SANREMO GIOVANI 2024 – Intervista con OrioN in gara con “Diamanti nel fango”: “Vorrei arrivasse al pubblico la mia schiettezza, la spontaneità, la veridicità”

“Ho sempre pensato che in tutte le persone ci sia quella parte unica che è nascosta dagli altri tratti che magari sono meno belli da vedere, da sopportare, da capire, e che quindi spesso non viene valorizzata o viene infangata o ancora non ha mai modo di emergere”. OrioN (nome d’arte di Davide Bovenzi) è in gara a Sanremo Giovani 2024 con “Diamanti nel fango”.

Con un testo intenso, il brano esplora la bellezza autentica e fragile che spesso viene trascurata, ritraendo l’amore come un “diamante nel fango,” capace di brillare nonostante le difficoltà e le maschere del mondo. Attraverso immagini potenti e un sound essenziale, invita a guardare oltre la superficie, riconoscendo il valore di ciò che davvero conta. Una canzone sincera e viscerale, che arriva al cuore e spinge a riflettere sulle emozioni profonde e vere.

OrioN, classe 2006, cantautore e chitarrista romano, attraverso la sua musica esplora un sound che riflette la sua identità: malinconico ma solare, diretto e sincero, capace di reinterpretare in modo autentico ciò che più ama di ogni genere musicale.

Dario, a Sanremo Giovani porti “Diamanti nel fango”, com’è nata questa bellissima ballad?

“Diamanti nel fango è nata da una mia storia personale con una ragazza, che ha avuto un epilogo triste, mentre la canzone ha un finale decisamente migliore. Ho sempre pensato che in tutte le persone ci sia quella parte unica che è nascosta dagli altri tratti che magari sono meno belli da vedere, da sopportare, da capire, e che quindi spesso non viene valorizzata da nessuno, o viene infangata, o ancora non ha mai modo di emergere. Quindi è una sorta di invito a credere che sotto quei tratti che vediamo è nascosta la vera unicità, che appartiene a ognuno di noi”.

È bella questa immagine dello sporcarsi le mani col fango per tirare fuori, per salvare questa persona ed è una riflessione anche su quello che conta davvero, perché magari nella frenesia della quotidianità ci dimentichiamo quali sono le cose realmente  importanti…

“Esattamente, spesso ci dimentichiamo anche di quello che le persone possono essere al di là del nostro carattere”.

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Come sta andando l’esperienza a Sanremo Giovani e quali sono le tue aspettative?

“Sta andando benissimo, sono molto contento di essere entrato in questo mondo in questo modo. Non potevo chiedere di meglio, è veramente stupendo già il fatto di fare le interviste, o partecipare a una diretta televisiva, e incontrare persone che non avrei mai pensato di vedere dal vivo, da vicino.

Non ho aspettative, preferisco non averne, neanche con i voti a scuola, in generale cerco sempre di dare il mio meglio. Mi impegnerò e mi sto impegnando tanto”.

Cosa vorresti arrivasse di te, della tua musica, al pubblico che ti vedrà a Sanremo Giovani?

“La schiettezza, la spontaneità, la veridicità, insomma quello che sono. Tutto ciò che scrivo parte da me, da una mia storia o da quella di un amico o un’amica. Cerco sempre di immedesimarmi anche in quello che le persone possono carpire dalla mia canzone, che possono sentire a livello emozionale”.

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Com’è nata questa passione per il canto e anche per la chitarra?

“Ho iniziato a studiare chitarra alle medie, frequentando dei corsi serali che organizzava la mia scuola gratuitamente, ma all’inizio non mi piaceva molto, non ero poi così preso. Poi il secondo anno ho capito quanto fosse bello in realtà suonare uno strumento, e mi sono messo sotto per imparare. Poi è arrivata la pandemia e ho avuto molto tempo a casa, anche da solo, per esplorare quello che potevo fare con la chitarra. Invece la scrittura e il canto sono venuti successivamente, ho fatto una vacanza con un amico che mi ha sentito cantare sottovoce e mi ha chiesto di far ascoltare anche agli altri quello che sapevo fare. Sentendo la mia voce ha detto: adesso vieni qua e scriviamo. Lì ho scritto la mia prima canzone e poi è stato tutto un divenire”.

Tornando a Diamanti nel fango, ci racconti qualcosa in più sul video che accompagna la canzone?

“E’ stata anche quella una prima esperienza, alla fine è un piccolo film, richiede comunque una piccola dose di spontaneità ma anche di recitazione, di consapevolezza di quello che si sta registrando ed è stato bellissimo. Sono una persona molto riservata, che si guarda un po’ attorno, che prima di entrare in una situazione vuole studiarla bene, quindi ero titubante ma poi mi sono detto “se sto fermo faccio un video moscio e invece la canzone non lo è”, quindi mi sono buttato e spero di aver fatto bene anche in quell’ambito”.

Un artista in particolare con cui sogni un giorno di poter duettare…

“A me piacerebbe fare qualcosa nello stile di Alfa con Roberto Vecchioni nella serata cover di Sanremo 2024, quindi cercare di unire un mondo che ormai purtroppo sta andando un po’ a svanire tra noi giovani, quello del cantautorato italiano che ha fatto la storia della musica, alla modernità di un ragazzo. Non ho un’idea precisa dell’artista con cui vorrei duettare, però mi piacerebbe fare un’esperienza del genere, scrivere, suonare con qualcuno che ha molta più esperienza di me”.

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Parlando di canzoni che hanno preso parte al Festival di Sanremo nelle precedenti edizioni, ce n’è una in particolare a cui sei più legato?

“Sono legato a Il Diario degli errori di Michele Bravi, in gara nell’edizione 2017 del Festival di Sanremo, perché è stata la canzone con cui ho iniziato ad apprezzare anche la scrittura e il cantato. E’ bellissima e ha fatto breccia nel mio cervello, mi è entrata veramente in testa, tanto che per giorni la cantavo e mia madre diceva “basta, non ce la faccio più” (ride). E’ stata la prima canzone che ho effettivamente cantato, anche se con poche capacità tecniche, e che mi ha convinto a fare questo lavoro”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Sto lavorando al mio primo EP, sto cercando di capire come strutturarlo, però sicuramente saranno canzoni che mi permetteranno di viaggiare in mondi sonori diversi da quelli di Diamanti nel fango, sempre comunque col mio stile diretto, spontaneo, non artefatto. Anche le tematiche saranno varie, possono essere storie d’amore o il racconto dei problemi a riuscire a dormire la notte”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Daniela Turchetti

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