Intervista con i Cugini di Campagna: “A Ballando con le stelle ci siamo rimessi in gioco, ma siamo rimasti sempre noi stessi”

“Siamo stati coerenti con quello che siamo, vogliamo e dobbiamo essere, ovvero portare una ventata di allegria”. I Cugini di Campagna sono tra i concorrenti dell’edizione 2024 di “Ballando con le stelle”, amatissimo dance show in onda il sabato sera su Rai 1 condotto da Milly Carlucci con Paolo Belli.

Sulla pista, in coppia con la maestra di ballo Rebecca Gabrielli, l’iconica band della musica italiana composta da Ivano e Silvano Michetti, Nick Luciani e Tiziano Leonardi ha portato arte, leggerezza, paillettes, allegria ma anche tante emozioni con bellissime performance accompagnate da alcune delle loro hit come Anima Mia, Meravigliosamente, Lettera 22, uscendo alla quarta puntata ma avendo la possibilità di rientrare nuovamente in gara con il ripescaggio.

A “Ballando con le stelle” avete portato arte, divertimento, leggerezza, colore, insomma, tante cose belle. Qual è il vostro bilancio finora?

“Tornare a imparare una disciplina alla nostra età è tanto di guadagnato, soprattutto se, come in questo caso, si tratta di una novità, e quindi riattivarsi, stare in una scuola, avere un maestro e mettersi in gioco. E’ stato divertente. Poi a livello di spettacolo, di performance, siamo stati coerenti con quello che siamo, vogliamo e dobbiamo essere, ovvero portare una ventata di allegria. Nelle prove eravamo un po’ pasticcioni, ma è anche quello che implicitamente la gente adora vedere di noi, la nostra scanzonatezza, e credo che in queste quattro puntate sia emersa”.

Con la vostra maestra di ballo, Rebecca Gabrielli, si è creato un buon feeling artistico…

“Non solo artistico, siamo amici, ci siamo confidati su molte cose, insomma si è creata una comitiva, un bellissimo team, una meravigliosa unione, e non era scontato”.

780ECE57-69D1-4544-981C-9ACDD4909E6C

I Cugini di Campagna con Rebecca Gabrielli – credit foto US Ballando con le stelle

Cosa vi ha convinto ad accettare questa nuova sfida?

“Il divertimento e poi Ballando con le stelle è un programma strepitoso, seguitissimo, quindi non partecipare sarebbe stato un errore. Ritrovarci sotto nuove spoglie, nuove declinazioni, nuovi aspetti, è una cosa che ci elettrizzava. Ci siamo divertiti e le aspettative non sono state tradite. Vorremmo poi sottolineare l’eccellenza delle maestranze, dei maestri dell’orchestra, dei registi e di tutto il team”.

Siete stati il primo gruppo nella storia del programma a prendere parte alla gara…

“Pensa quanto siamo inscindibili. Siamo stati i primi e quindi anche la nostra maestra è stata molto brava a sapersi dividere e calibrare una proposta. L’intenzione era di far ballare tutti e quattro, secondo il proprio punto di vista, quindi abbiamo cercato di essere corali nella parte musicale che proponevamo all’inizio, ma anche in quella coreutica. Abbiamo creato un affresco che aveva vari ritmi, vari colori, con l’abilità di Tiziano nel ballo, il carisma di Ivano, che anche se non era molto mobile per ovvi motivi comunque dava il suo apporto anche solamente con la presenza, la simpatia di Silvano, la voce di Nick, quindi siamo stati un gruppo sicuramente dal punto di vista della narrazione, andando ad evocare una forte emozione”.

Danzare sulle note delle vostre canzoni, da Lettera 22 ad Anima Mia, Meravigliosamente, che emozione è stata per voi?

“L’emozione in quei momenti veniva controllata e calmierata dalla performance. Il groppo alla gola lo deve avere il pubblico, noi invece riguardandoci abbiamo pensato “che spettacolo”,  andiamo a proporre delle canzoni che sono diventate anche la musa ispiratrice di qualcosa che mai avremmo pensato di fare”.

Come fate a ballare sulle zeppe?

“Tiziano se le è tolte alla terza e alla quarta puntata (ridono) … noi siamo stati bravi perché era rischioso ballare con le zeppe, c’era il rischio di cadere, invece sono diventate anche loro protagoniste, come se fossero una sorta di quinto cugino, di quinto personaggio nella danza, si sono personificate”.

01 Cugini di Campagna_crediti Gianni Brucculeri

credit foto Cosimo Brucculeri

Vi aspettavate di uscire allo spareggio contro Sonia Bruganelli oppure pensavate, vista anche l’esibizione e come stava andando il vostro percorso, di restare in gara ancora per qualche puntata?

“Sì e no, infatti non avevamo preparato bene lo spareggio ma speravamo nell’effetto simpatia, alla fine Sonia ha vinto con il 7% in più delle preferenze, ma va bene così, è un gioco e noi già siamo contenti di quello che abbiamo fatto. Poi ci sarà la possibilità del ripescaggio, riappariremo almeno un’altra volta e vediamo che cosa succede. Certo, speravamo di continuare, infatti sul momento c’è stato un po’ di magone, però subito dopo abbiamo pensato che abbiamo fatto delle buone cose, che il pubblico ha gradito, e che abbiamo imparato una disciplina per noi inedita. Questo è andato a lenire il piccolo cruccio della sconfitta. La nostra vittoria è stata far passare quello che siamo attraverso le performance”.

Con chi tra gli altri concorrenti avete stretto amicizia?

