondo me è importante, infatti molte volte nel programma ho mostrato come si deve tenere per tagliare bene e non farsi male”.
Quali sono gli ingredienti che non possono mancare nel tuo trolley?
“Io arrivo con un trolley e con una valigetta di coltelli, quindi innanzitutto non deve mancare la scatola degli strumenti. Il secondo ingrediente è il basilico, è il mio antidepressivo, e lo metto ovunque. Quando lo strofino tra le mani e ne sento il profumo nel mio cervello si aprono mille colori, quindi usarlo nei piatti mi permette di colorarli a livello di immagini, di sapore, di emozioni che provo. Mi ricorda i pomeriggi passati con i nonni”.
A proposito di nonni, la tua passione per la cucina è nata grazie a tua nonna Carmela…
“Sì, è nata grazie a lei e c’è anche una data precisa: il 19 marzo, la festa del papà. A San Giuseppe, a Napoli si preparano le zeppole, ricordo mia nonna con in mano questa sac a poche, anche se non la sapeva usare bene, perché non faceva la cuoca di professione ma era una bidella. Mentre la osservavo pensavo che un giorno avrei potuto mostrarle come si utilizzava. Avevo 6-7 anni, presi la sac a poche e non so come, probabilmente è stata una botta di fortuna, ma iniziai a riempire le zeppole. Mia nonna si chiedeva come avessi fatto, era entusiasta, mi diceva “wow ma che bravo”. Dopo le zeppole di San Giuseppe mi ha fatto i complimenti per le pizze fritte, e quando in prima elementare ho preparato da solo un uovo all’occhio di bue ha chiamato tutte le sue amiche per raccontare questa cosa. Nonna era bravissima a cucinare, adesso purtroppo ha l’Alzheimer e quindi il mio obiettivo è portare avanti la sua memoria attraverso i miei piatti, la sento come una missione, ovviamente unendo la tradizione alle tecniche che ho imparato nei ristoranti”.
Sei anche uno dei volti di “E’ sempre mezzogiorno” con Antonella Clerici, com’è nata questa collaborazione?
“Sono entrato in una cucina a 13 anni, spinto da una grande motivazione. Tutto quello che ho fatto, specialmente in televisione, è per mia nonna. Ti racconto un aneddoto. Quando tornavo da scuola volevo vedere i cartoni animati, invece nonna metteva la registrazione delle puntate di La Prova del Cuoco con Antonella Clerici e ogni volta mi diceva che avrebbe voluto vedermi in quel programma a cucinare. Dopo qualche tempo ho fatto il provino per La Prova del cuoco, ho chiesto i soldi a mia mamma, 50 euro, per scendere a Roma e pagarmi i biglietti del treno, l’alloggio e stampare le fotografie. Per tre anni consecutivi ho provato a partecipare ma non mi hanno preso, poi un giorno mi ha chiamato Gioia Vigliaroli che ringrazierò sempre perché è un’autrice fantastica, e mi ha chiesto se volessi prendere parte a “E’ sempre mezzogiorno”. Non potevo crederci. A nonna non ho detto nulla, sono andato e le ho fatto la sorpresa in diretta, lei era felicissima, mi ha emozionato tanto. Il tempo con i nonni purtroppo è un po’ limitato nel senso che sai che sono coloro che ti vogliono più bene e i primi che se ne vanno, quindi cerco di fare tutto quello che posso, con il cuore, per renderli orgogliosi. Non ho nessun parente nel mondo della ristorazione, i miei nonni sono bidelli, come mia mamma e mio zio. Soltanto nonno, prima di diventare bidello, ha lavorato come maître sulle navi da crociera della società Italia, che all’epoca si chiamavano Michelangelo e Raffaello. Una delle due, credo la Raffaello, affondò in mare, mio nonno per fortuna non era a bordo, era sull’altra nave. Purtroppo questa perdita fece fallire la società e, come a Checco Zalone nel film, a mio nonno chiesero se preferisse il posto fisso o più soldi sul TFR per uscire dalla società e lui siccome erano tempi duri scelse il posto statale, e venne mandato a Schilpario, in alta montagna a fare il bidello. Ogni due settimane tornava a Napoli col treno ma i costi dei biglietti erano elevati, così tutta la famiglia si trasferì al Nord. Per questo io e mia sorella siamo nati a Bergamo. Spesso i nonni invitavano a casa a cena i professori, il preside, e questo un po’ mi ha influenzato perchè sono diventato docente di cucina per l’Accademia del Gusto di Bergamo. Ed è stata una cosa meravigliosa. Successivamente ho lavorato nei ristoranti stellati, ho fatto consulenze e tante altre esperienze”.
Hai cucinato per diverse celebrità della tv, spettacolo e sport, ce n’è una in particolare per cui ti piacerebbe preparare un pranzo o una cena?
“Ho cucinato per più di sessanta celebrità, infatti mi hanno definito lo chef dei VIP (sorride), ma il personaggio per il quale vorrei preparare una cena è Christian De Sica. In realtà era anche capitata l’occasione. Ero a Panarea, in una spiaggia libera, e per caso mentre stavo facendo una call in inglese per un ristorante in Sardegna, si è avvicinato un giovane che assomigliava a De Sica, ed era suo figlio, ma ero impegnato con questa call e quindi non ho potuto dedicargli molta attenzione in quel momento. Abbiamo poi avuto modo di fare amicizia e gli ho raccontato che mi avrebbe fatto tanto piacere cucinare per suo padre. Lui mi ha dato appuntamento la sera stessa al ristorante a Panarea, dove ci sarebbe stato anche Christian De Sica, per organizzare il tutto. Mi sono presentato in questo locale ma non ce l’ho fatta a parlare con lui perché ero troppo emozionato e sono andato via. Quindi ho questo sogno che vorrei realizzare. Per me è il miglior attore che esista. De Sica e Vasco Rossi sono i miei miti”.

Il risotto con gamberi rossi, limone e beurre blanc dello Chef David Fiordigiglio
Qual è il tuo piatto forte?
“Tutti i piatti che preparo, dall’antipasto al dolce, per me sono forti in quanto sono nati dalle mie mani, quindi sono un po’ come dei figli, dei migliori amici, dei fratelli, ma se dovessi presentarmi a una cena dove devo fare colpo sicuramente preparerei il risotto con gamberi rossi, limone e beurre blanc. E’ il piatto con cui Carlo Cracco mi ha scoperto. L’abbiamo preparato anche nel programma “Oggi cucino con lo Chef””.
Un piatto semplice da preparare che consiglieresti ai nostri lettori…
“Un piatto semplice che consiglierei ai lettori è lo scarpariello, cioè spaghetti con pomodoro fresco, basilico e un po’ di parmigiano o pecorino. Per me è fantastico e l’ho preparato per varie cene, l’ultima da Alberto Matano”.
Cosa significa per te cucinare?
“Io non posso fare a meno di cucinare, anche quando sono a riposo. La cucina per me è amore, è voglia di farsi conoscere, di comunicare un messaggio, di provare emozioni e farne provare altre mille al cliente. Se pensi a un piatto di tua nonna, di tua mamma, di una vicina di casa, qualsiasi cosa che ti fa stare bene quella è un’emozione, non sono solo amore o odio, ma possono essere anche dei ricordi che ti fanno sorridere”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Alessandro Dalrio
