Intervista con Luca e Daniela Sardella, su RaiPlay con “Green Lovers”: “I giovani sono i custodi dell’ambiente”

“Oggi i ragazzi hanno una sensibilità maggiore nei confronti dell’ambiente e quindi si organizzano per sfruttare al meglio quelle che sono le possibilità tecnologiche, ma allo stesso tempo si approcciano in maniera assolutamente più rispettosa nei confronti della natura”.

Luca Sardella, celebre conduttore, agronomo e cantautore, e sua figlia Daniela, avvocato, criminologa e giornalista, due eccezionali ambasciatori del verde e dell’ecologia, conducono “Green Lovers”, da lunedì 30 settembre su RaiPlay, una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali.

Un viaggio straordinario in cui attraversano l’Italia da nord a sud, per imparare a distinguere le piante, le erbe e gli alberi, ma anche per capire il ruolo delle stagionalità, degli interscambi tra fauna e flora, l’impatto del clima sulla natura e attraverso le piante l’importanza della vegetazione per l’uomo. Dieci puntate disponibili in boxset, più uno speciale dedicato alla Croazia: si inizia con la Puglia, si prosegue poi con Veneto, Campania, Lazio, Sicilia, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Trentino Alto Adige. Ogni puntata si arricchisce dei consigli pratici della cosplayer Antonella Arpa e degli influencer Elisa Nicoli e Stefano Gullotta.

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Come nasce l’idea di “Green Lovers”?

Luca Sardella: “Volevamo realizzare un programma diverso dal solito, così con una ricerca certosina siamo andati a scovare quei giovani che hanno a che fare con il verde, in modo da far conoscere anche situazioni molto particolari. Daniela ha affrontato argomenti rivolti maggiormente ai giovanissimi, io invece mi sono dedicato all’ecologia ambientale, in questo momento così particolare di transizione dovuta anche al cambiamento climatico. La tecnologia poi ha contribuito ad avvicinare le nuove generazioni all’ambiente”

In che modo la tecnologia ha influito nell’approccio dei giovani al green?

Luca Sardella: “Un tempo i giovani si mettevano a contare le foglie di una pianta, a zappare la terra o a inseguire gli insetti, invece oggi anche i laureati voltano le spalle al mondo lavorativo e si tuffano nell’ecologia, nell’agricoltura e nella zootecnia, innamorandosi della terra e diventando agricoltori, allevatori. Ti faccio un esempio. Ho conosciuto una ragazza da poco laureata alla Bocconi che è stata chiamata da varie fabbriche e industrie per lavorare ma, pensando a suo nonno che coltivava le zucchine, ha deciso di tornare a Sorrento, ha preso un terreno abbandonato e ha cominciato a studiare come è fatta la terra. Oggi è diventata una leader nel settore. Grazie alle tecnologie ha sempre tutto sotto controllo, anche a chilometri di distanza, può così sapere se c’è un problema o attivare l’annaffiatura”.

Il fatto che i giovani abbiano questo interesse per la natura, per l’ambiente, è sinonimo di speranza per un futuro migliore…

Luca Sardella: “Sì, i giovani sono i custodi dell’ambiente. A Bolzano ho intervistato dei ragazzi che hanno messo in pratica il giardino energetico, invitando le persone a fare una passeggiata nel bosco e ogni tanto ad abbracciare un albero perchè emana sostanze importanti come i terpeni, che fanno bene al cervello, alla memoria, alla forza, combattono lo stress. Io e Daniela abbiamo anche scritto un libro che si intitola “Una pianta per amica” in cui spieghiamo come affrontare al meglio gli imminenti cambiamenti climatici e avere la giusta cura delle nostre piante. Se le temperature continueranno a salire fra venti anni potrebbero morire tante persone, perché già ora il caldo anomalo ha fatto parecchie vittime in Europa e nel mondo, solo in Italia più di 4.000. Se l’uomo a certe temperature elevate non riesce a uscire per strada immaginiamo cosa può succedere alla natura, agli insetti, ai mammiferi. Nessuno si è abituato a questi cambiamenti. Ecco perchè nei nostri mari sono comparsi il granchio blu, il pesce palla, il pesce scorpione, il pesce coniglio. Dobbiamo abituarci a un nuovo modo di mangiare, ad avere nuovi animali, insetti, piante nel nostro Paese. Il mondo sta cambiando e i giovani, come dicevo poco fa, sono i custodi di questo cambiamento, però se non frenano tutto quello che sta avvenendo di negativo e non fanno i guardiani andremo incontro a brutte situazioni come già successo in passato con le glaciazioni e altri eventi che hanno provocato l’estinzione di gran parte delle specie viventi. Dobbiamo invece far sì che i giovani si innamorino dell’ambiente e possano tutelarlo”.