“Abbiamo apprezzato la grazia e l’educazione di Furkan Palali, è una persona gradevole, con cui è piacevole parlare, ci siamo salutati e abbracciati. Ci ha colpito anche la limpidezza di Ana Lou, che non si nutre di retorica, è tranquilla, non ha problemi a dire quello che pensa, non è egoriferita e questa caratteristica è una rarità nel mondo dello spettacolo. Anche Luca Barbareschi è simpatico e cordiale, Federica Pellegrini è molto dolce, Federica Nargi è deliziosa. Insomma sono tutti veramente adorabili”.

Com’è stato invece rapportarvi con la giuria e i loro giudizi?

“Selvaggia Lucarelli è una persona diretta, al netto dei contenuti, con i quali si può essere d’accordo o meno, non si risparmia nel pensare, trarre delle conclusioni e avere a cuore anche in maniera abbastanza prorompente il soggetto che sta trattando. E’ interessante la profondità con la quale si approccia. Carolyn Smith ci mazzolava (ridono), è una sorta di professore che ti sta simpatico ma sa che non sei molto portato nella sua materia, allora ti mette quattro. Ci ricorderemo sempre del meraviglioso dieci di Mariotto, del quale andiamo fieri. E poi ovviamente c’è la fermezza di Ivan Zazzaroni, che comunque aveva delle parole sempre d’encomio, e lo spirito di Fabio Canino. Ognuno ovviamente ha il suo carattere ma non abbiamo avuto problemi con nessuno”.

Oltre 50 anni di storia, qual è il segreto per restare sempre sulla cresta dell’onda, riuscire a innovarsi mantenendo però l’unione del gruppo e la coerenza?

“La coerenza fa sì che tutte le altre qualità che tu hai vengano veicolate nel modo migliore e attecchiscano. Siamo simpaticoni, amanti del nostro repertorio, abbiamo un nostro stile sia dal punto di vista dei vestiti che dell’atteggiamento, dell’autoironia, dell’essere a volte un po’ insoliti, nel modo di approcciarsi e di parlare, che è ciò che la gente conosce e che ci ha connotato per tutto questo tempo. Qualora ci mettessimo a fare qualcosa che esuli un po’ da questo saremmo incoerenti, ci sarebbe una sorta di dissonanza da parte del pubblico. A livello musicale ci sono dischi con più ballate, altri più strumentali, ma l’importante è che lo spirito del gruppo sia sempre lo stesso”.

Nel 2023 avete preso parte per la prima volta al Festival di Sanremo con Lettera 22, in futuro vi piacerebbe tornarci in gara?

“Chi non vorrebbe andare a Sanremo, come ospite o in gara, è una vetrina importantissima… Nel 2023 siamo arrivati al ventunesimo posto ma abbiamo fatto una bella impressione. Lettera 22, scritta da Davide e Veronica de La Rappresentante di Lista, è un brano meraviglioso, ben disegnato su di noi, che ha avuto successo. Sarebbe bello se ritornassimo al Festival con un pezzo all’altezza”.

State lavorando a nuova musica?

“Quest’anno abbiamo fatto tantissimi live, abbiamo avuto solo quattro giorni liberi durante l’estate. A novembre ci saranno altri concerti, serate, eventi. E chissà magari arriverà anche qualche nuova canzone”.

Tornando a Ballando con le stelle, una delle caratteristiche del programma è far capire che tutti possono ballare, a qualunque età. Che messaggio vi piacerebbe che fosse arrivato al pubblico vedendovi in pista?

“Vorremmo che fosse passato il nostro attaccamento al gruppo e a quello che rappresentiamo, al nostro modo di essere, di fare, che non abbiamo mai tradito, ed è anche un attestato d’amore verso il pubblico. Ci siamo rimessi in gioco, ma siamo rimasti sempre noi stessi. E poi volevamo far capire che si possono sempre cambiare le carte in tavola, si può migliorare”.

Trovo molto importante anche il messaggio che è passato, attraverso il racconto del momento di difficoltà vissuto da Ivano, di non arrendersi, di rialzarsi, di ricominciare…

“La terza serata è stata molto emozionante. In Lettera 22 cantiamo non lasciarmi solo, che è un mantra, è qualcosa che comunque aveva evocato in ognuno delle emozioni. Quando è arrivata quella canzone Ivano era allettato col Covid, nemmeno la moglie poteva andare a trovarlo, il cantante che c’era prima se n’era andato e per fortuna è tornato Nick, quindi non lasciarmi solo aveva un significato forte in quel momento particolarmente difficile. Inoltre il papà di Tiziano è scomparso pochi mesi prima della nostra partecipazione al Festival. Insomma Lettera 22 è una canzone magica, che ci ricorda che nella vita devi essere attaccato a qualcosa o a qualcuno per non sentirti solo. Fabio Gargiulo, il direttore d’orchestra che ci ha diretto a Sanremo, che ha provveduto agli arrangiamenti, nel simpatico rituale di abbracciarsi prima di salire sul palco l’ultima sera del Festival disse “pensate a qualcosa che non volete che vi lasci soli. Per me è la musica”. La terza puntata di Ballando con le stelle è stata il nostro lascito al programma a livello interiore, il nostro piccolo tesoretto. E’ stato un momento veramente importante e fondante dove ognuno ha percepito la riverberazione della necessità di non essere lasciati soli o di non lasciare solo qualcuno”.

Una volta terminata l’esperienza a Ballando con le stelle, pensate di proseguire con il ballo? 

Tiziano Leonardi: “C’è l’idea di frequentare qualche scuola per imparare anche balli più esegetici come ad esempio il tango, però non sto facendo da un po’ il repertorio di Brahms, Schumann, Bach, Chopin, quindi prima di qualunque altra cosa dovrei rimettermi a studiare pianoforte”.

di Francesca Monti

credit foto Cosimo Brucculeri

Si ringrazia Mauro Caldera

Rispondi