Intervista con Lele Sarallo, al suo esordio teatrale con lo spettacolo “Scusate il ritardo”: “La libertà di scherzare su tutto secondo me non deve essere messa in discussione”

“Erano diversi anni che avevo in cantiere di realizzare uno spettacolo tutto mio per rielaborare e racchiudere le esperienze live che ho fatto finora, onorando anche il teatro”. Lele Sarallo, noto speaker radiofonico e showman, amatissimo sul web per il suo umorismo tagliente e le sue parodie irriverenti, fa il suo esordio teatrale con lo spettacolo “Scusate il ritardo”, diretto da Alessio Moneta, che andrà in scena sabato 23 novembre alle ore 21:00 al Teatro Il Parioli Costanzo di Roma. Un evento unico, dove sketch comici, interazioni con il pubblico e momenti musicali si intrecciano per creare uno show esilarante e coinvolgente, adatto a spettatori di tutte le età.

Con la partecipazione dell’attrice Nicole Murgia e le musiche del maestro Bernardo Monti, Sarallo darà vita a una galleria di personaggi e situazioni comiche, spaziando dalla satira sociale a un umorismo più crudo, rivelando così una visione surreale della vita quotidiana.

“Scusate il ritardo” non è solo uno spettacolo comico, ma un viaggio che sorprende, emoziona e fa riflettere, grazie all’improvvisazione e alla straordinaria connessione che l’artista riesce a creare con il pubblico.

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Lele, sarai in scena il 23 novembre al Teatro Parioli di Roma con “Scusate il ritardo”. Com’è nato questo spettacolo?

“Erano diversi anni che avevo in cantiere di realizzare uno spettacolo tutto mio per rielaborare e racchiudere le esperienze live che ho fatto finora, dai villaggi turistici quando ero piccolo fino agli eventi e le serate in discoteca, onorando anche il teatro, che ha passato un momento non molto bello soprattutto durante la pandemia. Volevo quindi coinvolgere più persone possibili e devo dire che è stata la scelta più azzeccata. All’inizio insieme alla produzione eravamo proiettati su un altro teatro, poi c’è stato uno slittamento della messa in scena per motivi tecnici e quella location non era più disponibile. Così abbiamo proposto questa opera ad altri teatri importanti di Roma e si è trovato un accordo con il Parioli. Per me è una grande soddisfazione. Abbiamo scelto per il momento di fare un evento unico sabato 23 novembre”.

Il titolo prende ispirazione dall’omonimo tuo singolo?

“In realtà è il contrario, la canzone è nata per fare proprio da traino allo spettacolo, per creare hype e abituare il pubblico al titolo. Io lavoro anche in radio, non sono un cantante, però amo produrre video, canzoni, ho sempre fatto parodie e quello è stato il mio primo vero brano”.

Pensando a Scusate il ritardo, qual è il tuo rapporto con il tempo?

“E’ molto autobiografico (ride), sono uno dei ritardatari cronici di tutto il gruppo della radio, ho un concetto di tempo sicuramente un po’ sfalsato rispetto a quello normale però poi grazie al ritardo riesco anche a recuperare e a farmi perdonare. Con la fretta e con il tempo ho un bel rapporto perché sotto pressione riesco a dare di più”.

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Come sono nati i personaggi che porti in scena in “Scusate il ritardo”? 

“Le situazioni comiche sono tutte ispirate a cose che mi sono realmente accadute soprattutto nei rapporti di coppia, dove reciterò insieme a una bravissima attrice, Nicole Murgia, quindi sono il rifacimento ovviamente parodizzato di alcuni miei appuntamenti. Per quanto riguarda invece i personaggi non posso spoilerare però posso dirti che all’interno dello spettacolo a sorpresa, mentre scrivevamo un monologo sul ritardo, ci siamo inventati un supereroe, una novità che non è mai stata portata nei miei video”.

E poi ci saranno le musiche del maestro Bernardo Monti che vi accompagneranno in scena…

“Bernardo Monti è un maestro molto bravo, suona magnificamente il pianoforte e ho sempre avuto una buona connessione con lui, quindi abbiamo pensato di coinvolgerlo per questo ruolo che non sarà soltanto musicale, infatti sarà anche parte attiva a livello di recitazione in alcuni sketch”.