Daniela Sardella: “Oggi i giovani, rispetto alla mia generazione, ma anche a quella precedente, hanno una sensibilità maggiore nei confronti dell’ambiente e quindi si organizzano per sfruttare al meglio quelle che sono le possibilità tecnologiche, ma allo stesso tempo si approcciano in maniera assolutamente più rispettosa nei confronti della natura. Ho intervistato ad esempio un veterinario molto giovane, che si dedicava agli animali molto grandi, e ad un certo punto ha lasciato tutto e ha aperto un centro di recupero per i ricci, ed è proprio una missione quella che porta avanti, cioè recuperare questo piccolo animale, che in pochi conoscono, che tante volte magari incontriamo sulla nostra strada e non sappiamo neanche se lasciarlo lì, se c’è un posto dove poterlo portare, se stia bene o male, lo guardiamo in maniera sospettosa e nello stesso tempo anche affascinata, perché comunque è particolare. Dietro al riccio invece c’è una storia di sostenibilità importante, ed è fondamentale perché riesce a mantenere un equilibrio nella biodiversità. E’ un animale molto utile, che purtroppo per varie motivazioni sta scomparendo. Vedere come le persone, in varie parti della penisola, dalla Sicilia al Piemonte, si approcciano in maniera diversa e con una sensibilità maggiore nei confronti del territorio, dell’ambiente, per noi è un incoraggiamento a continuare con la nostra modalità green, che ci appartiene da sempre, ma che è bello rinnovare quotidianamente, mantenendo degli accorgimenti anche nella nostra vita, non solo facendo ad esempio la raccolta differenziata ma anche delle piccole azioni come scegliere un prodotto rispetto a un altro perché ha una storia più sostenibile”.

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Nella prima puntata, disponibile su RaiPlay, protagonista è la Puglia, poi il viaggio prosegue in altre dieci regioni italiane, con l’aggiunta di uno speciale in Croazia…

Luca Sardella: “Io e Daniela, ciascuno per proprio conto, abbiamo fatto delle scelte. Per quanto riguarda la Puglia volevo andare un po’ incontro al passato e parlare anche dei dinosauri, della loro estinzione e del fatto che i polli che mangiamo derivino da loro in quanto fanno parte della stessa famiglia”.

Daniela Sardella: “Io invece ho scelto la Puglia perché è una terra a noi molto cara, sono stata al lago di Varano, sede di un’importante riserva naturale e di un vasto complesso militare di inizio ‘900, l’idroscalo Ivo Monti, ma abbiamo girato in lungo e in largo anche il resto dell’Italia, dalle Alpi alla Sicilia ed è stato veramente un bellissimo viaggio. Siamo convinti che sensibilizzare la nuova generazione al green non sia solo una missione, ma che il rispetto nei confronti dell’ambiente parta proprio dall’osservarlo e frequentarlo di più. Se riusciamo a stare a contatto con la natura ci innamoreremo delle bellezze che ci circondano e quindi a quel punto nascerà quella forma di rispetto, come quando due persone si innamorano e si frequentano prima di innamorarsi. E’ la stessa propensione”.

Girando l’Italia che idea vi siete fatti circa il tempo che i bambini trascorrono a contatto con la natura?

Daniela Sardella: “Ci siamo resi conto che purtroppo, a causa dell’industrializzazione e dell’abbandono di quelle che erano le aree rurali di una volta, i bambini e i ragazzi di oggi stanno molto meno a contatto con la natura rispetto alle generazioni precedenti e questo certamente influisce anche su quella che è la percezione dell’ambiente intorno a loro. Dobbiamo invece essere custodi della natura, nel senso che siamo parte integrante di questa comunità, non dobbiamo sentirci padroni, disporne come vogliamo e quando vogliamo e sfruttarla ma porci in armonia con il mondo che ci circonda, invogliando le altre persone, soprattutto i più giovani, a passare del tempo all’aria aperta. Ho visitato ad esempio un parco avventura molto divertente in provincia di Bolzano, con livelli di difficoltà diversi per i bambini, anche quello è un modo per trascorrere delle ore in un bosco, in mezzo alla natura”.

Ci raccontate qualche aneddoto o esperienza particolare vissuta realizzando “Green Lovers”?

Daniela Sardella: “In Sicilia abbiamo fatto il body rafting alle gole dell’Alcantara, è stata una gelida avventura perché le acque sono particolarmente fredde, ma è anche quello un modo divertente per approcciare al mondo naturale. Abbiamo poi scoperto, grazie a Davide Busato che è uno scrittore e uno storico, che Marco Polo era un green lover in quanto questo mercante veneziano, a cui hanno intitolato un aeroporto e il cui volto campeggiava sulle banconote da mille lire ed è quindi un’icona pop, è stato anche un precursore di altre forme di import dall’estero, in particolare di piante, che poi sono state coltivate nel tempo nella nostra penisola proprio grazie a lui. Ha portato in Italia il rabarbaro, lo zenzero che ancora oggi utilizziamo, tramite quel viaggio incredibile raccontato ne Il Milione. All’epoca poi la farmacopea si serviva di alcune piante, per esempio la palma del sagù, arrivata a Venezia grazie a Marco Polo e ricoltivata negli orti scomposti, una sorta di bozza di orto botanico, all’interno dei giardini nobiliari veneziani. Come si può immaginare nella Serenissima non ci sono tantissimi giardini, e non c’erano neanche una volta, ma siamo riusciti a fare delle ricerche interessanti, a capire come l’integrazione di determinate piante in un altro territorio possa avere portato dei benefici”.

