AL WINE & JAZZ DI DIVINEXPERIENCES L’EFFETTO “WOW” DELL’ENOGASTRONOMIA E DELLA CULTURA SICILIANE

Lo storico Palazzo Vigo di Torre Archirafi (Riposto, in provincia di Catania) ha fatto da pregevole cornice alla sesta edizione di Wine & jazz di DivinExperiences (26-28 ottobre), manifestazione che ha avuto per slogan “il cibo del futuro bionaturalmente”, con un programma denso di appuntamenti eno-gastronomici e culturali molto interessanti.

100, tra produttori di vini, oli, formaggi, salumi, mieli, confetture e conserve, hanno mostrato e fatto assaggiare le loro prelibatezze, con un cielo di luci che ha illuminato gli ospiti, coccolati da tanti eventi nell’evento. Le degustazioni enoiche guidate da ONAV Etna, gli show-cooking, organizzati da Alfio Visalli (cuoco e mastro salatore di bottarga di tonno), a cura di Blu Lab Academy, moderati da Roberta Romano, e i banchi d’assaggio hanno fatto da fulcro allo svolgimento della manifestazione. Gli chef che si sono avvicendati giorno 26 e 27, nel segmento ribattezzato “intrecci mediterranei” sono stati: i Ragusa’s (Alessandra e Gianluca Ragusa), Silvio Iacuzza, Sebastiano Cavallaro, Marco Bertoni, Enrico Lavanier, Antonio Spadaro, Bruna Vecchio, Claudio Ruta e Fulvio Massimino. Ad assicurare il pairing con le creazioni culinarie sono stati gli abbinamenti enoici della sommelier Francesca Giunta. Le presentazioni di libri, tra cui “La mia metà del chicco” di Nicola Mulè e “Orgoglio siciliano” del politico Nuccio Carrara, le mostre di sculture di Nicola dell’Erba e di Sicily ceramics, l’esposizione degli abiti creati con tessuti naturali e sostenibili di Nora Maison, le proiezioni di corti siciliani (sezione curata da Beppe Manno), hanno arricchito la manifestazione di momenti culturali significativi. Le visite dei luoghi legati al grande cantautore Franco Battiato, la mostra in onore dello stesso artista, curata da Carmen Bellalba, la terrazza dedicata alla mixology (affidata ak bartender Gabriele Maugeri), la musica jazz del Roberta Sava Quartet e un gradevole dj set di Yvii Party, hanno scandito ulteriormente i ritmi della manifestazione creata e orchestrata da Soccorso Parisi.

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Quest’ultimo ha illustrato i contenuti della manifestazione che ha dedicato la giornata di lunedì 28 interamente ai professionisti del settore dell’hôtellerie, della ristorazione e della distribuzione, per stabilire connessioni e fare rete.  Parisi ha voluto creare, come da lui sostenuto, “l’effetto wow”, come elemento identificativo di questo e di altri suoi eventi.  L’organizzatore ha affermato di realizzare questo tipo di manifestazioni per dare all’utente che ne può usufruire un’esperienza immersiva e totalizzante sulla Sicilia, puntando sulle eccellenze del comparto agroalimentare che caratterizzano i vari contesti dei differenti territori siculi e anche sulla qualità delle persone che operano sul territorio.

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Una serie di tavole rotonde con l’Università di Messina, con l’Università di Catania e con Slow Food, sulla Sicilia, ha consentito di fare approfondimenti importanti sui prodotti siculi, coinvolgendo vari enti e platee siciliane.

Per quanto riguarda la location, costituita dall’ottocentesco Palazzo Vigo edificato a pochi metri dal Mar Ionio, è stata allestita in modo da creare una sorta di piazza in cui le eccellenze enogastronomiche di piccoli produttori siculi hanno fatto da protagoniste, assieme ai vari show-cooking e ai momenti di intrattenimento. Il risultato è stata un’atmosfera che ha unito eleganza, buon bere e mangiare e amore per la bellezza. Parisi ha sempre voluto dare spazio, nei suoi eventi, a quest’ultimo aspetto, soprattutto per quanto riguarda la bellezza plurisfaccettata della Sicilia. Anche per questo motivo la manifestazione è itinerante. Infatti, le edizioni precedenti hanno toccato varie località della Trinacria, partendo dalle Isole Lipari, proseguendo, per la seconda edizione, a Milazzo e avendo come sede per le annate successive Ortigia (Siracusa), Palermo e Castroreale, in provincia di Messina. In attesa della prossima destinazione, l’ambizione di Parisi è di dare un’aura sempre più internazionale all’evento che peraltro non usufruisce di sostegni di enti o amministrazioni, poggiando solo su fondi propri e, soprattutto, su passione e competenze che rendono questo evento irrinunciabile.

di Gianmaria Tesei

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