Quanto è complicato oggi far divertire e far ridere il pubblico tenendo conto anche del politically correct?

“E’ uno degli argomenti di uno sketch che affronterò nello spettacolo. Oggi è più difficile far ridere che far piangere, perché questo nuovo modello di società inevitabilmente ci ha imposto il politicamente corretto che in alcuni contesti di forma, di ambiente è giusto che ci sia, nella comicità invece non dovrebbe esistere perché altrimenti l’artista, il comico, viene completamente privato dei propri strumenti, viene limitato nelle possibilità di essere libero di esprimersi. Lo stesso discorso vale per la musica e per le altre arti. Si dovrebbe, si potrebbe e si deve scherzare su tutto, dall’omosessualità alla morte e all’amore, il mio concetto di libertà di espressione è quello. Negli Stati Uniti fortunatamente alcuni comici di black humor molto famosi sono stati sdoganati e al momento sono quelli che funzionano di più, in Italia abbiamo pochi esempi di quel tipo, come Angelo Duro, che ovviamente ha ribaltato tutto il politicamente corretto. Certo, il mio stile è diverso, è sempre abbastanza contenuto perché comunque vengo anche da un retaggio degli anni ’90 dove lo show era cabaret musicale, intrattenimento, spettacolo insieme al pubblico quindi non ho quel tipo di cinismo, però la libertà di scherzare su tutto secondo me deve essere sacrosanta”.

Hai iniziato la tua carriera sul web, oggi su Youtube piuttosto che sui social percepisci che ci sia più libertà di espressione rispetto ad altri contesti?

“Io provengo dal web, circa quindici anni fa ho aperto il canale Youtube dove all’inizio cazzeggiavo totalmente, quindi per me era solo un passatempo, poi piano piano ho visto che poteva diventare un vero e proprio impegno. Su Youtube ai tempi c’era una sorta di libertà totale, poi negli ultimi sette anni anche sul web, che è un po’ il riflesso della nostra società, si è cominciato ad essere bacchettati su tutti gli argomenti più sensibili. Quando ad esempio ho pubblicato il video “quando esci con la vegana” ho ricevuto insulti di ogni tipo da tutto il collettivo dei vegani d’Italia perché mi ero permesso di prendere in giro una persona vegana. A teatro il pubblico può ridere o non ridere, applaudire o non applaudire ma finisce lì, sul web invece c’è gente che ti commenta il video, ti blocca, ti segnala”.

Nel corso della tua carriera hai aperto anche un concerto di Vasco Rossi al Circo Massimo nel 2022, che emozione è stata?

“E’ stata una cosa totalmente inaspettata. Willy Marano, braccio destro di Vasco Rossi, voleva fare un intrattenimento diverso dal solito. Lui è anche manager di Dj Kubik, con cui io e Lory, che è mia collega a Radio Roma, la settimana prima avevamo realizzato un evento di piazza a Turi, vicino Bari. Willy Marano è venuto a vederci ed è stato una sorta di test a nostra insaputa. Siamo piaciuti e ci hanno proposto di ripetere quello che abbiamo fatto in Puglia all’apertura di Vasco. E’ stato un bel premio, cinquanta minuti intensi davanti a 85mila persone. A teatro il pubblico viene per vedere te, ti conosce, in quel caso invece dovevamo entrare a gamba tesa nell’apertura del più grande cantante italiano e conquistare gli spettatori altrimenti ti lanciano gli oggetti. Abbiamo provato a fare un intrattenimento diverso, sicuramente aiutati da Dj Kubik, abbiamo fatto una bella performance anche in omaggio agli anni ’90 e sono impazziti tutti. Ne vado molto fiero”.

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Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Dopo la data evento al Parioli c’è l’idea di portare “Scusate il ritardo” in giro per l’Italia, abbiamo già ricevuto delle proposte per alcuni teatri nel Lazio, in Umbria e in Campania. C’è inoltre un’agenzia che promuoverà anche una versione short dello spettacolo per le piazze per la stagione estiva del 2025. E poi c’è “Ritmo 90″, questo party dedicato interamente agli anni Novanta. Finora abbiamo fatto 31 date. E’ uno show molto musicale, con otto performer, un DJ e io che sono il frontman. Infine sono speaker a Radio Roma e sono in onda tutti i pomeriggi dalle 15 alle 18”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Sara Salaorni

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