Questo approccio alla modalità green di cui parlava prima Daniela e questa passione per l’ambiente come si sono sviluppate?

Luca Sardella: “L’amore per la natura nasce fin da piccino, quando prendevo i semi che gli altri buttavano, li mettevo nella terra e facevo crescere le piantine. Mia madre diceva: “questo farà il medico delle piante”. Crescendo ho frequentato la scuola di agraria, mi sono laureato all’università alla facoltà di agraria, ad un certo punto però stavo per abbandonare questo lavoro ma Pippo Baudo, che è sempre lungimirante, mi ha detto “vai avanti, le piante saranno protagoniste della nostra vita con il passare del tempo, canta sempre (Luca Sardella è anche un cantautore), però ricordati di dare spazio alle piante”. E quindi ho seguito il suo consiglio e ho continuato a studiare. Daniela è nata si può dire in mezzo alla natura, la nostra casa era piena di fiori, di piante, quindi lei ha vissuto da piccola a contatto con l’ambiente e vedendo il lavoro che facevo. Lei è un avvocato, una criminologa, una giornalista ma si sta occupando anche dei disastri ambientali, di diritto ambientale, degli ecoreati”.

Daniela Sardella: “Era un po’ difficile coltivare passioni diverse. Essere nata in una famiglia che ha una certa sensibilità verso il verde certamente ha influenzato la mia scelta anche di vita. I miei genitori hanno avuto sempre questa attenzione ma anche questa capacità che non è da tutti di riuscire a instaurare un rapporto particolare sia con il mondo del verde che con quello degli animali. A casa avevamo una sorta di piccolo regno di tutela ambientale (sorride) … Sono lieta di aver ricevuto un’educazione di quel tipo e di essere stata instradata verso questa modalità green”.

Luca, nella sua carriera ha avuto modo di occuparsi delle piante e dei giardini di diversi personaggi celebri…

“Vi racconto un aneddoto. Mia figlia ha avuto la fortuna di conoscere Michael Jackson, era diventata capo del suo fan club per l’Italia, e io ho avuto un appuntamento da lui, in quanto aveva una villa meravigliosa, ma non riusciva a trovare alcune piante straordinarie. Siamo andati anche da Re Carlo III. In Italia invece si sono rivolti a me Pippo Baudo, alcuni grandi attori… Conosco molto bene le piante e riesco ad indicare quelle più adatte in base all’ambiente”.

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Non è il primo programma che realizzate insieme, com’è lavorare fianco a fianco?

Daniela Sardella: “Non è sempre semplice, ognuno ha il suo carattere, ha le sue modalità di pensiero, chiamiamole così, e siamo anche abbastanza testardi, quindi trovare un accordo non è facile però devo dire che è anche un privilegio avere un maestro come il mio papà”.

Luca Sardella: “Anche io imparo da Daniela, guai se uno dei due fosse pigro o poco acculturato, è bello confrontarsi e se necessario anche scontrarsi”.

Luca, lei è anche un cantautore, ha pubblicato diversi singoli e dischi e scritto canzoni per celebri artisti, a livello musicale ha qualche nuovo progetto all’orizzonte?

“Sto preparando un cd in cui ci sono due canzoni scritte insieme a Mogol e due con Cheope, le altre sono opera mia. Siamo nella fase finale del progetto. Inoltre tutte le musiche di “Green Lovers” sono state create da me e Daniela, e cambiano da un momento all’altro, in base all’immagine, sono un po’ alla Morricone, ogni situazione ha il suo vestito, la sua musica, da quella più allegra a quella più roboante o malinconica. Abbiamo scritto circa una cinquantina di brani nuovi. “Green Lovers” è un programma frizzante, anche molto rock per riuscire ad avvicinarci ai giovani. I nostri obiettivi infatti sono tre: cercare i ragazzi che si occupano del green, permettere di imparare cose nuove a coloro che hanno già una cultura e un’attenzione particolare verso la natura e provare a catturare l’attenzione di coloro che non sono interessati a questo tipo di trasmissioni. Non sono il professore pesante che vuol dare lezioni. Il nostro linguaggio è comprensibile a tutti, parliamo con semplicità, con gioia e con il sorriso”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Francesca Procopio

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