Tosca D’Aquino è tra i protagonisti di “Magnifica presenza” di Ferzan Ozpetek, nuovo adattamento scenico di uno dei suoi successi cinematografici dopo “Mine Vaganti”, in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 10 al 22 dicembre 2024.
L’attrice interpreta Maria, la folle cugina di Pietro, un giovane pasticciere gay che ha deciso di lasciare la sua città natale, Catania, e di trasferirsi nella Capitale, per seguire il sogno di diventare attore.
Una commedia tra illusione e realtà, sogno e verità, amore e cinismo, cinema, teatro e incanto.
Tosca, sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano con “Magnifica presenza”, adattamento scenico del celebre film di Ferzan Ozpetek, nel ruolo di Maria…
“Ferzan Ozpetek è riconosciuto da tutti come un Re Mida, per cui tutto quello che tocca diventa oro. Magnifica presenza è la trasposizione teatrale di un suo grande successo cinematografico e a mio modesto parere è ancora più bella del film e per assurdo i personaggi sono ancora più completi. E’ uno spettacolo particolare perchè la storia è quella di un giovane ragazzo che si trasferisce a Roma e ha una cugina insopportabile, insostenibile, Maria da me interpretata, ma ha anche una purezza, una freschezza e non riesce ad inserirsi nel tessuto attuale della vita quotidiana. Con questa sua grande sensibilità riesce però ad avere un contatto con le persone che vivono nella casa e che vengono dall’al di là. Per cui è un percorso poetico e molto divertente”.
Com’è stato lavorare con Ferzan Ozpetek?
“E’ stato bellissimo perchè Ferzan è un artista completo per cui ci siamo anche molto divertiti, è stata un’esperienza straordinaria, siamo un gruppo coeso, con attori bravissimi ed è uno spettacolo molto godibile”.
Nella sua carriera ha interpretato molte donne diverse al cinema, nelle serie tv, a teatro, di Maria cosa l’ha più affascinata?
“E’ una cugina veramente pazza e trovo divertente prestare la mia interpretazione a questi personaggi border. Maria si permette di dire delle cose assurde ed è stato interessante con Ferzan trovare una linea dove questa follia deve risultare naturale, altrimenti sarebbe diventata una macchietta, una caricatura”.
di Francesca Monti
