Questa mattina una troupe del Tg3 è stata aggredita in Libano, vicino a Sidone. L’autista locale, Ahmad Akil Hamzeh, ha avuto un infarto ed è deceduto. Lo ha denunciato il Tg3 nell’edizione delle 12 attraverso il racconto dell’inviata sul campo Lucia Goracci, rimasta incolume insieme all’operatore Marco Nicois: “Erano le 9 di questa mattina e facevamo delle riprese a Jiyeh, dove la nostra stringer aveva segnalato agli Hezbollah locali la nostra presenza. Stavamo lavorando senza problemi, poi è spuntato un uomo, è andato verso Nicois tentando di strappargli la telecamera. Abbiamo protetto Marco. Siamo tornati in auto pronti ad allontanarci in fretta, ma sono arrivati altri uomini che hanno iniziato a spintonare noi e l’auto. L’uomo di prima ha provato a tirarci una grossa pietra. Siamo andati via veloci in auto, sembrava che ci stessero inseguendo. Quando Ahmad si è fermato a un distributore ormai fuori da Ghazieh, l’uomo ci è venuto addosso, gli ha strappato le chiavi, ha tentato di rompere la telecamera di Marco entrando attraverso i finestrini aperti, mentre nessuno ci veniva in aiuto. Ahmad, che era un uomo buono, ha tentato di convincerlo a ridarci le chiavi uscendo dall’auto si è accasciato a terra. Era un uomo buono. Abbiamo subito chiamato i soccorsi, è arrivata l’ambulanza, l’abbiamo seguita, purtroppo quando l’abbiamo raggiunta ci hanno detto che era morto dopo lunghi tentativi di rianimarlo. Io e Marco non abbiamo parole per descriverne la profondità umana e la grande dolcezza”.
“Nell’esprimere la condanna e lo sdegno per l’aggressione alla troupe del Tg3 in Libano, la Rai esprime vicinanza e sostegno alla famiglia di Ahmad Akil Hamzeh, l’autista deceduto per infarto durante l’aggressione, e conferma di aver messo in atto tutte le misure di sicurezza per la nostra giornalista Lucia Goracci impegnata con la sua troupe in uno straordinario lavoro di documentazione della guerra in corso”, ha dichiarato la Rai con una nota stampa.
