Gabriele Pignotta, dopo il successo di Scusa sono in riunione… ti posso richiamare? torna in scena insieme a Vanessa Incontrada al Teatro Manzoni di Milano dal 21 gennaio al 2 febbraio con un nuovo travolgente spettacolo, Ti sposo ma non troppo.
Il testo, che mescola con abilità la leggerezza della commedia con un mood romantico, vede protagonisti quattro individui che, superati i quarant’anni, fanno i conti con una situazione sentimentale ancora precaria: Andrea (Vanessa Incontrada) è una donna affascinante delusa dall’amore, Luca (Gabriele Pignotta) è un divorziato dall’eterna giovinezza che si rifugia in storie superficiali e prive di impegno, Carlotta e Andrea (Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro), sposati da dieci anni, sono una coppia stanca e demotivata. La convivenza, le emozioni confuse e le crisi esistenziali trascineranno i quattro in un vortice di scambi d’identità ed equivoci imbarazzanti.
Gabriele, torna nella stagione 2024-2025 al Teatro Manzoni di Milano con “Ti sposo ma non troppo”…
“Questa volta come si intuisce dal titolo si parla d’amore e non è un tema facile perchè si rischia di andare sul bacio Perugina, sulla superficialità, invece credo che siamo riusciti a creare una commedia che racconta due storie d’amore con quattro profili romantici in cui sicuramente il pubblico si riconoscerà”.
Uno spettacolo che racconta le mille sfumature dell’amore, le crisi esistenziali, le emozioni…
“E’ una commedia che presenta tutti gli aspetti dell’amore, sempre in termini ironici, con l’equivoco quindi si riderà ma ci si emozionerà anche tantissimo e si rifletterà sulle proprie storie d’amore. Invito il pubblico a venire a teatro perchè sarà una sorta di psicanalisi collettiva”.
Sul palco insieme a lei ci sarà nuovamente Vanessa Incontrada con cui forma una coppia artistica perfetta da tempo…
“E’ una ditta conclamata (sorride)… la chicca è che questa commedia è tratta dal nostro primo omonimo film. Abbiamo fatto un update nello spettacolo. A me e a Vanessa è venuta voglia di raccontare di nuovo questa storia immaginandola dieci anni dopo perchè nel frattempo siamo cresciuti”.
di Francesca Monti
